Autore: Martina Barone

Se per Francois Truffaut nessuno da piccolo sogna di fare il critico cinematografico, Martina Barone è pronta a smentirlo. Tra un passo di danza alla Bob Fosse, una citazione da rom-com e l'introspezione di Pablo Larraín. Ma senza vantarsi troppo.

Un'immagine di Magic Mike

Steven Soderbergh prosegue, e forse conclude, la sua saga sullo spogliarellista Mike Lane con il film Magic Mike – The Last Dance, il quale modifica i toni delle due pellicole precedenti, diventando a tutti gli effetti una rom-com. Una trasformazione imprevedibile seppur non inverosimile, vista la capacità camaleontica dell’autore cinematografico di spostarsi costantemente da un genere all’altro, cercando di sperimentare sempre con le narrazioni e la messa in scena nei suoi lavori. Da questo suo eclettismo tira fuori proprio The Last Dance, che si pone undici anni dopo il film capostipite Magic Mike, il quale aveva saputo convincere per la…

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Frame tratto da Bussano alla porta

M. Night Shyamalan è più maturo. Dopo una vita e una carriera passate a divertirsi come un fanciullo nella direzione delle sue opere, in cui il senso di meraviglia che ha voluto far provare ogni volta allo spettatore era il riflesso di una passione cinematografica che partiva in prima istanza da sé stesso, con Bussano alla porta il regista ha dimostrato di aver appreso da ogni suo film precedente un insegnamento importante. Lezioni fuse poi insieme per arrivare a un’opera in cui il più grande colpo di scena è che non ne esiste realmente uno. Svolta insolita per il re…

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Steve Carell in The Patient
7.0

La candidatura ai Golden Globe e l’arrivo su Disney+ giunge quasi in contemporanea per The Patient. Pur non essendo rientrata nella categoria principale delle miglior miniserie drammatica, a venir elogiata è stata la performance del migliore attore non protagonista Domhnall Gleeson, che nel ruolo dell’assassino Sam Fortner ha convinto i membri Hollywood Foreign Press Association tanto da aggiudicarsi una nomination. È comprensibile come questo attore, figlio del più corpulento Brendan Gleeson, anche lui candidato nello stesso anno sempre come migliore attore non protagonista, ma per il film Gli spiriti dell’isola, sia stato in grado di conquistare il gruppo di votanti.…

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Una scena di Pinocchio di Guillermo Del Toro

L’ennesima versione di Pinocchio ci ha messo davanti all’ennesima, solita domanda: perché continuare a fare remake di opere già fatte e già viste?. Stavolta è il turno di Guillermo Del Toro che, intenzionato a riportare a suo modo il racconto di Carlo Collodi, si affida ai 35 milioni di budget riservatigli da Netflix, i quali gli hanno dato l’opportunità di potersi dedicare a un progetto che lo accompagna dal 2008. È stato quello l’anno in cui l’autore messicano ha cominciato a esprimere il primo interesse nei confronti di una propria variante del burattino di legno, idea brevemente interrotta a causa…

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Maren e Lee, protagonisti di Bones and All

Bones and All è il film più dolce di Luca Guadagnino. Sembra impossibile vista l’esistenza di Chiamami col tuo nome. Eppure prendendo dal romanzo omonimo di Camille DeAngelis, adattato e rimodellato con la penna dello sceneggiatore David Kajganich, la pellicola si esprime con una tenerezza che fino a questo momento era stata estranea all’autore italiano, anche quando ha voluto trattare delle storie d’amore. La sua trilogia del desiderio, in fondo, si basava su ben altri istinti, seppur poi declinati ognuno secondo una radice e una sensibilità differenti. E in fondo è stato il regista stesso ad ammettere che, forse, un…

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La protagonista di Per lanciarsi dalle stelle

Per lanciarsi dalle stelle è il nuovo film targato Netflix che vede una storia teen incontrare i toni della rom-com e del percorso di crescita. Quello che deve affrontare la protagonista Sole, affetta da un disturbo generalizzato d’ansia, il quale non le permette di svolgere le attività più semplici che ogni persona deve e può affrontare ogni giorno. Dal fare il bagno al mare o prendere una barca, dal riuscire a mostrare i propri disegni alla paura di non essere in grado di trovare un lavoro, la ragazza sta per compiere venticinque anni e decide, anche grazie ad un aiuto…

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Federica Torchetti in una scena di Per lanciarsi dalle stelle
6.0

Seppur con la solita fotografia lucida e piatta, Netflix Italia riesce comunque a proporre ai suoi abbonati diversi film. Storie sempre differenti, che esplorano la dimensione cinematografica o quella umana, cercando di ampliare di pellicola in pellicola gli ambiti delle proprie narrazioni, riuscendo talvolta a fare colpo, altre cadendo con un assordante tonfo. Nonostante i tentativi di aprirsi a esplorazioni di vari generi, da Lo spietato nella Milano da bere con Riccardo Scamarcio al biopic rivisitato di L’incredibile storia dell’isola delle rose, le produzioni della piattaforma nostrana sembrano puntare principalmente su quello che da sempre è il panorama teen ricercato…

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Andrew Garfield è il protagonista della serie In nome del cielo
7.0

Nel 2021 Andrew Garfield interpreta il ruolo della figura realmente esistita di Jim Bakker, marito della star religiosa Tammy Faye, conosciuta per il suo fervido cattolicesimo, per la sua voce squillante e per essere stata complice in una frode da milioni e milioni di dollari perpetrata in primo luogo proprio dal coniuge. Una donna interpretata nella pellicola Gli occhi di Tammy Faye dall’attrice Jessica Chastain e che le ha valso la prima statuetta come Migliore attrice protagonista stretta durante la serata degli Oscar. Un ruolo dal forte credo rivolto però, principalmente, ad un ritorno personale, quello che ha visto Jim…

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brian e charles
7.0

Il comico inglese David Earl e il collega Chris Hayward hanno portato i loro personaggi di Brian e Charles in giro per i locali della stand-up comedy britannica. I due caratteri erano molto più duri, più aspri di quelli che poi avrebbero ripreso per il grande schermo: un uomo scorbutico e rude col suo robot da compagnia alle prese con palchi e spettatori dal vivo da intrattenere, mettendo in scena le dinamiche assurde e surreali di un umano e il suo amico meccanico. Il percorso dei performer è stato lungo e mai statico, mobile nella continua riscrittura di questa seconda…

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un'immagine promozionale di DC League of Superpets
7.0

Non c’erano poi molti dubbi: DC League of Super-Pets è il miglior film di supereroi della casa supereroistica dei fumetti su Kal-El & Company. Si potrebbe quasi dire che ci sono proprio il miglior Superman, o il miglior Batman o anche la miglior Lanterna Verde o Wonder Woman che la DC abbia portato negli ultimi anni sullo schermo. E il bello è che i personaggi nati dalla carta stampata non sono nemmeno i veri protagonisti della storia. Nel film d’animazione diretto da Jared Stern, che assieme al suo sceneggiatore John Whittington aveva già avuto a che fare con i supereroi…

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nope

Nope è il film meno politico di Jordan Peele. Questo non significa che non lo sia. Sono le angolazioni che cambiano, la maniera di rapportarsi al materiale e di maneggiarlo, il portarlo di fronte allo spettatore che nei ranch dei personaggi di Daniel Kaluuya, Keke Palmer e Steven Yeun trova un potenziale riflessivo pari a quello intrattenitivo per un terzo film dell’autore analitico eppure spensierato. Spensierato nella misura in cui ci si può rilassare davanti all’arrivo degli alieni o nel ripercorrere i fattacci di un evento televisivo che ha visto in una scimmia la colpevole di un grondante spargimento di…

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i am groot
7.0

Alla maniera di Il curioso caso di Benjamin Button, anche il personaggio di Groot ha subito un’evoluzione inversa all’interno del circuito del Marvel Cinematic Universe diventando da adulto a giovane ramoscello in fasce. Una presunta morte che, alla fine di Guardiani della Galassia (l’improbabile gruppo di eroi dell’autore cinematografico James Gunn), ha spezzato il cuore del pubblico, per risanarlo poi con la “rinascita dalle ceneri” di un supereroe inusuale, fatto di terriccio, foglie e un innato senso del ritmo. Essendo semplicemente Groot, il piccolo e rinnovato personaggio passato da arbusto in forze a giovincello scapestrato si è meritato il plauso…

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due immagini di hereditary e midsommar

Sono due le immagini più potenti del cinema di Ari Aster. Con soli due film all’attivo, in preparazione il terzo Disappointment Blvd con un attesissimo Joaquin Phoenix in versione commedia nera da tre ore, l’autore, che insieme ai colleghi Jordan Peele, David Robert Mitchell e Robert Eggers ha dato il via alla cinematografia horror d’autore contemporanea, ha saputo immediatamente mettere il proprio marchio sulle sue opere e, soprattutto, sui suoi finali. Sono infatti i sorrisi di Alex Wolff e di Florence Pugh a porsi a compimento delle sue due pellicole Hereditary e Midsommar – Il villaggio dei dannati, speculari nella…

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Zoey Deutch in not okay
5.5

A predominare in Not Okay è la politica del: “Va bene non stare bene”. Un concept già passato, seppur sempre valido, ma che nella pellicola di Quinn Shephard disponibile su Disney Plus assume contorni già sperimentati e che mettono a confronto i disturbi sociali e depressivi di una protagonista descritta in apertura come “spiacevole”, finendo per propinarci la consueta retorica sulla nostra esistenza e come poter condividerla assieme al dolore. Non importa se stavolta c’è un hashtag messo a fianco della frase o se si vuole farlo diventare un presunto movimento – paragonato al MeToo e al Black Lives Matter…

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un'immagine di don't make me go
5.5

È la prima frase che ci dice la protagonista: “Non vi piacerà come finirà questo film”. In fondo non ci sorprende affatto quando tra le prime scene di un’opera c’è uno dei personaggi principali intento ad eseguire una Tac e ad assumere pillole per cercare di arrestare quello che evidentemente è un mal di testa che non permette nemmeno di ragionare. Eppure, come vediamo nella recensione di Don’t Make Me Go, non è tanto per il risvolto drammatico che il racconto ci riserva che non riusciamo ad apprezzare la pellicola, bensì per la maniera in cui ci fa arrivare alla…

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Una scena di Tenet

Tenet è la summa della poetica di Christopher Nolan, che se ne sia rimasti soddisfatti o meno. Che si ritenga oppure no il miglior lavoro dell’autore britannico. Perché molte volte non si tratta di analizzare la presa o la qualità di un prodotto, né delle abilità tecniche o dello scossone che può provocare un’emozione, bensì di mettere in prospettiva un quadro più grande in cui veder poi andare a confluire tutti i pezzi di un affresco più espanso, diretti in un’unica direzione, che è quella dell’espressione massima della voce di un artista. Nonostante infatti i suoi mille effetti speciali, nonostante…

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Le relazioni pericolose, una scena

La scommessa è un escamotage narrativo potentissimo. Tante narrazioni, libri, film, racconti si basano su un unico espediente in grado di mettere in accelerazione il motore degli eventi che si succederanno nel corso della storia, muovendo i fili di personaggi e azioni, sentimenti e conseguenze, il tutto partito da quell’unica semplice posta messa in gioco. È per questo motivo che nel corso degli anni Le relazioni pericolose ha avuto diversi adattamenti, tra operazioni originali e versioni remake. La più grande scommessa amorosa mai stata scritta è nata dalle pagine di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos: romanzo epistolare del 1782 in cui…

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Una scena di Boo, Bitch
7.0

La versione più attuale e vicina a Mean Girls che sia stata fatta. E non solo per la storica frase “Non puoi sederti con noi”. Boo, Bitch è esattamente cosa accadrebbe oggi ad una giovane “nessuno” che improvvisamente diventa la ragazza più popolare della scuola. Con l’aggiunta che la protagonista della serie Netflix ha un piccolo particolare che il film sceneggiato da Tina Fey non aveva: è morta. Dopo una festa, la più divertente e riuscita della sua vita. E non a causa di fiumi di alcol o uso improprio di droghe. Bensì per un’alce (rinominata Shelley) passata nel momento…

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Ci sono prodotti che vivono delle loro storie, e altri dei propri personaggi. Non che i due fattori non possano incontrarsi e collidere. Eppure è evidente che diversi progetti richiedano diverse fonti creative su cui concentrarsi, come lo è altrettanto notare la centralità che Stranger Things ha adottato per la delineazione dei suoi personaggi e per lo statuto che ha donato a ognuno di loro all’interno della serie. Una consapevolezza diventata sempre più tangibile col proseguimento delle stagioni della produzione Netflix firmata dai fratelli Duffer, di cui ci si poteva anche ricordare il racconto che vedeva coinvolti Undici e i…

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Una scena di Elvis

Già nella nostra recensione di Elvis non avevamo potuto che sottolineare come Baz Luhrmann, autore degli ormai classici Moulin Rouge! e Il Grande Gatsby, sembra aver realizzato il suo primo film di supereroi, sulla scia del successo dei cinecomic, unico genere che sembra ad oggi attrarre ancora gli spettatori al cinema. L’egemonia culturale e musicale di un’icona che per un ventennio ha sparso il proprio potere tra l’enormità della propria folla. Seguaci da ogni parte del mondo, mentre la vita del cantante rimaneva ancorata alla sua gabbia d’oro americana. Un film che sembra tratto da uno dei fumetti tanto apprezzati…

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