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Back to the basics disse John Byrne, quando prese in mano I Fantastici Quattro. Ritorno alle basi, alla sostanza della formula che aveva reso la famiglia Richards uno dei pilastri della Casa delle Idee. Trovata geniale, ma passano pochi anni prima che Frank Miller dia la sua personale visione del ritorno alle origini dei personaggi con il concetto di Year One, l’Anno Uno. Non un racconto delle origini, quanto uno spaccato del primo anno di vita da supereroe di figura chiave come Batman, ricreando con Mazzucchelli una delle coppie più amate dei comics superoici.

Anno Uno non rimane un unicum, ma diventa un filone narrativo, perfetto per raccontare i primi da supereroi – The Batman di Matt Reeves segue questo esempio, intenderci – ma lo adatta alle generazioni successive, sia di lettori che di autori. Un’identità precisa che nel 2024 vede nuovamente protagonista un altro duo autoriale molto amato, Mark Waid e Chris Samnee, cui viene affidato Batman & Robin: Anno Uno.

Batman & Robin: Anno Uno, l’inizio del mito

Batman & Robin: Anno Uno
Batman & Robin: Anno Uno -© DC Comics

A Villa Wayne da qualche tempo è arrivato un nuovo inquilino: Dick Grayson. Accolto da Bruce dopo che i suoi genitori, i famosi acrobati noti come Grayson Volanti, sono stati uccisi dopo un’estorsione finita male – come raccontato in Detective Comics 38 dell’aprile 1940. Convinto che la tragedia lo renda affine al suo tragico passato, Bruce si propone come tutore legale del giovane Grayson, intenzionato a coinvolgerlo nella sua doppia identità come spalla, per fornirgli un modo per superare questo dolore.

Ma può bastare questa comune sofferenza per unire due personalità differenti? Non basta la maschera, non serve una missione che deriva dalla vendetta, perché come ricorda Alfred:

“Proprio così, il ragazzo non è lei”

L’irruenza e la vulcanica personalità di Dick sono segnali di un carattere diverso rispetto a quello di Bruce, spavaldo e spericolato, reso scriteriato dalla visione adolescenziale del mondo come terreno inesplorato da conquistare, con l’aggravante della rabbia repressa.

Non è solamente l’addestramento come Robin a unire Bruce e Dick, ma è soprattutto la riscoperta dei legami, quelli perduti e quelli da costruire. E nel frattempo, riuscire a scoprire chi sia il misterioso nuovo boss che sta rivoluzionando gli assetti di potere della mala di Gotham.

Dinamica familiare

Batman & Robin: Anno Uno
Batman & Robin: Anno Uno -© DC Comics

Complicato e conflittuale. Si potrebbe vedere sotto questa luce il rapporto tra Bruce Wayne e Dick Grayson, una complicità e un affetto sinceri venati dall’ingombrante presenza del Pipistrello, che limita e vincola Robin. Motivo per cui una volta cresciuto Dick sceglie di indossare i panni di Nightwing e cambiare anche città.

Un punto fermo del rapporto trai due eroi gothamiti che in Batman & Robin: Anno Uno viene tenuto bene a mente. All’interno della complessità di re-immaginare i primi tempi del Dinamico Duo, questa futura separazione viene evidenziata negli istanti iniziali della loro vita assieme, contrapponendo le due personalità, coinvolgendo anche il fedele Alfred in questo meccanismo familiare.

Waid e Samnee – il disegnatore ha un ruolo maggiore nell’ideazione della storia rispetto al passato – trovano una convincente sintesi tra vita pubblica e privata dei due tizi mascherati di Gotham. Da un lato, la parte investigativa di tratti noir, in cui rimane coinvolto anche un insolitamente reticente Gordon, cui viene affidato anche un convincente ruolo di alleggerimento comico. Dall’altro, il menage familiare, giocato tanto sulle spigolose differenze quanto sulla comparsa di una complicità che, nei momenti giusti, si rivela perfetta.

Non è semplice trovare una rilettura del mito di Batman, che non lasci la sensazione di già visto. Waid e Samnee la costruiscono con un ben calibrato mix di azione, umorismo e storia noir. Ogni elemento si lega, i pezzi si incastrano – a volte un po’ più duramente – e consentono di apprezzare un’appassionante storia delle origini di uno dei duetti più iconici del mondo dei comics.

Ricordi di famiglia

Batman & Robin: Anno Uno
Batman & Robin: Anno Uno -© DC Comics

Merito nuovamente di Samnee, impeccabile in ogni momento del racconto visivo, capace di passare dal dinamismo della dimensione supereroica al gioco di sguardi ironico della vita privata. La gabbia si piega alle esigenze, le splash non sono abusate e il focus rimane sempre sul rapporto tra i due personaggi. Sarebbe stato facile cercare sponda su interpretazioni già note – una su tutte, il serial con Adam West e Burt Wars – ma la dimensione pop di quella trasposizione si ritrova nel tono dei dialoghi, con tanto di battutina metanarrativa

Dichiarazione

“Signore, ha appena usato il termine “Wayne-influenza”?”

Lasciando libero Samnee di sperimentare con vignette dal taglio obliquo per imprimere dinamicità, o prospettive folli che consentono di mettere in scena delle esagerazioni supereroistiche come una Bat-mobile che si arrampica sui muri. Tutto calato in un design dal gusto retrò, che ben si addice alle prime avventure del Crociato di Gotham e del suo side-kick, soprattutto se ai colori si può avere Matheus Lopes, semplicemente impeccabile.

Il Pipistrello e il Pettirosso

Batman & Robin: Anno Uno
Batman & Robin: Anno Uno -© DC Comics

Questa combinazione di elementi rendere Batman & Robin: Anno Uno una miniserie estremamente godibile da tutti i lettori, anche di arriva ora a Gotham. Anche perché il Dinamico Duo è un pilastro del fumetto supereroico, non necessita di nuove genesi o di grandi introduzioni, ma ciò che interessa i lettori – e i due autori sembrano concordare – è lo sviluppo della dimensione umana.

Non lasciamoci tentare dal separare Bruce e Dick da Batman e Robin, perché questo dualismo svilisce il cuore della storia, la ricerca di un terreno comune tra i due uomini che sia oltre la maschera, oltre l’addestramento, un legame emotivo a lungo cercato, forse mia pienamente consolidato, ma che Samnee e Waid hanno intrepretato magnificamente.

 

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva