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La cronaca nera italiana ha confini sempre più sfumati, e la puntata dell’11 maggio 2026 di Dentro la Notizia ha riacceso un dibattito tanto antico quanto urgente: dove finisce l’informazione e dove inizia lo spettacolo. Gianluigi Nuzzi, giornalista navigato e volto storico del programma, si è trovato al centro di una tempesta social dopo aver scelto di ricostruire in studio l’ultima cena consumata da Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, la madre e la quindicenne morte avvelenate con la ricina lo scorso 24 dicembre.

Una scelta editoriale che ha diviso il pubblico, visto che da una parte chi difende il diritto di cronaca e la necessità di raccontare i fatti nel dettaglio, dall’altra chi grida allo scandalo per una messa in scena ritenuta eccessiva, irrispettosa, persino macabra. Sui social network la reazione è stata immediata e feroce: migliaia di utenti hanno bollato il servizio come “trash“, accusando la trasmissione di aver trasformato una tragedia in intrattenimento morboso.

La ricostruzione non è stata simbolica o astratta. Durante la diretta, sono stati allestiti in studio i piatti che componevano quel menu fatale: impepata di cozze, spaghetti, aranciata. Nuzzi è stato ripreso mentre versava vino in un bicchiere davanti a un piatto di pasta, ricreando gesti quotidiani che in quel contesto hanno assunto un peso angosciante. Per molti telespettatori, quella scenografia domestica ha superato il limite del buon gusto, trasformando un caso giudiziario ancora avvolto nel mistero in una sorta di reality del dolore.


Il caso della ricina aveva già scosso l’opinione pubblica italiana nei mesi precedenti. La morte di madre e figlia, avvenuta durante le festività natalizie, aveva sollevato interrogativi inquietanti: chi aveva avvelenato il cibo, e perché? Le indagini sono ancora in corso, la magistratura non ha ancora individuato un colpevole certo, eppure il dolore delle vittime è stato trasformato in contenuto televisivo con tanto di coreografia culinaria.

Non è la prima volta che programmi di approfondimento cronachistico vengono accusati di spettacolarizzare il crimine. Barbara D’Urso, ad esempio, è stata spesso nel mirino della critica per dinamiche simili nei suoi salotti pomeridiani. Ma qui la polemica assume contorni diversi: Dentro la Notizia ha sempre rivendicato un posizionamento più alto, più giornalistico, meno legato alle logiche del trash televisivo. Ecco perché la delusione di molti spettatori è stata ancora più forte.

Ma questi hanno messo davvero in scena il banchetto dell’ultima cena di mamma e figlia avvelenate, con tanto di impepata di cozze e aranciata versata live. Ma Barbara D’Urso sarebbe stata massacrata per una cosa simile“, ha scritto un’utente su Twitter, sintetizzando il sentiment collettivo di chi ha assistito alla puntata. Il paragone con la conduttrice campana non è casuale: serve a sottolineare l’ipocrisia di chi condanna certi eccessi solo quando provengono da determinate fonti, mentre li tollera o li ignora quando arrivano da programmi considerati più “seri“.

Gianluigi Nuzzi a Dentro la Notizia
Gianluigi Nuzzi a Dentro la Notizia

Gianluigi Nuzzi non ha ancora replicato pubblicamente alle critiche. La redazione di Dentro la Notizia non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla polemica. Il silenzio, in questi casi, può essere interpretato in due modi: o come la consapevolezza di aver esagerato, oppure come la certezza di aver fatto semplicemente il proprio lavoro, incuranti del rumore di fondo.

Quel che è certo è che il confine tra informazione e intrattenimento è sempre più labile, e il pubblico italiano è sempre più diviso tra chi cerca approfondimento e chi, forse inconsapevolmente, è attratto proprio da quella spettacolarizzazione che a parole condanna. La memoria di Antonella e Sara meritava forse un altro tipo di racconto, più sobrio, più rispettoso. Oppure no, e questa è solo l’ennesima dimostrazione che in tv, come nella vita, tutto può essere messo in scena purché qualcuno sia disposto a guardare.

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