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Io sono tuo padre”. Quattro parole per entrare nella storia del cinema, ma anche per spiare nella vita di George Lucas, che padre non poteva diventarlo. Beffardo come la scoperta della sua sterilità sia avvenuta durante la lavorazione de L’Impero colpisce ancora, che ha proprio in quella incredibile paternità rivelata nel finale il suo apice emotivo.

Un cortocircuito tra cinema e vita che accende tutto Le Guerre di Lucas – Episodio II, secondo atto della saga a fumetti firmata da Laurent Hopman (ai testi) e Renaud Roche (ai disegni), tutto dedicato alla travagliata gestazione del secondo atto di Star Wars. Quel L’Impero colpisce ancora che nel 1980 alzò ancora più in alto l’asticella dello spettacolo, ma che aveva sulle spalle l’enorme fardello del successo del primo Guerre Stellari. Un fardello troppo pesante anche per lo stesso George Lucas, che ha preferito guardare il sequel più da lontano, affidando la regia al “povero” Irvin Kershner.

Poche pressioni anche un uomo che aveva tutto da perdere. Un successo? Sarebbe stato associato solo a Lucas (come poi è accaduto, siamo sinceri). Un fallimento? L’agnello sacrificale sarebbe stato lui. Tutti retroscena emotivi e sottili giochi di potere (con gli spietati produttori di Hollywood sempre sugli scudi) che questo secondo volume de Le Guerre di Lucas affronta con la solita scrittura ricca di aneddoti, mai didascalica e sempre asciutta. Asciutta e coerente con il tratto sintetico, dinamico e pulito di Roche, capace di disegnare tutti i pezzi grossi di Hollywood con poche linee.

Nasce così un meraviglioso making of a fumetti, che ha solo il difetto di finire dopo 204 pagine che volano tra stelle di galassie molto vicine.

Padri creativi

Una vignetta de Le Guerre di Lucas
Cosa si nasconde dietro il “lo so” di Han Solo – © Bao Publishing

A volte le copertine dei libri non mentono. A volte racchiudono il senso di tutto. Succede con entrambi i volumi de Le Guerre di Lucas, dove le cover ritraggono George Lucas di spalle intento a gustarsi due panorami: i due soli di Tatooine e le fredde terre di Hoth. Lucas è spettatore del suo stesso spettacolo. Di spalle, assorto, preda di chissà quali pensieri. Un punto di vista interessante che in questo secondo volume è ancora più centrale nel racconto. Lucas, come detto, non ha diretto L’Impero colpisce ancora, di cui è stato “solo” produttore esecutivo e soggettista.

Perché? Perché ha preferito guardare le cose con più distacco e lucidità, senza farsi martoriare dal set come era successo col primo Guerre Stellari. Perché ha preferito cullare il sogno di una vita di coppia degna di questo nome con sua moglie Marcia Griffin (montatrice) e costruire un enorme ranch sperduto nel nulla in cui dare sfogo alla sua creatività assieme agli amici più fidati.

Senza dimenticare un’altra cosa importante: cercare nuove strade lontane da Star Wars, immaginando nuovi personaggi e nuove storie col socio Steven Spielberg, con cui immaginare un archeologo avventuriero con la frusta in mano. Insomma, diversivi. Qualsiasi cosa pur di non rendere Star Wars l’unico senso della sua vita. Eppure, come una specie di richiamo stellare dallo spazio profondo, Star Wars è sempre stato lì. Dentro George Lucas. Sottoforma di richiamo, assillo e ossessione. Un pensiero laterale costante, martellante, invadente. Se il primo volume de Le Guerre di Lucas ci ha raccontato come è nato Star Wars, questo secondo ci mostra come si “gestisce” Star Wars. Un compito ingrato, che ha sempre gravato sulla vita di un padre creativo con un rapporto di odio-amore con la sua creatura. Come se George Lucas sapesse che, in fondo, Star Wars sarebbe stato l’unico figlio che avrebbe messo al mondo.

Non c’è provare

Una tavola de Le Guerre di Lucas - Volume II
Una delle tanti notti insonni di Lucas – © Bao Publishing

Fare o non fare. Non c’è provare”. Una delle frasi più cult del maestro Yoda è la sintesi perfetta del making of de L’Impero colpisce ancora. Una specie di piano inclinato in cui non c’era tempo e spazio per ripensamenti e pause. Bisognava andare avanti a tutti i costi, nonostante la marea di problemi che si è abbattuta sulla produzione. Sì, l’Impero colpisce ancora è stato un film falcidiato da qualsiasi tipo di imprevisto: dall’incidente di Mark Hamill (che ne cambiò i connotati) all’intossicazione sul set per colpa della neve artificiale, passando per cinque riscritture del copione, tensioni nel cast e un budget lievitato oltre l’immaginabile.

Aneddoti che si intrecciano alla perfezione con uno sguardo empatico nei confronti di Lucas. Uomo difficile da comprendere davvero. Creativo silenzioso, ombroso, con la mente sempre altrove. La sensazione è quella di un uomo di cinema che vive il processo creativo implodendo in un buco nero di preoccupazioni, ma pronto a esplodere sullo schermo una volta che le luci di spengono in sala.

Le Guerre di Lucas si conferma una bellissima “proiezione al contrario”, che prova a fare luce nell’animo inquieto di uno delle figure più complesse di Hollywood. Padre della nostra immaginazione costretto a gestire un successo più grande di qualsiasi essere umano. Eppure così innamorato di quella galassia lontana lontana da potersela sempre dentro.

Come un sogno ricorrente che doveva per forza prendere vita sul grande schermo. Il tutto disegnato a meraviglia dal tratto di un Roche in stato di grazia. I personaggi, per quanto somiglianti, non sono mai caricaturali, veri grazie a un’espressività che passa dai volti e dai corpi. Corpi che diventano iconici quando il fumetto (che questa volta usa gli sprazzi di colore in maniera ancora più spinta) riesce a immortalare frame che hanno fatto la storia del cinema. Un fumetto che nasconde amore, studio e ossessione. Come piacerebbe a George Lucas.

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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.