Devo ammetterlo, quando 007 First Light è stato presentato ufficialmente con il primo trailer a sorpresa, durante lo State of Play di Sony a inizio giugno 2025, ho avuto delle sensazioni contrastanti.
Il team danese di IO Interactive, famoso principalmente per la saga di Hitman si è gettato nella sfida più ambiziosa della propria carriera e le informazioni centellinate in modo più o meno ufficiali in merito dal lontano 2020 parlavano di un vero e proprio kolossal hollywoodiano, in grado proporre un mix di narrazione e gameplay qualitativamente al di sopra delle più rosee aspettative.
Una sfida incredibilmente ardua, in sostanza, per una software house che dopo vari progetti aveva trovato nell’approccio stealth del silenzioso Agente 47 una soddisfacente comfort zone, lasciando da parte chissà quale focus narrativo o le velleità più action a favore dello stealth puro e ragionato, figlio della creatività lasciata al giocatore su mappe dall’ottimo level design.
Tutto in sostanza, messo nuovamente in discussione per riabilitare il buon vecchio nome di 007, lontano dall’industria dei videogiochi dal 2012, puntando in modo saggio ad un’ampia community di appassionati e non solo. Ma andiamo con ordine.
Strategia rischiosa, ma vincente

Il nome di 007, non devo di certo ribadirlo io, è impresso nella mente di tantissimi appassionati di tutte le età considerando i numerosi film susseguiti dagli Anni ’60 a oggi. Precisamente da quel 007 – Licenza di Uccidere che ha visto il debutto come agente segreto e protagonista di Sean Connery, fino alla saga di Daniel Craig conclusa nel 2021, in attesa di nuovi progetti già in cantiere allo stadio embrionale.
Videoludicamente parlando, invece, il brand difficilmente era riuscito ad andare oltre dei tiepidi risultati, dove al netto del successo di quel GoldenEye 007 su Nintendo 64, capace di mostrare la qualità degli sparatutto al di fuori del mondo PC, si sono alternati meri compitini a progetti estremamente deludenti.
In un colpo solo, in sostanza, IOI riesce ad attirare l’attenzione degli appassionati del noto marchio da tantissimi anni a digiuno, facendo l’occhiolino a chi ancora aspettava un action capace di riproporre il gameplay, lo stile e le atmosfere della saga di Uncharted, da tempo senza un seguito o qualcuno che ne raccogliesse l’eredità.
Il tutto, senza tradire la community di appassionati dello studio danese che ormai li aveva catalogati da anni, in senso positivo, come “quelli di Hitman”.
A conti fatti, però, IOI riesce a sorprendere e trovare la chiave di volta per mostrare con fedeltà quel carattere che ha reso unico il personaggio di James Bond e le sue ultime avventure cinematografiche impersonate da Daniel Craig, amalgamando una narrazione fresca e dinamica con un gameplay decisamente al passo con i tempi.
Nuove origini

Dal punto di vista narrativo abbiamo il primo e forse più sorprendente punto di forza di 007 First Light, ovvero una storia originale, decisamente corposa e ricca di colpi di scena, che mostra i primi passi di James Bond da militare a fresca e irriverente recluta delle forze dell’intelligence britannica, fino a scoprire origini ed evoluzione del progetto delle forze d’élite Doppio Zero.
Il ritmo della storia è incredibilmente coinvolgente fin dai primi minuti di gioco, evolve con il passare delle ore e mostra progressivamente tutti gli elementi che contraddistinguono proprio il (qui giovane) James Bond.
Gadget da spie all’avanguardia, difficoltà nel rispettare le autorità e le guide durante le varie missioni, oltre a un’incredibile capacità di adattarsi a ogni situazione con astuzia e rapidità a seconda del pericolo effettivo o imminente. Il tutto, senza dimenticare quell’irresistibile fascino capace di ammaliare il gentil sesso alla prima occasione propizia, enfatizzato da un carattere irriverente e da battuta sempre pronta in ogni situazione.
La storia diventa quindi estremamente riconoscibile per i fan delle pellicole, ma avvincente e completa in tutte le sue sfaccettature anche per novizi e giovani pronti a gettarsi su questo progetto per poi scoprire eventualmente tutto l’universo (cinematografico) e non dal quale deriva. Merito di numerosi personaggi secondari, tra alleati storici e nuove nemesi, estremamente ben caratterizzati, con i quali ci si interfaccia con il passare delle ore ed è impossibile non avere un certo coinvolgimento.

Momenti come la scelta e il test dei gadget nel laboratorio di Q, piuttosto che i continui ammonimenti via radio di Moneypenny durante le missioni, oppure il rapporto allievo e maestro che si costruisce con Greenway, sono solo alcuni esempi costruiti e incastonati perfettamente nel complesso mosaico narrativo costruito dagli sviluppatori.
Come se non bastasse, in realtà, la storia di 007 First Light riesce a sorprendere il giocatore grazie a sequenze QTE (Quick Time Event) ben implementate durante numerosi momenti cinematografici. Una scelta perfetta per incalzare inseguimenti e combattimenti rocamboleschi, tra location tanto varie quanto suggestive, attraverso inquadrature dinamiche e degne dei più grandi blockbuster.
Da menzionare come sorpresa personale, ad esempio, tra le fasi iniziali di gioco, la sessione dedicata all’addestramento di James a Malta per diventare a tutti gli effetti un agente segreto. Mi sarei aspettato meri tutorial a blocchi tipici per introdurre il giocatore alle sezioni stealth, così come alle sparatorie o al combattimento corpo a corpo; invece, il tutto è stato magnificamente incastonato in una lunga e dinamica sequenza cinematografica che alterna video a brevi sessioni mirate pad alla mano, oltre a momenti mix tra i due proprio con l’utilizzo magistrale dei QTE.
Una scelta stilistica incredibile e che mette enfasi sulle qualità del progetto fin dalle prime ore di gioco e che poi viene riproposta, in modo adeguatamente dosato, per tutta la durata dell’avventura diventandone il marchio di fabbrica.
Gameplay ibrido ed evoluto

In tutto ciò, ovviamente, 007 First Light riesce a confermare il proprio livello qualitativo grazie ad un gameplay sorprendentemente equilibrato tra fasi stealth ed action, rispettivamente prese dalla serie Hitman ed Uncharted. Ad essere sinceri, in realtà, parlare di mero ibrido tra i due brand menzionati rischia di essere riduttivo rispetto alla grandiosità del risultato finale ottenuto dalla software house, prendendo il meglio da entrambi e arricchendoli di tutti quegli elementi precedentemente menzionati e riconoscibili come marchio di fabbrica per l’universo di James Bond.
Ecco allora che le fasi stealth danno l’occasione al giocatore di esplorare porzioni di aree estremamente ricche di dettagli e possibilità durante numerose missioni di infiltrazione, nelle quali decidere come avanzare verso un determinato obiettivo.
In questo caso si elimina la complessità dello studio eccessivo delle aree e delle routine delle guardie a favore di un approccio ottimizzato, dove anche nei momenti più calmi si lascia spazio all’effetto wow per l’utilizzo dei gadget oppure alle abilità oratorie del protagonista e decidere quale pista seguire per poter proseguire.

E quando salta una copertura o si ha la necessità di usare le maniere forti? Ecco allora che abbiamo intere sezioni, nemmeno troppo lineari, dove poter menare le mani o utilizzare le armi da fuoco appena ci viene concessa la “licenza di uccidere”.
Anche in queste fasi la parola d’ordine sembra essere l’ottimizzazione a favore dell’effetto wow. Poche munizioni per ogni arma, anche quelle raccolte, così come coperture di fortuna e poco resistenti nella maggior parte dei casi, oltre a nemici più furbi e pericolosi rispetto alle situazioni in stealth. Tutte situazioni che obbligano a studiare l’ambiente circostante e muoversi con una certa frenesia, anche perché bastano pochi colpi per finire al tappeto.
Le missioni, tra fughe, inseguimenti, indagini, sparatorie e colpi di scena, racchiudono ed evolvono tutti i cliché tipici delle spy story moderne che hanno nell’universo di James Bond un chiaro punto di riferimento.

La sensazione con 007 First Light è che IO Interactive sia riuscita ad alzare l’asticella qualitativa in modo netto realizzando un prodotto che da adeguato lustro al marchio di riferimento, da troppo tempo rimasto lontano da console e pc.
I fan di James Bond saranno continuamente sorpresi dai rispettosi riferimenti e potranno vedere il loro agente segreto preferito sotto una nuova e giovane luce, mentre tutti gli altri potranno utilizzarlo come pretesto perfetto per poi a scoprire a ritroso film e opere che hanno un po’ fatto la storia. Personalmente parlando, anche se ho raggiunto i titoli di coda, continuo ad affinare le mie abilità di spia tramite la modalità endgame con il simulatore dedicato, oltre a riguardarmi in successione tutti i film di James Bond con una nuova consapevolezza.
