La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si chiude con numeri che fanno discutere. Martedì 24 febbraio, la serata inaugurale condotta da Carlo Conti con l’esordio di Laura Pausini ha registrato 9,6 milioni di spettatori con il 58% di share nella total audience. Un risultato che, in assoluto, rappresenta il quarto miglior dato dal 1997 a oggi, ma che segna un significativo calo rispetto all’edizione precedente.
Il confronto con il 2025 è inevitabile e impietoso: la prima serata dell’anno scorso, andata in onda martedì 11 febbraio, aveva conquistato 12,6 milioni di spettatori con il 65,3% di share. Una differenza netta di 3 milioni di telespettatori e oltre 7 punti percentuali di share che pone interrogativi sul futuro del Festival e sulla capacità di mantenere il boom degli ultimi anni.
Carlo Conti aveva messo le mani avanti già durante la conferenza stampa del giorno precedente, mostrando lucidità e realismo. “L’altro anno quando sono arrivato ho detto che era impossibile eguagliare certi numeri, invece un po’ il caso, un po’ la fortuna e la bravura mi hanno aiutato“, aveva dichiarato il conduttore toscano. “Eppure il giorno dopo non sono entrato in sala stampa camminando a cinque centimetri da terra. Non mi esalto se le cose vanno bene e non mi abbatto se i risultati non sono gli stessi anche perché si tratterebbe di battere me stesso“.
Una filosofia zen che adesso viene messa alla prova dai numeri. La serata di debutto ha presentato tutte e trenta le canzoni in gara, con un formato fiume che si è protratto dalle 21.15 fino all’1.20. Sul palco dell’Ariston si sono alternati momenti di grande spettacolo: l’esordio da conduttrice di Laura Pausini, il super ospite Tiziano Ferro che ha confermato il suo status di superstar, Can Yaman che ormai è diventato presenza fissa della tv italiana, e la carrambata con Kabir Bedi che ha riportato indietro di decenni i nostalgici di Sandokan.
Non sono mancati i momenti di celebrazione istituzionale: l’omaggio a Pippo Baudo e Peppe Vessicchio, simboli viventi della storia del Festival, e la presenza di una signora centenaria per ricordare gli ottant’anni della Repubblica italiana. Un mix di intrattenimento, musica e celebrazione che però non è riuscito a replicare il miracolo degli ascolti del 2025.
Per contestualizzare meglio il dato, è necessario guardare alla storia recente del Festival. Il 58% di share conquistato dalla prima serata 2026 si colloca al quarto posto tra i migliori risultati dal 1997 in poi. Supera nettamente le edizioni 2021 (46,6% di share) e 2022 (54,7%), entrambe condotte da Amadeus, ma resta inferiore alle tre edizioni precedenti: 2023 con il 62,5%, 2024 con il 65,1% e appunto 2025 con il 65,3%. L’unica altra edizione a fare meglio è stata quella del 1997 condotta da Mike Bongiorno, che ottenne il 58,74% di share.
Questi numeri raccontano una storia precisa: Amadeus e poi Conti hanno riportato Sanremo su vette di ascolto che mancavano da quasi trent’anni, creando un nuovo standard di riferimento. Ma mantenere questi livelli si sta rivelando più complicato del previsto. Il calo di 3 milioni di spettatori non può essere liquidato semplicemente come fisiologico assestamento. Va considerato che il dato include la total audience, ovvero non solo i televisori tradizionali ma anche tutti gli altri dispositivi connessi in diretta: pc, tablet e smartphone. Un metodo di rilevazione che Rai ha adottato per avere un quadro più completo dell’ascolto reale, considerando le nuove abitudini di fruizione dei contenuti.
La domanda che aleggia ora è: si tratta di un calo isolato della prima serata o dell’inizio di una tendenza? Le prossime serate forniranno risposte decisive. Conti ha costruito la sua carriera sulla solidità e sulla capacità di gestire grandi eventi senza eccessi, puntando sulla qualità della conduzione piuttosto che su colpi di scena continui. Una filosofia che finora ha pagato, ma che adesso deve confrontarsi con aspettative altissime e un pubblico sempre più difficile da conquistare.
Il Festival di Sanremo rimane comunque un evento televisivo senza paragoni nel panorama italiano, capace di dominare la settimana con ascolti che qualsiasi altra trasmissione può solo sognare. Ma questi numeri della prima serata, ricca di tanti momenti emozionanti come l’arrivo dell’ospite d’eccezione e della gaffe a lei annessa, dimostrano che nulla può essere dato per scontato, nemmeno per un’istituzione che ha appena celebrato gli ottant’anni della Repubblica sul palco più importante della tv italiana. Prima della trasmissione si è verificato un siparietto social piuttosto comico su Michele Bravi, ma sul palco si sono esibiti artisti di grande fama come Serena Brancale che con il suo pianto finale ha commosso tutti, Dargen D’Amico e la sua canzone di denuncia (e il suo outfit fuori dal comune), denuncia mossa anche da Ermal Meta e da Tredici Pietro, che nasconde un passato inatteso.



