Una regia favolosa, animazioni da urlo, un omaggio concreto a Kill Bill Vol 2 (e non solo), una Maki al massimo del suo splendore non sono bastati ai fan giapponesi di Jujutsu Kaisen. Anzi, contrariamente a quanto sperato, il pubblico nipponico ha detestato (in parte) Perfect Preparation.
Incentrato sul massacro del Clan Zenin compiuto da Maki, l’episodio in questione è stato elogiato a livello internazionale per il suo stile visivo audace e lo stampo cinematografico. In Giappone, però, la reazione è stata molto più divisa, dando origine a un ampio dibattito su adattamento, aspettative del pubblico e libertà artistica.
Eppure in occidente il medesimo episodio ha ottenuto un impressionante 9,8/10 su IMDb con migliaia di recensioni entusiastiche. Dunque, com’è stato possibile?
Libertà creative
Studio MAPPA ha adattato i capitoli 148 – 153 del manga in un episodio compatto di 28 minuti, prendendosi – come suo solito – importanti libertà creative nella coreografia, nel ritmo e nella realizzazione dello stesso. L’episodio ha introdotto numerosi elementi visivi originali e sequenze d’azione ispirate a Kill Bill Vol 2 di Quentin Tarantino, adottando un linguaggio fortemente cinematografico. E se molti fan occidentali hanno adorato questa scelta, urlando al miracolo, alcuni spettatori giapponesi l’hanno criticata per le medesime ragioni: originale, eccessiva e poco fedele all’opera originale di Gege Akutami.
L’episodio 51 di Jujutsu Kaisen è davvero un po’ vago. Senza la scena in cui Maki si sovrappone a Jinji nello scontro con Ougi, non è difficile capire perché sia improvvisamente diventata così forte?
・Ci sono così tante scene con la Kukur Squad?
-Ranta sta fermando Maki, cosa sta facendo Jinichi?
・Sovrapproduzione generale ・La musica di sottofondo non è all’altezza Mi sentivo come se fossi ubriaco della produzione ed è stata una delusione
Una delle principali lamentele dei fan giapponesi è che l’episodio abbia privilegiato lo spettacolo a scapito della chiarezza narrativa e della profondità dei personaggi. Diversi hanno sostenuto che il pubblico internazionale si concentri soprattutto su “animazioni incredibili” e combattimenti spettacolari, ignorando invece gli episodi più ricchi di trama: e come dargli torto?
Questo contrasto è emerso chiaramente quando il precedente episodio dedicato a spiegare le regole del Culling Game, molto apprezzato in Giappone per la sua utilità, ha ottenuto valutazioni molto più basse all’estero. Come al solito, ci facciamo riconoscere per la nostra attitudine alla spettacolarità e all’eccesso, e questo episodio fa luce non solo sulle differenze culturali tra giapponesi e occidentali, ma soprattutto sulla “modalità di fruizione del medium”.
Dopotutto, l’anime in Giappone nasce quale mezzo per pubblicizzare il manga, pertanto è come se fosse quest’ultimo a dettare legge nella gerarchia dei media. Noi, di contro, tendiamo spesso ad accontentarci dell’adattamento animato, senza nemmeno chiederci – talvolta – se sia fedele all’originale. Non ci interessa, non è importante.
Per i fan del Sol Levante, sì. Tant’è vero che in molti hanno ritenuto che le scelte di regia dello studio in merito a ritmo o estetica siano state “troppo occidentali”, meno legate alla sensibilità narrativo-emotiva giapponese. E, in effetti, come dargli torto?
Difatti, alcune scene in particolare sono finite nell’occhio del ciclone di critiche. Il parallelo tra Maki e Toji Zenin durante lo scontro con Ogi è durato un secondo, mentre il confronto con Ranta e Jinichi è stato giudicato dai fan privo di tensione, reo di aver indebolito l’impatto drammatico della scena.
De gustibus
Difatti, un punto ricorrente sui social giapponesi è che l’episodio sembri concentrarsi troppo sull’azione rispetto alla narrazione e al significato profondo dell’arco con protagonista Maki. Alcuni fan hanno commentato che l’apprezzamento internazionale sembra focalizzarsi soprattutto su animazione e combattimenti, trascurando la storia.
L’ultimo episodio dell’anime Jujutsu Kaisen è pessimo. A parte il fatto che la regia è così sbagliata e insulsa, quando Bing e Maki stanno combattendo, Ranta cerca disperatamente di fermarli, ma Jinichi se ne va come un idiota. Non gli presta la minima attenzione, ma dice “Non disturbarmi, Jinichi!”. Mi fa pensare che il team di produzione non abbia letto il manga originale. Non è affatto vero.
Tuttavia, queste critiche sembrano derivare più da gusti personali che da reali difetti oggettivi. La presentazione “sopra le righe” dell’episodio è comunque in linea con lo stile che ha reso popolare Jujutsu Kaisen: combattimenti carichi di aura, emozioni esasperate e un certo qual simbolismo. L’omaggio a Kill Bill – a sua volta ispirato al cinema – aggiunge quel tocco di Cinema che tanto piace a MAPPA.
Eppure, Perfect Preparation è emblema di come le aspettative socio-culturali influenzino la ricezione di un’opera. Mentre per alcuni lo spettacolo ha messo in ombra la componente emotiva, per altri si è trattato di una vera e propria lezione di narrazione per immagini, ricca di metafore e intensità.



