Parlare dell’incredibile successo di Ball X Pit ha una duplice facciata. Da una parte si sottolinea quanto detto poco tempo fa, ovvero di come quest’anno ad attirare l’attenzione siano state le piccole produzioni, superando di gran lunga titoli più grandi e blasonati.
Non che quest’ultimi abbiano fallito (alcuni sì, come Monster Hunter Wilds, altri meno) ma semplicemente che la maggior fetta dell’attenzione se la siano presa quei titoli che hanno osato coniugare ed amalgamare stili, meccaniche e idee.
Appare dunque abbastanza chiaro come, alla fine, questa sia stata la formula vincente per poter portare attenzione e – cosa più importante – vendite importanti a chi si sia affacciato sul settore proponendo uno stile, un’idea coniugata ad una visione ben precisa, che poi è risultata drasticamente vincente. E Ball X Pit rientra tra queste, senza alcun dubbio.
Ball X Pit, mescolare sapientemente gli ingredienti

Un po’ come nelle più classiche fiabe, nel pentolone della strega cosa sta cucinando? Sembra sinistro e poco appetibile, e invece dentro c’è di tutto: Pall X Pit è un mix tra Arkanoid, roguelite, bullet hell e anche una spruzzata di city builder.
Dalla nostra piccola base, che si andrà ad ampliare con la diretta progressione dei personaggi da noi usati, come del centro cittadino, siamo chiamati a scegliere l’eroe da utilizzare tra tanti – che verranno sbloccati nel tempo – e iniziare delle sessioni di gioco del tutto simili ad una partita di Arkanoid.
Ogni personaggio ha la possibilità di “sparare” delle palle base dalla bocca, assieme ad altre che manterranno abilità uniche, potenziabili dopo aver raccolto abbastanza esperienza – seguendo le stesse meccaniche di Vampire Survivors – mentre i nemici che scendono dalla parte alta dello schermo aumentano sempre più, con cattiveria, con ferocia, più forti, offensivi e resistenti.
I livelli da affrontare sono molteplici, cambiano bioma e con esso alcune particolarità intrinseche tanto estetiche come di modificatori attivi per portare a termine ogni livello che poi si compone di due mid-boss e un boss finale che spesso richiedono di sfruttare ogni tipo di abilità che la grammatica di gioco ci offre, nel dettaglio si può ben notare come spesso “sparare” in linea retta le palle non sia poi così una grande strategia d’attacco.
Volete fare più danni e magari utilizzare le abilità a zone di alcune palle specifiche (specialmente quelle ghost, di fuoco o di tuono)? Allora andate con lo “sparo” manuale assieme a dei lanci che sfruttino il rimbalzo delle stesse, creando delle traiettorie del tutto versatili a coprire più punti, anche utilizzando la parte alta della mappa che se pulita per bene, può essere una valida alleata.
Provare per credere

La formula finale, come la stessa postura e grammatica di gioco è la carta vincente concreta per capire la portata del progetto: Ball X Pit infatti diventa facilmente un titolo che ruba abilmente diverse ore di gioco solo per prenderci la mano, per poi ritrovarsi catapultati all’interno di meccaniche tutte già viste e saggiate, ma terribilmente vicini alla dipendenza.
Non tutto è bello però: in una grotta di pietre preziose, qualche sasso lo si trova ed è proprio la già citata strada verso la progressione che risulta essere terribilmente lenta, troppo lenta se paragonata al tenore di livelli da sbloccare, personaggi da usare, centro cittadino da espandere ed edifici da costruire.
A meno che non si entri perfettamente in linea con le richieste del gioco, tutta l’esperienza richiedere almeno dieci ore iniziali per cominciare ad aprirsi. Poi dopo è tutto in discesa, anzi, una discesa di nemici dall’alto con i migliori potenziamenti e personaggi da usare, ma se non si riesce a superare il primo grande ostacolo, o almeno approcciarsi a Ball X Pit con la consapevolezza di questa lentezza nella progressione, è facile abbandonare le armi al primo colpo, ma se sarete coraggiosi, troverete un altro grandissimo titolo per questo 2025.



