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Quello che per milioni di italiani è diventato un gesto quotidiano quasi automatico, accedere ai servizi pubblici con un click attraverso lo Spid, potrebbe presto avere un costo. Poste Italiane, che gestisce circa 30 milioni di identità digitali, sta valutando l’introduzione di una commissione annuale per il servizio che fino ad oggi è stato completamente gratuito. L’annuncio è arrivato direttamente dall’amministratore delegato Matteo Del Fante durante la presentazione dei risultati trimestrali del gruppo, che ha archiviato i migliori primi nove mesi dalla quotazione in Borsa avvenuta nel 2015.

Le cifre ipotizzate si aggirano tra i 5 e gli 8 euro l’anno per utente, in linea con quanto già praticato da altri fornitori del servizio di identità digitale. Del Fante ha spiegato che la decisione non è ancora definitiva: “Stiamo osservando il mercato e l’anno prossimo decideremo“. Una frase che lascia aperta la porta ma che già delinea una strategia chiara. Del resto, i numeri parlano da soli: anche applicando la tariffa più bassa di 5 euro annui ai 30 milioni di Spid gestiti, Poste potrebbe generare 150 milioni di ricavi aggiuntivi. Una cifra non trascurabile per un’azienda che pure ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 1,8 miliardi, in crescita dell’11 per cento rispetto all’anno precedente.

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Avere lo Spid Gratis, fonte: Smart World

La performance complessiva del gruppo conferma la solidità di un modello di business sempre più diversificato. I ricavi hanno toccato quota 9,6 miliardi con un incremento del 4 per cento, trainati da tutti i segmenti operativi. Nel solo terzo trimestre i profitti si sono attestati a 603 milioni, su del 6,1 per cento. “Dopo cinque trimestri consecutivi con una performance a livello record abbiamo nuovamente raggiunto risultati straordinari“, ha sottolineato Del Fante, dichiarandosi fiducioso nel centrare le previsioni per l’intero 2025 che indicano un utile netto di 2,2 miliardi a fine anno.

Ora resta da capire se e quando arriverà l’ufficializzazione del pagamento per lo Spid. Per milioni di italiani che utilizzano l’identità digitale per accedere a servizi dell’Agenzia delle Entrate, Inps, portali regionali e comunali, si tratterebbe di un cambiamento significativo. Non tanto per l’importo in sé – pochi euro all’anno – quanto per il principio: trasformare in servizio a pagamento uno strumento nato per semplificare l’accesso dei cittadini alla pubblica amministrazione. La decisione definitiva arriverà nel corso del 2026, quando Poste dovrà bilanciare le esigenze di redditività con la funzione sociale che un colosso partecipato dallo Stato è chiamato a svolgere.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it