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Al lancio di Starfield, nell’ormai settembre 2023, il responso di pubblico e critica creò la più classica della forbice: amore e odio, possibilità e limitazione, promesse e potenzialità. Il titolo Bethesda, dopo mesi, se non anni di intero silenzio, capo chino nei lavori, per poi arrivare alla pubblicazione, aveva tra le righe le più grandi promesse di rivoluzione ludica.

Questa non è arrivata come spesso capita con il lancio dei giochi Bethesda. Questa inedita avventura spaziale stuzzicava l’interesse, aveva un comparto narrativo che si avviluppava attorno una grammatica di gioco consapevole dei suoi limiti, e in parte proprio questi sono stati il cavillo per cui in molti – scrivente compreso – dopo le prime decine di ore di gioco, poi hanno perso gradualmente interesse.

Guai a bollare il gioco come fallimentare, anzi: la fattura era di quelle altissime, motivo per cui c’era la piena consapevolezza di avere tra le mani qualcosa di potenzialmente grande, ma era il modo in cui tutti i comparti – e relativo organi – cercavano di suonare la propria sinfonia, restituendo una sonata eccelsa, ma il tutto veniva ascoltato da un punto dove l’acustica era davvero tremenda.

Ora Starfield arriva anche su PlayStation 5 e si porta dietro DLC e corposi aggiornamenti. È il momento del riscatto per il gioco Bethesda?

Starfield, la verità oltre le stelle

Una sequenza di gioco di Starfield
Una sequenza di gioco di Starfield – ©Bethedsa

In Starfield ci ritroveremo catapultati nei “Settled Systems“, distanti 50 anni luce dal nostro Sistema Solare. La storia inizia a New Atlantis, capitale delle Colonie Unite e città più grande mai ideata e sviluppata da Bethesda. Il nostro protagonista verrà invitato ad unirsi al programma di esplorazione spaziale “Constellation”, mentre imperversa la guerra tra le già citate Colonie Unite ed il “Freestar Collective” di Akila City.

Così come in tutti gli altri titoli Bethesda, avremo la possibilità di intraprendere qualsiasi tipo di carriera ci passi per la mente, a partire dal già menzionato esploratore spaziale passando per il militare, il commerciante, il pirata o il costruttore e così via. Insomma, quella che può essere facilmente catalogata come una galassia di possibilità.

Il cuore pulsante dell’opera sembra però essere proprio l’esplorazione e, piaccia o non piaccia, la contemplazione. Ed era qui che cominciavano un po’ i malumori: dove l’esplorazione spaziale prima era un semplice cavillo per spostarsi da A a B, adesso la musica è finalmente cambiata. Bethesda non è rimasta con le mani in mano e in questi anni ha cercato di potenziare ed ottimizzare la portata di gioco. Anzi, diciamo proprio che c’è stato un cambio di rotta drastica, da chi in parte è rimasto consapevole che alcune cose, presenti al lancio, necessitavano di una riorganizzazione generale.

Cambi di rotta

Una sequenza di gioco di Starfield
Una sequenza di gioco di Starfield – ©Bethesda

La novità principale è la “Modalità Crociera”, che introduce il viaggio spaziale libero e continuo. Prima lo spazio era poco più di un’interfaccia a menù; ora il giocatore può navigare manualmente, incontrare navi, esplorare pianeti e vivere eventi casuali, rendendo l’esplorazione più organica e immersiva. Tuttavia, la struttura a strati di menù e sotto-menù è ancora presente, e chi non aveva apprezzato il gioco in origine difficilmente cambierà idea.

Viene introdotta una nuova risorsa rara chiamata X-Tech, usabile per trasformare armi standard in equipaggiamenti Leggendari o per migliorare quelli già esistenti, con la possibilità di aggiungere perk Esotici dagli effetti estremi ma con compromessi. Rafforza anche la rigiocabilità nei cicli New Game Plus.

I DLC inoltre aggiungono incursioni dinamiche, un nuovo companion robotico di nome Delta, e nuove missioni. Le incursioni però risultano tutte simili e rischiano di diventare ripetitive. Il DLC però è pensato soprattutto per i giocatori di alto livello (oltre il livello 50), ciò non toglie che questo possa essere un limite appagante per chi cerca una sfida ulteriore per continuare a giocare.

In viaggio

Una sequenza di gioco di Starfield
Una sequenza di gioco di Starfield – ©Bethesda

Siamo lontani dalla rivoluzione totale, ma Starfield arriva su PlayStation 5 con un sistema totalmente rivisto, pronto da essere morsa da una grande fetta di videogiocatori. I problemi al lancio sono in fase di risoluzione e dunque noti a Bethesda, ma la cosa importante è che anche l’utenza PlayStation possa dire la sua, con un gioco più pulito e compatto.

Non qualcosa vicino a Cyberpunk 2077 con la sua 2.0 che cambiava e ottimizzava tutto il gioco, qui si aggiunge e si riorganizza la rotta verso l’obiettivo, cambiando poco, ma in modo incisivo. Vediamo il responso, ma per il resto siamo ben contenti di tornare a viaggiare su Starfield, gioco detentore di un grande potenziale che necessitava di un rilancio fuori dall’esclusività così da meritarsi un secondo giro.

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Classe 1989. Gabriele Barducci scrive di Cinema e serie tv. Dal 2022 è responsabile dell'area videogiochi di ScreenWorld. Comincia a scrivere di Cinema e serie tv nel 2012 accompagnando gli studi in Scienze della Comunicazione presso l'università di Roma La Sapienza. Nel 2016 entra nella redazione di The Games Machine occupandosi anche di videogiochi, mentre dal 2017 è nello staff della rivista di cinema Nocturno.