Sul green carpet di Sanremo 2026, non è stato l’elegante cappotto Emporio Armani sfoggiato da Tommaso Paradiso a catturare l’attenzione, quanto un dettaglio apparentemente anomalo: una vistosa fascia azzurra sulla mano sinistra. Quella che molti hanno interpretato come una semplice medicazione improvvisata nascondeva in realtà qualcosa di molto più significativo: un guanto personalizzato decorato con il Jolly Roger di Monkey D. Luffy, il celebre teschio col cappello di paglia che identifica la ciurma di One Piece.
In un contesto come quello sanremese, dove ogni gesto viene amplificato, decodificato e spesso studiato a tavolino, quel guanto rappresenta una scelta tutt’altro che casuale. È discreto ma riconoscibile, popolare ma non urlato. E soprattutto, perfettamente coerente con il percorso pubblico e privato dell’artista. La risposta alla domanda che tutti si ponevano è arrivata in un’intervista al settimanale Chi: “Sono inciampato di notte su un giocattolo di mia figlia, mi sono appoggiato a un vetro della finestra e mi sono letteralmente spaccato la mano in due, hanno dovuto mettere dei punti sia dentro che fuori“, ha raccontato. Poi ha aggiunto con un pizzico di ironia: “Devo ancora calcolare bene le distanze e gli spazi ora che c’è lei“.
I Romantici, il brano che Paradiso porta in gara scritto insieme a Davide Petrella e prodotto da Davide Simonetta, è in parte dedicato proprio alla figlia Anna e alla compagna Carolina Sansoni. Quella sulla mano di Paradiso non era una fasciatura medica anonima. Era un guanto azzurro con sopra il simbolo della ciurma di Luffy, mostrato con esplicita soddisfazione nello spazio Il Club dei Romantici allestito da Lego durante il Festival. Per i fan di lunga data, l’apparizione del Jolly Roger a Sanremo non è stato una sorpresa.
Tommaso Paradiso è da anni un lettore dichiarato di One Piece, e la sua passione non si è mai limitata a citazioni vaghe o ammiccamenti superficiali. Già nel 2018 alcune pagine social avevano iniziato a parlare del suo legame con il manga di Eiichiro Oda, suscitando inizialmente un certo scetticismo. Col tempo, però, è stato lo stesso Paradiso a confermare tutto, intervenendo pubblicamente su capitoli, snodi narrativi e sviluppi recenti della serie. Non solo entusiasmo generico, ma conoscenza reale dell’opera, aggiornata e continuativa. Paradiso ha spesso espresso opinioni nette sui forum e sulle pagine più seguite dai fan italiani del manga, dimostrando di seguire l’opera con attenzione e senso critico.
La bandiera di One Piece non è più soltanto un’icona del manga. Negli ultimi anni il Jolly Roger della ciurma di Monkey D. Luffy è diventato un simbolo trasversale, comparso in contesti che vanno ben oltre l’immaginario pop: cortei di protesta, piazze internazionali, manifestazioni culturali. Dall’Indonesia, fino agli Stati Uniti, quella bandiera è stata riletta come emblema di libertà, resistenza e spirito anticonformista. L’immagine è stata adottata nelle manifestazioni di solidarietà con Gaza, è comparsa sulle navi della Flotilla, è stata issata in contesti dove la ricerca di libertà e giustizia sociale si intrecciava con un linguaggio generazionale condiviso. Troppo amata e diffusa perché qualsiasi istituzione potesse davvero contenerla o limitarne la portata simbolica.
Il suo approdo nell’Ariston assume quindi una sfumatura che va oltre il semplice easter egg per appassionati. Non necessariamente una dichiarazione politica consapevole, ma la conferma di quanto One Piece sia ormai entrato stabilmente nel linguaggio culturale di una generazione intera. A Sanremo, dove ogni dettaglio viene magnificato e interpretato, Paradiso ha scelto di non mascherarsi, ma di raccontarsi. E farlo attraverso One Piece, una storia di viaggi, legami indissolubili e ostinata ricerca della libertà, è forse il modo più naturale e autentico possibile. Il guanto pirata diventa così il punto d’incontro tra quotidianità e immaginario, tra vita privata e racconto pubblico, tra un incidente domestico e una passione culturale profonda.
La prima serata del Festival di Sanremo si è conclusa con un flop di ascolti, ma anche con momenti emozionanti come l’arrivo di un’ospite d’eccezione e tanta emozione offerta dai cantanti che han portato in scena canzoni dai testi pregni di significato, quali Dargen D’Amico, Ermal Meta e Serena Brancale.



