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È stato il pensiero che mi ha attraversato la testa per gran parte delle ore di gioco di Halo Campaign Evolved: ma dopo tutto questo tempo e un Halo Infinite che non ha fatto breccia nei cuori dei videogiocatori, c’è ancora spazio per Master Chief?

Va detto sin da subito che l’operazione messa in piedi dai ragazzi di Halo Studios è terribilmente onesta già dopo una manciata di minuti di gioco: Campaign Evolved è il primo Halo, riproposto fedelmente con la stessa filosofia messa in piedi per la versione Anniversary, con una remastered grafica a rendere il colpo d’occhio più appetibile, lasciando immutato tutto il resto.
Questo è dunque Campaign Evolved, un gioco che propone nel pacchetto solo la prima – leggendaria – avventura di Master Chief, ma che nella sua estrema fedeltà, non fa altro che ricordarci quanto siamo invecchiati, tanto noi quanto Master Chief. Ma c’è davvero spazio per il franchise di Halo?

Halo Campaign Evolved nel dettaglio

Master Chief in Halo Campaign Evolved
Master Chief in Halo Campaign Evolved – ©Halo Studios

Il pacchetto di gioco proposto è quello che è stato già ampiamente comunicato da tempo: campagna single player, mantello estetico rivisto con le moderne tecnologie, cutscene riviste e ottimizzate, niente multiplayer e possibilità di attivare dei modificatori in game – tramite il ritrovamento di teschi – per variare l’approccio di gioco.

Un pacchetto decisamente scarno per un biglietto d’entrata che richiede ben 60€, in particolare quando poi saggiamo con mano che non è un vero remake, ma una remastered. Il gioco rimane tale. Atto religioso questo, da chi ha una devozione totale verso il primo capitolo firmato da Bungie, ma che concretamente ne risente tantissimo in termini tecnici. Senza entrare in odiosi particolari, per quanto il colpo d’occhio sia uno dei migliori, pad o mouse alla mano, a tradire è tutto il feedback restituito dal gunplay, datato e non sempre preciso.

Quando si tira in ballo il discorso tra remastered e remake, tra le necessità di scelta di uno o l’altro, spesso c’è un disegno produttivo molto più ampio. Recuperando alcune voci per cui Halo Studios al momento non ha progetti in sviluppo, si potrebbero tirare le somme sulla natura del progetto, con una remastered che punta tutto sull’ammodernamento grafico e sperare nella vendita maggiore di copie per utenza PlayStation, quella che per ovvie ragioni non ha mai potuto provare il gioco.

Se in termini economici ha senso (è sempre meno dispendiosa una remastered che un remake) bisogna però fare i conti anche con il fatto che, presentato oggi, il pubblico potrebbe trovare l’acceso più in salita del previsto.

La filosofia vincente dietro un remake di Resident Evil 2 è stata proprio questa: rielaborare da zero, fare un gioco comunque diverso, pur mantenendo la fedeltà dello stile, degli eventi e ottimizzare con le moderne tecnologie.

Master Chief nel futuro

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Poster della seconda stagione di Halo, fonte: Paramount

Non riesco a non pensare alla serie tv di Halo, vissuta per due stagioni e poi malamente cancellata. Il problema alla base di quel progetto era proprio come la mitologia di Master Chief fosse stata riadattata per degli standard televisivi e relativa paura di applicare il discorso della fedeltà. Anche solo far togliere il casco a Master Chief era una scelta a dimostrazione che non si aveva ben chiaro cosa rendesse Halo così magico.

Di conseguenza, al netto dell’operazione che porta vantaggio a poter puntare l’attenzione ancora sul franchise, a distanza di molti anni da Halo Infinite, è lecito chiedersi se ci sia ancora spazio per Halo nel futuro del videogioco.

Può e deve esserci, anche se a mancare – purtroppo – è quel fattore di Legacy che ha contraddistinto tanti altri franchise. Non deve essere una manovra triste però quella di Campaign Evolved, infatti all’interno del gioco si nota la mancanza di alcune cutscene in particolare. Questo mi fa pensare che dietro questa operazione c’è una riorganizzazione in background sperando che questo titolo possa avere ottimi risultati e, con l’arrivo del franchise anche su PlayStation, tentare di ripartire con un nuovo progetto, magari cercando di rilanciare tutti gli storici capitoli di Halo per poi guardare seriamente al futuro, ma anche questa sembra una decisione che dovrà prendere esclusivamente Microsoft all’interno della sua riorganizzazione di asset.

Halo Campaign Evolved, al netto delle critiche che si possono muovere e le evidenti intenzioni, risulta un’esperienza piacevole a tutto tondo. Non mancheranno dubbi e sarà interessante seguire la discussione sul web dopo il lancio, ma speriamo che possa dare nuova luce al franchise di Halo e a Master Chief.

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Classe 1989. Gabriele Barducci scrive di Cinema e serie tv. Dal 2022 è responsabile dell'area videogiochi di ScreenWorld. Comincia a scrivere di Cinema e serie tv nel 2012 accompagnando gli studi in Scienze della Comunicazione presso l'università di Roma La Sapienza. Nel 2016 entra nella redazione di The Games Machine occupandosi anche di videogiochi, mentre dal 2017 è nello staff della rivista di cinema Nocturno.