Un progetto come Wordatro! non dovrebbe destare sospetti: dopo l’uscita e relativo successo di Balatro, era inevitabile vedere quel tipo di formula e grammatica di gioco applicata altrove, giacché proprio Balatro ha dimostrato in modo efficiente, come alcune regole base di giochi famosi – quali il Poker – si possono modellare attorno strutture roguelike e relativi modificatori. Di cloni ne sono usciti a dozzine, alcuni interessanti, altri meno, ma Wordatro! rientra sicuramente nella prima categoria.
Wordatro! tra tasselli e parole
La miglior definizione per questo titolo è quella posta all’inizio: Balatro che incontra Scarabeo, il gioco in scatola, quello con il sacchetto e i tasselli con le lettere, quello dove sicuramente all’ultimo Natale in famiglia, giocandoci, abbiamo litigato con un vecchio zio perché abbiamo abbinato e creato con le nostra poche lettere in mano una sigla conosciuta solo a noi e ci siamo beccati insulti e minacce di abbandono del gioco. Esatto.
In questo potpourri di situazioni, ecco l’idea semplicissima alla base di Wordatro!, che si applica in modo speculare a Balatro: le nostre caselle di lettere hanno punteggi e relativi modificatori in base all’uso di alcune lettere in particolare, o al loro uso multiplo nella stessa parola costruita o ad alcune lettere con bonus momentanei, per cui bisogna essere abili a costruire subito parole che vengano riconosciute (e il vocabolario internazionale, come italiano, premia con pochissime sbavature).
Tutto modellabile

Esattamente come le più classiche delle ciliegie, il gioco del “una partita tira l’altra” si conferma anche qui, motivo per cui la sua uscita esclusiva su PC, saltando tanto le console (scelta comprensibile), quanto il mercato mobile e qui c’è da chiedersi il perché, dato che Wordatro! è un titolo perfetto per il gioco in mobile, come anche le vendite di Balatro su mobile hanno dimostrato numeri decisamente sopra la media, Wordatro! è perfettamente quel tipo di gioco per cui inizi una nuova partita e cominci a incasellare lettere per una buona dose di ore al giorno.
Questo è quel tipo di assuefazione che si vuole e si deve provare anche giocando in modalità portatile, dunque ottimo sul fronte Steam Deck, e da PC è facilmente fruibile, magari per chi tende ad avere attività di streaming per mostrare le proprie abilità. E ovviamente occhio ai modificatori: ce ne sono tantissimi e tutti possono cambiare prospettiva di gioco, o darvi punteggi altissimi anche con parole brevi. Insomma, l’ennesimo gioco a dimostrazione che la formula funziona se applicata a contesti e meccaniche che si prestano bene a quella che sembra essere una tacita regola: la creazione di un punteggio da valori, numeri e carte in nostro possesso. Un semi-franchise idealmente infinito.



