Autore: Martina Barone

Se per Francois Truffaut nessuno da piccolo sogna di fare il critico cinematografico, Martina Barone è pronta a smentirlo. Tra un passo di danza alla Bob Fosse, una citazione da rom-com e l'introspezione di Pablo Larraín. Ma senza vantarsi troppo.

Andrew Garfield è il protagonista della serie In nome del cielo
7.0

Nel 2021 Andrew Garfield interpreta il ruolo della figura realmente esistita di Jim Bakker, marito della star religiosa Tammy Faye, conosciuta per il suo fervido cattolicesimo, per la sua voce squillante e per essere stata complice in una frode da milioni e milioni di dollari perpetrata in primo luogo proprio dal coniuge. Una donna interpretata nella pellicola Gli occhi di Tammy Faye dall’attrice Jessica Chastain e che le ha valso la prima statuetta come Migliore attrice protagonista stretta durante la serata degli Oscar. Un ruolo dal forte credo rivolto però, principalmente, ad un ritorno personale, quello che ha visto Jim…

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brian e charles
7.0

Il comico inglese David Earl e il collega Chris Hayward hanno portato i loro personaggi di Brian e Charles in giro per i locali della stand-up comedy britannica. I due caratteri erano molto più duri, più aspri di quelli che poi avrebbero ripreso per il grande schermo: un uomo scorbutico e rude col suo robot da compagnia alle prese con palchi e spettatori dal vivo da intrattenere, mettendo in scena le dinamiche assurde e surreali di un umano e il suo amico meccanico. Il percorso dei performer è stato lungo e mai statico, mobile nella continua riscrittura di questa seconda…

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un'immagine promozionale di DC League of Superpets
7.0

Non c’erano poi molti dubbi: DC League of Super-Pets è il miglior film di supereroi della casa supereroistica dei fumetti su Kal-El & Company. Si potrebbe quasi dire che ci sono proprio il miglior Superman, o il miglior Batman o anche la miglior Lanterna Verde o Wonder Woman che la DC abbia portato negli ultimi anni sullo schermo. E il bello è che i personaggi nati dalla carta stampata non sono nemmeno i veri protagonisti della storia. Nel film d’animazione diretto da Jared Stern, che assieme al suo sceneggiatore John Whittington aveva già avuto a che fare con i supereroi…

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nope

Nope è il film meno politico di Jordan Peele. Questo non significa che non lo sia. Sono le angolazioni che cambiano, la maniera di rapportarsi al materiale e di maneggiarlo, il portarlo di fronte allo spettatore che nei ranch dei personaggi di Daniel Kaluuya, Keke Palmer e Steven Yeun trova un potenziale riflessivo pari a quello intrattenitivo per un terzo film dell’autore analitico eppure spensierato. Spensierato nella misura in cui ci si può rilassare davanti all’arrivo degli alieni o nel ripercorrere i fattacci di un evento televisivo che ha visto in una scimmia la colpevole di un grondante spargimento di…

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i am groot
7.0

Alla maniera di Il curioso caso di Benjamin Button, anche il personaggio di Groot ha subito un’evoluzione inversa all’interno del circuito del Marvel Cinematic Universe diventando da adulto a giovane ramoscello in fasce. Una presunta morte che, alla fine di Guardiani della Galassia (l’improbabile gruppo di eroi dell’autore cinematografico James Gunn), ha spezzato il cuore del pubblico, per risanarlo poi con la “rinascita dalle ceneri” di un supereroe inusuale, fatto di terriccio, foglie e un innato senso del ritmo. Essendo semplicemente Groot, il piccolo e rinnovato personaggio passato da arbusto in forze a giovincello scapestrato si è meritato il plauso…

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due immagini di hereditary e midsommar

Sono due le immagini più potenti del cinema di Ari Aster. Con soli due film all’attivo, in preparazione il terzo Disappointment Blvd con un attesissimo Joaquin Phoenix in versione commedia nera da tre ore, l’autore, che insieme ai colleghi Jordan Peele, David Robert Mitchell e Robert Eggers ha dato il via alla cinematografia horror d’autore contemporanea, ha saputo immediatamente mettere il proprio marchio sulle sue opere e, soprattutto, sui suoi finali. Sono infatti i sorrisi di Alex Wolff e di Florence Pugh a porsi a compimento delle sue due pellicole Hereditary e Midsommar – Il villaggio dei dannati, speculari nella…

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Zoey Deutch in not okay
5.5

A predominare in Not Okay è la politica del: “Va bene non stare bene”. Un concept già passato, seppur sempre valido, ma che nella pellicola di Quinn Shephard disponibile su Disney Plus assume contorni già sperimentati e che mettono a confronto i disturbi sociali e depressivi di una protagonista descritta in apertura come “spiacevole”, finendo per propinarci la consueta retorica sulla nostra esistenza e come poter condividerla assieme al dolore. Non importa se stavolta c’è un hashtag messo a fianco della frase o se si vuole farlo diventare un presunto movimento – paragonato al MeToo e al Black Lives Matter…

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un'immagine di don't make me go
5.5

È la prima frase che ci dice la protagonista: “Non vi piacerà come finirà questo film”. In fondo non ci sorprende affatto quando tra le prime scene di un’opera c’è uno dei personaggi principali intento ad eseguire una Tac e ad assumere pillole per cercare di arrestare quello che evidentemente è un mal di testa che non permette nemmeno di ragionare. Eppure, come vediamo nella recensione di Don’t Make Me Go, non è tanto per il risvolto drammatico che il racconto ci riserva che non riusciamo ad apprezzare la pellicola, bensì per la maniera in cui ci fa arrivare alla…

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Una scena di Tenet

Tenet è la summa della poetica di Christopher Nolan, che se ne sia rimasti soddisfatti o meno. Che si ritenga oppure no il miglior lavoro dell’autore britannico. Perché molte volte non si tratta di analizzare la presa o la qualità di un prodotto, né delle abilità tecniche o dello scossone che può provocare un’emozione, bensì di mettere in prospettiva un quadro più grande in cui veder poi andare a confluire tutti i pezzi di un affresco più espanso, diretti in un’unica direzione, che è quella dell’espressione massima della voce di un artista. Nonostante infatti i suoi mille effetti speciali, nonostante…

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Le relazioni pericolose, una scena

La scommessa è un escamotage narrativo potentissimo. Tante narrazioni, libri, film, racconti si basano su un unico espediente in grado di mettere in accelerazione il motore degli eventi che si succederanno nel corso della storia, muovendo i fili di personaggi e azioni, sentimenti e conseguenze, il tutto partito da quell’unica semplice posta messa in gioco. È per questo motivo che nel corso degli anni Le relazioni pericolose ha avuto diversi adattamenti, tra operazioni originali e versioni remake. La più grande scommessa amorosa mai stata scritta è nata dalle pagine di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos: romanzo epistolare del 1782 in cui…

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Una scena di Boo, Bitch
7.0

La versione più attuale e vicina a Mean Girls che sia stata fatta. E non solo per la storica frase “Non puoi sederti con noi”. Boo, Bitch è esattamente cosa accadrebbe oggi ad una giovane “nessuno” che improvvisamente diventa la ragazza più popolare della scuola. Con l’aggiunta che la protagonista della serie Netflix ha un piccolo particolare che il film sceneggiato da Tina Fey non aveva: è morta. Dopo una festa, la più divertente e riuscita della sua vita. E non a causa di fiumi di alcol o uso improprio di droghe. Bensì per un’alce (rinominata Shelley) passata nel momento…

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Ci sono prodotti che vivono delle loro storie, e altri dei propri personaggi. Non che i due fattori non possano incontrarsi e collidere. Eppure è evidente che diversi progetti richiedano diverse fonti creative su cui concentrarsi, come lo è altrettanto notare la centralità che Stranger Things ha adottato per la delineazione dei suoi personaggi e per lo statuto che ha donato a ognuno di loro all’interno della serie. Una consapevolezza diventata sempre più tangibile col proseguimento delle stagioni della produzione Netflix firmata dai fratelli Duffer, di cui ci si poteva anche ricordare il racconto che vedeva coinvolti Undici e i…

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Una scena di Elvis

Già nella nostra recensione di Elvis non avevamo potuto che sottolineare come Baz Luhrmann, autore degli ormai classici Moulin Rouge! e Il Grande Gatsby, sembra aver realizzato il suo primo film di supereroi, sulla scia del successo dei cinecomic, unico genere che sembra ad oggi attrarre ancora gli spettatori al cinema. L’egemonia culturale e musicale di un’icona che per un ventennio ha sparso il proprio potere tra l’enormità della propria folla. Seguaci da ogni parte del mondo, mentre la vita del cantante rimaneva ancorata alla sua gabbia d’oro americana. Un film che sembra tratto da uno dei fumetti tanto apprezzati…

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un'immagine di black phone

La possibilità di metterci in comunicazione gli uni con gli altri è stata una delle spinte innovatrici per l’utilizzo e la diffusione del telefono. Che fosse fisso, mobile, all’interno di una cabina o portatile. Il telefono è diventato un mezzo di comunicazione imprescindibile nel corso degli anni, facendosi nella vita moderna indispensabile per svolgere anche le più semplici attività quotidiane. Ma ricordiamo che la sua funzione prima non era affatto quella di mandare messaggi o navigare su internet rendendo ogni cosa a noi distante vicinissima nel giro di un click, ma quellq di ascoltare la voce di un interlocutore che…

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il rapace e l'enigmista da black phone e the batman

Come si costruisce un personaggio. Sono molti gli elementi di cui gli attori possono avvalersi per dare da subito un primo imprinting allo spettatore, che da una cicatrice, uno sguardo, una camminata o una pettinatura può immediatamente circoscrivere il protagonista che ha davanti, collocandolo nello spazio o in un determinato tempo. Anche in un genere o in uno stato d’animo, senza bisogno di ulteriori informazioni. Sono certe particolarità a rendere riconoscibili i personaggi, a decifrare la loro attitudini e come vanno approcciandosi al mondo e allo spettatore. E che permettono un’esplorazione della loro identità lasciando il modo alla mente di…

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La carriera cinematografica di Scott Derrickson sembra uno di quei giochi in cui abbinare parole o immagini mettendo insieme un’unica sequenza. Come quando ogni cosa viene collegata l’una con l’altra, creando un unico affresco che, seppur partito da uno spunto lontanissimo, racchiude comunque il seme che lo ha condotto fino a Black Phone. Un po’ come la maledizione che contagia le persone nel suo Sinister, con ognuna delle famiglie vissuta in precedenza nella casa di alcune vittime di omicidio e pronte a diventare le prede a loro volta. Questo anche quando si dovrebbero escludere alcuni dei titoli della sua filmografia.…

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il binarismo in matrix resurrections

Quella di Matrix è sempre stata una storia d’amore. Lo era nel 1999, quando uscì il primo film della saga diretta da Lana e Lilly Wachoswki. Lo era con i suoi sequel Matrix Reloaded e Matrix Revolutions, distribuiti entrambi nel corso del 2003 trasportando direttamente gli spettatori dal cuore della realtà digitale a quella umana di Zion. Ma l’amore è il veicolo su cui ha da sempre viaggiato la poetica delle due autrici, le quali sono andate intrecciando le loro opere perseverando nella proclamazione di un sentimento che travalicava ogni cosa e creando un collegamento metatestuale tra il cult di…

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