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Ad Alessandro Perugini, in arte Pera Toons, il successo sul web, nei social e le migliaia di copie di libri venduti non è bastato. Adesso la sfida è quella di replicare il successo anche in tv, e per tv parliamo di Rai, con una striscia quotidiana, Prova a non ridere, a partire dal 18 maggio dalla domenica al venerdì (sabato escluso), alle 19:45 su Rai Gulp. Sei minuti che contengono le migliori battute e freddure che abbiamo imparato ad amare, assieme a divertentissimi inediti.

Per l’occasione del lancio della serie, abbiamo avuto modo di incontrare Alessandro Perugini di persona e chiedere qualcosa di più sul suo lavoro applicato a questa nuova avventura televisiva.

Pera Toons, segreti e processi creativi

Prendo posto nella saletta, saluto Alessandro e parto subito con quella che potrebbe sembrare una domanda banale, ma la portiamo su contesti diversi, infatti chiedere il segreto del successo è fin troppo facile, dunque io voglio sapere, visto il nuovo approdo televisivo, come è cambiato il suo processo creativo per approcciarsi alla nuova sfida.

La sfida non è stata semplice, ma avevo già capito il fulcro dell’operazione che dovevo mettere in pratica, e questa è la scrittura. È un po’ come scrivere un film, di solito dietro c’è un team grosso che scrive assieme. Il passo successivo dunque è imparare a delegare, ma cosa delego? Dunque ho dovuto scrivere tantissimo nei mesi precedenti all’inizio dei lavori. In particolare ho dedicato tanto tempo alle nuove battute, in special modo quelle basate sull’animazione. Mi sono dovuto allenare proprio a scrivere tanto.

Freddure e ispirazione

Non è mai semplice creare da zero una battuta, ed è ancora più difficile trovare la giusta visione per prendere una parola, decostruirla per poi avviluppare attorno una freddura o un gioco di parola. Pera Toons ha un dono innato o ha avuto forti ispirazioni nella sua vita?

 

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Amo tantissimo le comedy americane, ma anche fumetti di tutti i tipi. Diciamo che qualunque cose porti alla risata era di mio interesse. Per esempio, anche La Settimana Enigmistica è sempre stata di mio interesse, perché c’erano quelle vignette con le battute e alcune sono davvero fantastiche. Quindi sì, ho un background fortissimo ben interiorizzato, ma tutt’ora cerco sempre di auto-ispirarmi, magari quando vado a rifare una vecchia battuta o barzelletta e questo per me è come un allenamento. Oggi posso dire di essere ben allenato e sì, alcune mi vengono naturali, ma è anche importante sapere che poi dopo alcune battute le porterò a disegno e questo mi aiuta tantissimo. Per esempio, penso a un calzino steso e un panno steso e uno dice all’altro “hai l’interrogazione?” “Sì, sono teso”, ecco, un po’ mi vengono così, un po’ poi il disegno aiuta a far capire bene la battuta.

Un pubblico sempre diverso

Chiudiamo l’incontro con una domanda che suona più come curiosità: immagino sempre che un artista non pubblichi tutto quello che crea. Alcune cose, alcune battute immagino che non abbiano trovato la tua approvazione. Considerato che su Instagram c’è un tipo di pubblico in fascia d’età, ben diverso da quello che può avere Rai Gulp, hai adottato una scelta su questa base?

Di mio, non mi sono messo nessuna censura nel presentare le battute selezionate e anche Rai mi ha dato sempre il semaforo verde per procedere, anche quelle dove avevo alcuni dubbi che avevo fatto notare, la Rai le ha trovate perfette e le ha inserite. Qualche battuta l’ho tolta, giusto perché erano un po’ intrise di black humor, ma volevo che la serie avesse come focus la risata e il divertimento genuino. Spesso mi capita anche di essere sicuro di una battuta, metterla sui social e poi vedere che non fa molto ridere, ma per qualche motivo va virale, ma sono appunto regole diverse dalla tv.

Come lavora Pera Toons?

Procedendo con la conferenza stampa in presenza di altri colleghi, un passaggio è degno di attenzione, che riguardo proprio il modo in cui Alessandro lavora – possiamo dire – da sempre.

Il mio lavoro mi diverte molto, ma ammetto di essere un lupo solitario. Nella scrittura di queste nuove battute ho dovuto delegare molto e ho dovuto imparare a prendere confidenza con questa nuova modalità. Già con i libri ho dovuto approcciarmi al delegare, anche se preferisco sempre lavorare in prima linea. In particolare, ora mi ritrovo a firmare una serie sulla Rai e rendermi conto di aver realizzato un sogno che non sapevo di avere.

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Classe 1989. Gabriele Barducci scrive di Cinema e serie tv. Dal 2022 è responsabile dell'area videogiochi di ScreenWorld. Comincia a scrivere di Cinema e serie tv nel 2012 accompagnando gli studi in Scienze della Comunicazione presso l'università di Roma La Sapienza. Nel 2016 entra nella redazione di The Games Machine occupandosi anche di videogiochi, mentre dal 2017 è nello staff della rivista di cinema Nocturno.