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La popstar americana ha reagito con durezza all’utilizzo non autorizzato della sua hit “Bye” in un video dell’amministrazione Trump sull’immigrazione. Un caso che riaccende il dibattito sul rapporto tra artisti e potere politico, con tanto di scontro pubblico sui social e commenti misteriosamente cancellati. Quando lunedì 8 giugno la Casa Bianca ha pubblicato un reel su TikTok celebrando le politiche migratorie dell’amministrazione Trump, probabilmente non si aspettava la reazione che stava per scatenare. Il video mostrava agenti di frontiera mentre ammanettavano persone, con una colonna sonora molto particolare: “Bye“, la hit del 2024 di Ariana Grande. La didascalia non lasciava spazio a dubbi: “Bye-bye… Il presidente Trump ha creato il confine più sicuro della storia“.

La risposta della cantante e attrice non si è fatta attendere. Nella sezione commenti del post, Grande ha scritto parole inequivocabili: “Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”. Un attacco diretto e senza filtri, che utilizza tre aggettivi durissimi per definire le politiche migratorie dell’amministrazione. Ma qui la storia si complica. Il commento di Ariana Grande, confermato come autentico da un portavoce della cantante, è misteriosamente scomparso dalla sezione commenti del video. “Per qualche motivo non è visibile pubblicamente“, ha dichiarato il portavoce a Variety.

Come se non bastasse, dopo la reazione della popstar, il video è stato silenziato, privato della sua colonna sonora controversa. Una rimozione che solleva interrogativi: chi ha cancellato cosa, e perché? La portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, non ha perso tempo a rispondere per le rime. “Ciò che è veramente barbaro, disumano e atroce sono gli stranieri illegali criminali che hanno ferito e ucciso innocenti cittadini americani“, ha dichiarato, ribaltando le parole di Grande in una controaccusa che sposta il focus dal metodo al contenuto delle politiche migratorie.

Il video incriminato era stato diffuso in seguito alla firma di Donald Trump di una legge che stanzia oltre 70 miliardi di dollari, circa 52 miliardi di sterline, alle agenzie per l’immigrazione. Fondi destinati a coprire i restanti due anni e mezzo del mandato presidenziale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare i controlli alle frontiere. Le immagini mostravano agenti delle forze dell’ordine durante operazioni di arresto, trasferimento di persone verso veicoli e strutture di detenzione.

Secondo fonti vicine all’artista, il team di Grande starebbe ora valutando le opzioni legali per rimuovere definitivamente la sua musica dal video. Il caso di Grande si inserisce in una lunga tradizione di musicisti che hanno cercato di impedire a Trump di utilizzare le loro canzoni, soprattutto durante la campagna elettorale del 2024. Da Céline Dion alla famiglia di Isaac Hayes, sono numerosi gli artisti che hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche e inviato lettere di diffida all’ex presidente, rivendicando il controllo sulla propria opera artistica e rifiutando ogni associazione con determinate posizioni politiche.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.