Neanche il tempo di ragionare su quanto visto nella prima stagione (a partire da quel brusco finale) che A Thousand Blows è già tornata su Disney+ per trovare un senso a quelle storie criminali e dannate nell’East End londinese. Una serie che parte dalla storia, tra le fourty elephants e la nascita del pugilato, per raccontare il riscatto e la rivalsa sociale in un contesto difficile. Il classico tentativo di farsi universale attraverso una storia all’apparenza lontana, caratterizzata da quel fascino cupo, marcio e un po’ tenebroso che ha reso celebre lo stile di Steven Knight. Ma A Thousand Blows non è Peaky Blinders, come abbiamo sempre detto: è una creatura diversa, in cui senza neanche farlo apposta si riversano la maggior parte dei talenti che hanno lasciato il segno durante l’anno del piccolo schermo con quella perla assoluta di Adolescence.
Londra pronta a indossare i guantoni all’alba di una nuova era, o almeno questa sembrerebbe la premessa del contesto. Invece la seconda stagione parte dal fondo e dal buio più assoluto: è passato un anno anche all’interno dello show e quelle anime spezzate da un destino beffardo stanno ancora vagando tra la nebbia e il fango in cerca di una via d’uscita. Knight sa benissimo cosa sta facendo: per questo, dopo aver presentato contesto e avventura nella prima stagione, adesso tira il freno per concentrarsi sull’intimità di quei personaggi che abbiamo imparato a conoscere. Londra è sempre lì, a sussurrare meraviglie e a paventare grandezza, ma non è mai in primo piano. Al centro della scena ci sono i tre protagonisti della storia, pronti a dare un ulteriore slancio, un ulteriore colpo di reni per permettere alla narrazione di risollevarsi.
Dalle stelle…

Serve accettare il buio se si vuole scavare più a fondo. Per questo lo show prende la sua piega senza paura di esagerare, consapevole di non doversi trattenere nel colpire forte quando serve. La produzione mantiene la sua qualità elevatissima, tanto nella resa contestuale quanto nelle performance del cast, ma è nella resa delle atmosfere che A Thousand Blows riesce davvero a brillare. L’East End che nella prima stagione lasciava spazio a flebili spiragli di luce tra miseria e nobiltà sembra essersi spento insieme ai suoi personaggi. Tutto si fa più cupo, tra vicoli lerci e strade poco sicure. Londra non è mai stata terra di speranza, ma luogo di perdizione. Corrompe e logora, toglie sempre qualcosa quando provi a emergere.
Per questo i divari restano solidi e distanti. Non c’è un ponte che permetta agli ultimi di avvicinare i primi. Così si resta sospesi, tra torri d’avorio e cumuli di rifiuti. Dove sono finite le grandi speranze, le aspettative sul futuro e su una carriera da scrivere nella storia? Qualsiasi cosa spingesse il protagonista a muoversi, oggi ne resta poco o nulla. Resta la rabbia, l’orrore, il desiderio irrefrenabile di vendetta. A differenza dei percorsi trasversali della prima stagione, però, qui i tre volti principali sono indissolubilmente legati. Questa scelta rappresenta il traino principale delle puntate, che procedono ancora una volta a ritmo serratissimo verso un finale ancora da scrivere – in futuro.
Verso un mondo nuovo

Su questo legame Knight si gioca (quasi) tutte le sue carte, preparando i colpi più potenti per quando i suoi personaggi sono più in difficoltà. Sale il dramma, aumenta la posta in gioco, ma forse è proprio grazie a quel perverso gusto di buttarli a terra che lo showrunner trova sempre il modo giusto per farli rialzare. Da una lotta all’altra, ci si rialza ancora e ci si prepara al prossimo colpo. Non importa quanto forte o violento sia questo mondo che vuole sempre buttarti a terra. Spinto da uno spirito più conforme, A Thousand Blows 2 riprende il suo intreccio con grande convinzione e riesce ad apparire più solido, più coeso. C’è molta meno storia, più crimine e più elementi tipici degli show di Knight, ma c’è anche tanta cura che non può passare inosservata.
Questo period drama ha tanti assi nella manica, è astuto quando serve e sa come mescolare le carte per trovare nuovi stimoli. A Thousand Blows intrattiene, coinvolge e riesce persino a emozionare, se si sa cosa cercare tra il fango e la polvere del ring: una battaglia tra due mondi per che vive di sensazioni, di vampate e spinte decise. Una storia di vita sofferta all’alba di una nuova era, tra il vecchio mondo e quel nuovo che non vede l’ora di avanzare. Tra temi sociali, scontri più fisici che mai e tante, tante suggestioni, Steven Knight non vuole smettere di colpire – per questo continua a battere il ferro finché è caldo, e noi siamo qui per goderci lo spettacolo.



