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Il weird western non ha particolare spazio all’interno del fumetto, eppure in mano a un autore ispirato può rivelarsi un perfetto strumento per raccontare temi quotidiani e di grande impatto. Lezione che Simone Pace ha appreso con grande passione, dando al suo percorso artistico una varietà di ambientazioni che gli hanno consentito di affrontare tematiche di spessore. Una cifra stilistica che ritorno anche nel suo ultimo lavoro, Belmiele.

Presentato al Napoli Comicon 2026 da Edizioni Bd, Belmiele è stata l’occasione per scoprire dalla voce di Simone Pace quali siano le leve emotive della sua narrazione. Seguendo il suo percorso narrativo, che passa da Cuore e Fiaba di Cenere, si riconosce l’attenzione con cui Simone concepisce i suoi mondi, rendendoli spazi vitali in cui i suoi personaggi si muovono con appassionante vivacità.

Tutti i mondi di Simone Pace

Belmiele
Belmiele -©Edizioni BD

In tutti i lavori di Simone Pace, si denota come il quotidiano viene rielaborato attraverso ambientazioni differenti, dal cyberpunk al weird west. Eppure, con Belmiele sembra che questa chiave di lettura si stia spostando sempre più verso il realismo, come se l’autore stesse trovando una propria sicurezza

Ho questo pallino, mettermi alla prova con storie realistiche, riuscire a dare un senso di magia in sequenze prive di elementi magici. Mi piacerebbe riuscire a raccontare senza la corazza di mondi immaginari che posso piegare alle esigenze narrative, senza gli effetti pirotecnici di design accattivanti. Vorrei rapire come mi hanno rapito i racconti di Taniguchi, i film di Eastwood, i romanzi di Kawabata. Ancora non ci riesco, mi è troppo congeniale il fantastico, è troppo naturale. Belmiele è un passetto per provare a superarlo.

Rispetto a Cuore o Fiaba di Cenere, Belmiele trasmette la sensazione che per la prima volta la protagonista sia il punto di partenza della genesi dell’opera, anziché l’ambientazione come in precedenza. Sensazione ancora più marcata notando che per la prima volta è proprio il main character a dare il titolo alla storia.

Per la prima volta, il personaggio è nato prima dell’ambiente in cui vive. Solo nelle storie può avvenire questo evento contro natura. Era il nulla, poi è stata Belmiele che si è guardata attorno e dove ha guardato, è nata una porzione del suo mondo. Ho provato a superare la mia tendenza a privilegiare l’ambientazione ai personaggi, il fatto che Belmiele fosse nella mia testa da una decina d’anni ha aiutato molto.

L’altro lato della tecnologica

Belmiele
Belmiele -©Edizioni BD

In Belmiele tornano due tratti che ritroviamo spesso nei lavori di PAce: tecnologia e fuoco. La prima, è una compagna di viaggio che viene declinata sia come motore propulsivo che come elemento di rottura, che in Belmiele assume un tono steampunk. Il suo modo di affrontare la presenza tecnologica è particolare, non si schiera pro o contro, ma la affrontiacome uno strumento che mostra le sue potenzialità in base all’utilizzatore

Dev’essere così, necessariamente. I frutti della mente umana sono tutti acerbi e tutti maturi. Come si fa ad averne paura? È vero, spesso vengono utilizzati male, ma anche questo è un passaggio della scoperta. La curiosità è una cosa mostruosa, vince sempre, è inutile provare a trattare con lei. La tecnologia non ha nulla contro di noi, spesso penso anche a quanto la paura nei confronti di una tecnologia che ci spinge al cambiamento non sia in gran parte pigrizia.

E legata alla tecnologia, immancabilmente il fuoco. Scintilla del progresso dai tempi della mitologia, il fuoco è una costante della tua narrativa, non solo cromaticamente (dove risalta sempre con grande intensità) ma anche come propulsore narrativo. In Belmiele, sembra più definito e funzionale rispetto al passato

Il fuoco è sempre presente, non mi sono chiesto davvero il perché. Penso sia un elemento stupendo, punto. Il fuoco è. Lo fisserei per ore, mi suggerisce un sacco di cose. Non penso che in Belmiele ci sia un passo avanti nel racconto del fuoco, è piuttosto un altro racconto. Un’altra prospettiva sul fuoco. È uno strumento della rabbia di Belmiele o è il suo motore? Spero che un po’ vi venga il dubbio.

Sperimentare è una vocazione

Belmiele
Belmiele -©Edizioni BD

Il western non è un contesto facile, anche se weird con in Belmiele. Una regola non scritta è che il cappello di Tex sia sempre perfetto, mentre in Belmiele abbiamo un mondo che piega le regole, anche visive. Mantelli svolazzanti, cappelli sgualciti e una visione da western sporco e vivo.

Come nei miei lavori precedenti, cerco di navigare il genere narrativo prendendo quello che fa gioco alla mia storia e nient’altro. I canoni del western sono piuttosto rigidi, ma è un vantaggio. È un genere in cui bastano pochissimi elementi per trovare posizione. Il cinema western è nel dna di tutti noi, per cui sicuramente ho attinto anche da lì, ma se devo citare un’ispirazione, è il Blueberry di Sfar e Blain.

Sempre in tema di disegno, è da ammirare il modo in cui padroneggi la totalità della tavola. In Belmiele, in un passaggio il lettore percepisce epidermicamente il tono emotivo, grazie a una felice intuizione in cui la tavola stessa viene a chiudersi in sé stessa, con un nero dominante. Nuovamente, Simone Pace si mette alla prova, sperimentando con soluzioni grafiche sorprendenti

Fondamentale! È tutto! Nella vita mi considero abitudinario e statico, ma nel far fumetti non funziona. Non funziona per nulla. Se devi imbarcarti in un lavoro di un anno su una storia, deve essere per curiosità. Devi esplorare il racconto, certo, ma anche la forma. Senza una soluzione grafica, cromatica da applicare con entusiasmo, sperimentare ad ogni vignetta, non potrei mai farcela. Dovrebbe valere anche per i lettori, no? Sfogliare una storia bramosi di scoprire cosa si inventerà chi l’ha realizzata. “E ora, come proverà a stupirci Simone?” Non avete idea…

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva