Autore: Giuseppe Grossi

Fine anni Novanta, inizi Duemila. Assaggio pane elfico e ingoio una pillola rossa. Da allora capisco che il cinema deve fare parte della mia vita. Magari più a lungo di una proiezione. Così ho bevuto ramen con Miyazaki, morso hamburger tarantiniani e bevuto parecchio latte più. Scrivere dei film mi aiuta a digerirli. Quella roba che siamo le storie che mangiamo è banale. E verissima.

È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Sì, perché stiamo per addentrarci nel lato oscuro della nostra passione, parlando di tre brutti vizi di noi nerd. Gente appassionata che spesso cade nella trappola del fanatismo e degli eccessi ossessivi. Questo il tema scomodo della nuova puntata di MirrorVerse, la nostra rubrica YouTube del giovedì in cui riflettiamo sui temi caldi della cultura pop. Questa volta la riflessione è quasi un esame di coscienza, perché tocca le derive esasperate a cui spesso ci porta l’amore per i film, le serie tv o i videogiochi. Dalla pretesa di sapere tutto…

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Pedro Pascal e Bella Rasmey nei panni di Joel ed Ellie

Lo schermo diviso in due sembra quasi uno specchio. Una parte si riflette nell’altra. A destra scorrono le immagini del videogioco, a sinistra quelle della serie tv, e tutto sembra identico. In queste settimane siamo stati invasi da video comparativi dedicati a The Last of Us. Perché sì, in alcune sequenze lo show HBO è di una fedeltà impressionante, al limite del copia e incolla. Un’attenzione al dettaglio quasi maniacale che strizza l’occhio ai fan del gioco Naughty Dog, ma che sarebbe stata fine a se stessa se non accompagnata da qualcosa di nuovo. Per fortuna Neil Druckmann e Craig…

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Il nuovo episodio di MirrorVerse

Nel 2014 il film di The Last of Us veniva annunciato al mondo. Accolto con un mix di entusiasmo e perplessità, il film avrebbe visto Sam Raimi al timone con Neil Druckmann (il papà del videogioco) a fare da garante. Dopo una marea di problemi e indecisioni, però, il film si è arenato per sempre spingendo gli autori verso una serie tv. Una scelta sacrosanta, visto che secondo noi il film concepito della Screen Gems avrebbe sbagliato tutto, snaturando tutta la bellezza di The Last of Us. Nel nuovo episodio di MirrorVerse, la nostra rubrica del giovedì su YouTube a…

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7.0

Damien Chazelle ha sopportato tanto. Forse troppo. Prima si è sporcato le mani di sangue per seguire il ritmo dell’ossessione con Whiplash. Poi con il realismo magico di La La Land ci ha raccontato la fine dell’amore (o forse il senso del bene che gli sopravvive) tra due sognatori inconciliabili. E infine, con First Man, ha sublimato il dolore più grande di tutti: perdere una figlia. Forse roba troppo pesante per un regista ancora trentenne, che nell’arco della sua breve e intensa carriera ha dimostrato una maturità e una consapevolezza fuori dall’ordinario. Insomma, Damien Chazelle aveva bisogno di divertirsi e…

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Lo abbiamo imparato leggendo il libretto d’istruzione delle apocalissi. L’inizio della fine è importante. Per questo davanti a un evento come la serie tv di The Last of Us i nostri fari erano puntati anche sulla sigla dello show HBO. Un network che da sempre ci ha regalato dei titoli di testa evocativi, diventati quasi inni nazionali (qualcuno ha detto Game of Thrones?), spesso capaci di alzare l’asticella di quella che è diventata una specie di opera d’arte nell’opera d’arte. A questo aggiungiamo l’immaginario avvolgente di The Last of Us, così decadente e riconoscibile da prestarsi a un opening altrettanto…

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Christian Bale in una scena del film
7.5

Il thriller investigativo ce lo ha insegnato come si deve: la scena del crimine non è importante. È fondamentale. E nel complesso caso che andremo ad analizzare, la scena del delitto è ristretta, piccola, a tratti claustrofobica. Questa volta il decesso è avvenuto per asfissia. Nome del colpevole? Un piccolo schermo in cui l’ultimo film di Scott Cooper soffoca dall’inizio alla fine. Troppo stretto per un’opera in cui l’ambientazione avvolgente e l’atmosfera gelida diventano stati d’animo veri e propri. Verrebbe da dire che è stato Netflix a compiere il delitto, ma non è così. Perché senza Netflix questo film forse…

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“Life in plastic, is fantastic”. Era il 1997 quando gli Aqua esaltavano la bellezza della finzione con Barbie Girl. Una canzone rimasta nell’immaginario collettivo molto più della band danese che l’ha partorita. Un singolo-tormentone che non ascolteremo in Barbie, il prossimo film di Greta Gerwig previsto per il 21 luglio 2023. Strano, vero? Un indizio piccolo ma molto significativo, che sembra dire: “No, Barbie non sarà il film che vi aspettate”. Ma cosa ci aspettiamo davvero da questo film? Una commedia superficiale sulla superficialità dei nostri tempi? Una parodia graffiante dell’era della sovraesposizione social? Una cosa è certa: il teaser…

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Caleidoscopio
7.0

Dell’arcobaleno rimane impressa la meraviglia dell’insieme. I singoli colori che lo compongono contano poco. È quello che avrà pensato Eric Garcia, ideatore di una nuova Netflix in cui ogni episodio può essere visto in modo casuale, senza seguire un ordine preciso. Ognuna delle otto puntate è associata a un colore, ma il puzzle lo costruisce lo spettatore, libero di scoprire la storia come meglio credere. È la prima cosa da raccontarvi nella nostra recensione di Caleidoscopio, serie tv anomala, arrivata sulla piattaforma a fari spenti nonostante la sua natura così particolare. Una struttura libera che non vincola il pubblico, lasciando…

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I tre protagonisti di Blood Origin
5.0

Quanta voglia di antiche radici nelle terre del fantasy. Durante questo 2022 ormai al tramonto il desiderio costante delle serie tv fantasy è stato sempre lo stesso: esplorare il passato. È successo con House of the Dragon, ambientato 200 anni prima di Game of Thrones. È accaduto con il controverso Gli Anelli del Potere, che ha gettato luca sulla Seconda Era, millenni prima delle gesta di Frodo e della Compagnia dell’Anello. Adesso tocca a Netflix con un prequel della sua fantasy di punta, quel The Witcher ormai diventato un brand declinabile in tanti modi sulla piattaforma. Dopo il lancio della…

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Il grande giorno
7.5

Li avevamo lasciati mentre odiavano l’estate. Adesso rieccoli riabbracciare il Natale, prendendosi quel palcoscenico (e quei rischi) che mancavano da tanto, troppo tempo. Era il lontano 2016 quando Aldo, Giovanni e Giacomo portavano in sala il loro ultimo film natalizio con quel Fuga da Reuma Park che forse ha rappresentato il loro punto più basso. Un film sfilacciato, stanco, nato vecchio. Sembrava l’ultimo inchino, ma per fortuna così non è stato. Perché due anni fa Odio l’estate, grazie al ritorno di Massimo Venier in cabina di regia, aveva stupito tutti. La sensazione era quella di ritrovare vecchi amici persi di…

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Jake in una scena di Avatar - La via dell'acqua

L’acqua è limpida. Lo schermo è profondo quanto l’oceano. James Cameron ci invita a tuffarci, a nuotare a occhi aperti. Imparare a respirare di nuovo per i Na’vi. Tornare a vedere di nuovo per noi gente del cielo. Il cinema che torna esperienza collettiva, tribale, sociale. Il cinema come collante tra le persone. Tutto in un tempo in cui avevamo dimenticato troppo. Dimenticato il rituale della proiezione, lo stare insieme, lo stare davanti a uno schermo più grande di una decina di pollici. A James Cameron piace lanciare sfide e cambiare le cose. Questa volta, però, non è soltanto merito…

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“È come sposare una vedova”. Parole di Guillermo del Toro durante la lavorazione de Lo Hobbit. Una definizione lapidaria, che spiega alla perfezione quanto fosse difficile tornare nella Terra di Mezzo. Troppa pressione, troppe responsabilità e soprattutto troppi confronti. Il marito defunto era un fantasma che infestava troppo la Contea e il grande vuoto lasciato da Il Signore degli Anelli un fardello pesante come l’Unico Anello. E così, dopo varie riscritture e troppe indecisioni, il buon Guillermo decide di lasciare tutto, abbandonare l’altare e affidare la vedova alle mani dell’unico uomo che la conosceva davvero: un certo Peter Jackson. Insomma,…

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Luigi Lo Cascio in una scena della serie
8.0

Basta un dettaglio per raccontare tutto. Un dettaglio per prendere le distanze dalla realtà e allo stesso tempo rendere una storia ancora più realistica. Siamo in un’Italia che è quasi la nostra Italia. Da cosa lo capiamo? Da un cartellone pubblicitario che annuncia l’imminente costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Assurdo, vero? Un piccolo what if che ci mette subito nella giusta prospettiva: siamo dentro una specie di distopia al limite del grottesco, che non smette mai di essere verosimile. Ci sembrava la prima cosa da dire nella nostra recensione dei primi due episodi di The Bad Guy (su…

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Bella Ramsey e Pedro Pascal nella serie tv The Last of Us

Chi ci ha giocato lo sa bene. The Last of Us ci ha insegnato che spesso “amare” e “mentire” sono sinonimi. Un compromesso necessario per proteggere le persone a cui teniamo davvero. E forse, visto che The Last of Us di cuori ne ha contagiati parecchio, c’è un’altra menzogna a cui stiamo credendo pur di proteggere il nostro videogioco preferito. A cosa ci riferiamo? A cosa non va davvero nel casting di Bella Ramsey, chiamata a vestire i (non comodi) panni di Ellie nella serie tv di The Last of Us. Una scelta che ha fatto storcere il naso a…

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il logo del torino film festival in piazza

Non ci faremo accecare dalla sua ombra. Anche perché le ombre non emettono luce. Eppure promettiamo di non farci impressionare dalla sua ingombrante presenza in città. Lei che domina Torino come Batman fa con Gotham City (e non è un caso che ai suoi piedi ci sia una galleria d’arte piena di quadri con L’Uomo Pipistrello che si aggira per la bella città sabauda). Perché basterebbe la Mole Antonelliana per raccontare cosa rende speciale il Torino Film Festival. Visto che l’imponente edificio monumentale di ottocentesca memoria non è solo il simbolo della città, ma dal 2000 anche la sede del…

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Geralt, Joel e Kratos: tre padri videoludici esemplari

Siamo cresciuti forgiati dal loro esempio. Un esempio da seguire o rigettare. Una guida di cui fidarsi oppure da cui fuggire il più lontano possibile. Almeno per chi ha avuto la fortuna (o la sfortuna) di averne uno. I padri sono figure ambigue che nel bene o nel male, che lo vogliamo oppure no, ci definiscono. Adesso, però, le cose sono cambiate. Adesso siamo noi a manipolare loro. E lo facciamo con un joypad in mano. Sì, perché negli ultimi anni tantissimi videogiochi ci hanno messo nei panni di padri alle prese con il fardello della genitorialità. Spesso intesa come…

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Vincere il buio con la luce sullo schermo. Immagini in movimento che non possono stare ferme. Il cinema è vita per sua stessa natura. Eppure, come ogni forma d’arte visiva, ha sempre fatto i conti con i titoli di coda e l’inesorabile Signora Morte. Ogni tanto ci piace pensare che il cinema renda immortali, che la sua dimensione immaginaria possa preservare attori e attrici rimasti incastonati per sempre nell’immaginario. Però è anche vero il contrario. È anche vero che il cinema può celebrare la morte, senza scansarla. La abbraccia nel suo grande rituale collettivo tanto simile a un funerale condiviso.…

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La locandina di Piove
7.0

Una fogna a cielo aperto. Puzzolente, melmosa, contagiosa. È una Roma putrida, svuotata della sua antica bellezza. Poche panoramiche, pochi campi lunghi, poco respiro nelle inquadrature. Non c’è spazio per monumenti, strade e palazzi. Qui stiamo parlando solo e soltanto di persone. E in questa Roma le persone fanno schifo, stanno male, covano rancore. Il meteo prevede sempre pioggia, ma nulla può lavare via lo sporco nell’animo di questa gente balorda. Apriamo la nostra recensione di Piove, opera seconda (la prima in solitaria) di Paolo Strippoli, calandovi subito nella torbida atmosfera di un horror familiare che scava negli anfratti più…

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Alceste: il protagonista di Eternity

Bisogna guardare con attenzione. Succede spesso nei fumetti di Alessandro Bilotta, raffinato osservatore che affida ai suoi personaggi lo stesso sguardo acuto. Succedeva con Mercurio Loi, l’investigatore scimmiesco che passeggiava per Roma scrutando ogni anfratto della capitale papalina. Succede ancora con Eternity, dove Alceste Santacroce, l’insolente giornalista “gossiparo” spia nelle vite altrui con sadico cinismo. E allora guardiamo con attenzione anche noi. Partiamo dalla copertina di Eternity. Partiamo dalla patina, dall’abito. Tutte cose molto importanti in questa storia. Osservando il logo del nuovo fumetto Sergio Bonelli (etichetta Audace, visti i temi poco tradizionali), notiamo che è simile a un’insegna a…

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La cover del gioco

Uno schiocco di dita e il vostro tempo libero sarà dimezzato per sempre. Fidatevi, è ineluttabile. Perché se avrete la malsana idea di installare Marvel Snap sui vostri smartphone (o nei vostri pc) verrete risucchiati via, come se Doctor Strange avesse aperto un portale sotto le vostre vite. Non stiamo esagerando, perché la nuova app della Casa della Idee crea davvero dipendenza. Merito di un gioco strategico di carte collazionabili veloce, dinamico, intuitivo e soprattutto pienamente coerente con la mitologia Marvel. Adesso vi spieghiamo cos’è e perché dovreste evitarlo come la peste. Partiamo da una coincidenza inquietante: la mente perversa…

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