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Sono poche le personalità del mondo dei fumetti capaci di catalizzare l’attenzione del pubblico, diventando dei punti di riferimento del settore. Simone Albrigi, meglio noto come Sio, è uno di questi artisti, in grado di creare un proprio stile che si rivolge ai più giovani lettori, con un umorismo che arriva ugualmente ai lettori più attempati.

Dopo una lunga carriera, Sio matura la convinzione di voler creare una realtà editoriale differente, affiancato da altri artisti come Giacomo Bevilacqua  e Dado Caporali, portando alla nascita di Gigaciao. Questa nuova realtà si è messa subito in evidenza sul mercato, una presenza immancabile durante le fiere, ed è in questa veste che abbiamo incontrato Sio al Napoli Comicon 2026

Sio e il ruolo del fumetto

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Sio – ©Gigaciao

Uno degli aspetti di Gigaciao che più si apprezza è la volontà di trovare un punto di contatto con le nuove generazioni. Una responsabilità presa seriamente, come precisa Sio.

Per me è sempre quella la grande battaglia per l’attenzione in questo momento che stanno stravincendo i vari Zuckerberg e i vari Musk. E’ più importante che ci siano delle alternative valide rispetto al fatto che ci siano delle alternative e basta, perché non è vero che basta leggere, comunque la lettura non è per forza una panacea, ma rispetto ad altri tipi di cose comunque mantiene allenato il cervello in un certo modo.

Trovare un modo di coinvolgere i giovani lettori non è un passaggio semplice, anche perché si tratta di intercettare diversi interessi. Affrontare questa sfida significa trovare un linguaggio dinamico e vario, tratto che Sio tiene a valorizzare

Detto questo, in ogni caso ci piace offrire un’alternativa valida nel nostro settore, quello del fumetto umoristico, perché noi siamo cresciuti con quello, siamo cresciuti con Topolino, con Lupo Alberto, con Ratman e in questo momento Topolino resiste ancora fortissimo, io sono sempre abbonato da 100 anni e con me e i miei figli. Manca però la quantità di alternative, soprattutto in edicola, che avevo io quando ero piccolo e mi dispiace un po’, perché la sensazione di andare in edicola e dire ‘Adesso prendo un fumetto’ è proprio impagabile

La collaborazione con Barbascura

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Sio – ©Gigaciao

A Napoli Comicon, Gigaciao porta  Barbascura spiega gli animali, Sio li disegna è una riconferma di questo approccio, ritrovando una perfetta sintesi narrativa che si fonda proprio sulla natura di intrattenimento del fumetto

A parte quello, per me soprattutto non bisogna mai cadere nella trappola che il fumetto deve essere didattico, perché l’intrattenimento di sé per sé, secondo me ha un valore anche senza essere didattico. Poi se una persona è un divulgatore scientifico che fa anche ridere e con cui ci possiamo organizzare e fare dei fumetti insieme, perché no? Perché comunque l’importante è comunque divertirsi, se poi divertendoti impari anche qualcosa può essere un plus, ma non deve essere obbligatorio.

E il cercare di offrire un divertimento autentico porta anche a trovare delle idee inconsuete, che possono assumere forme incredibili

A parte la cover che puzza della variant cover, che sono contentissimo che abbiamo fatto, perché puzza veramente tanto! Perché è Barbascura, ha il suo brand di fare le cose brutte e male, è bello paradossalmente, e quindi gli abbiamo proposto di fare la cover che puzza e lui ha accettati.

Il ruolo della critica

Raccontando la sua visione del fumetto, Sio fornisce un punto di vista preciso anche sul rapporto con la critica sui fumetti. La sensazione è che spesso ci sia una visione della critica poco attenta, anche su operazioni sperimentali come quelle di Gigaciao, ma questo aspetto sembra non toccare Sio, che ha anzi un’idea precisa su come gestire il rapporto tra fumetto e critica:

Non lo so perché non leggo abbastanza critica del fumetto, lo ammetto perché io passo troppo tempo a leggere fumetti e a fare fumetti. E forse questo può essere il segreto per apprezzarli ancora di più. Secondo me se li leggi li apprezzi. Secondo me niente deve essere spiegato in generale, a parte magari l’astrofisica se c’è qualcuno che te la spiega. Se sono delle cose scientifiche difficili sicuramente c’è un valore nella spiegazione ma soprattutto nell’intrattenimento se spieghi perdi un po’ qualcosa per carità. Io stesso faccio un podcast che parla di prodotti di intrattenimento e di come ci sono piaciuti, però cerchiamo di non spiegarli, cerchiamo più che altro di riportare le nostre impressioni e consigliare o sconsigliare qualcosa. Un dialogo fra amici, dovresti vederlo perché mi ha dato questa vibrazione. Letteralmente quello e siamo letteralmente tra i migliori amici che parlano delle loro robe che hanno fatto nella settimana.

Sio oltre il fumetto

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Sio – ©Gigaciao

Chiacchierando con Sio, è impossibile non toccare un argomento che gli sta molto a cuore: i videogiochi. Soprattutto, il mondo Nintendo, che per Sio è una passione di vecchia data, legata a  momenti della sua infanzia:

Da quando ho cominciato, mio nonno mi ha regalato il Super Nintendo e poi mi hanno regalato il Game Boy. Però il videogioco è proprio l’unica forma d’arte che include moltissime altre forme d’arte e quindi molto del mio amore per la musica viene da lì, perché comunque cercando di giocare, anche da piccolo comunque avevo dei gusti ben specifici, mi piacevano soprattutto i giochi first party Nintendo che comunque, non sempre ma spessissimo, hanno una certa cura in certi settori e nella musica è rarissimo che non ci mettano tutta la cura del mondo. Guarda la corona sonora di Mario Kart World, che roba è, è incredibile, è quasi la parte principale del gioco.

E da appassionato di colonne sonore, Sio ha trovato il modo di unire queste sue due passioni, diventando a sua volta compositore, al punto che sull’onda dell’entusiasmo si lascia scappare una piccola anticipazione

Con LSDJ, certo, assolutamente. L’altro giorno avevo chiesto proprio ai ragazzi di Tintoria, volete che vi faccia la sigla di Tintoria col Game Boy? Perché io cerco delle scuse per farlo ogni tanto. Ma io faccio anche i cartoni animati, quindi ce l’ho un outlet sui miei video di YouTube. E quindi la mia voglia di scrivere canzoni spesso la butto lì, nei cartoni animati. Poi, il fatto che l’altro giorno ci è venuto in mente di fare un libro sonoro, ne parliamo un’altra volta.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva