Anno 2014. È davvero un’ottima annata per il Marvel Cinematic Universe, che porta al cinema due dei suoi film migliori con Captain America – The Winter Soldier e il primo Guardiani della Galassia (doppietta niente male, col senno di poi). Va meno bene dalle parti della Distinta Concorrenza, in piena fase di ricostruzione con Zack Snyder al timone (dopo la fine della saga nolaniana di Batman), mentre si gode il discreto successo de L’Uomo d’Acciaio. Nel frattempo, in quel fatidico 2014, un disastro sta per compiersi. Perché, nonostante ci sia il costume di Spider-Man più bello mai visto al cinema, nonostante la devastante scena della morte di Gwen Stacy abbia creato un trauma in molti d noi e nonostante l’Uomo Ragno volteggi alla grande tra i grattacieli di New York con delle acrobazie che fanno godere, quel mezzo pasticcio di The Amazing Spider-Man 2 mette una pietra tombale sulla saga di Andrew Garfield.

Il film incassa poco più di 700 milioni di dollari, che non sono pochi, ma lo rendono comunque cinecomic sull’Uomo Ragno con meno incassi nella storia del cinema. Ma cosa è andato storto? Forse perché era davvero troppo pieno di roba. Tre nemici: il non proprio memorabile Electro, il nuovo Goblin emo e, visto che ci siamo, gettiamo nel calderone anche un Rhino dal design discutibile interpretato da un fenomeno come Paul Giamatti del tutto sprecato in un ruolo davvero insulso. In The Amazing Spider-Man 2 va tutto troppo di fretta. Un film scritto male e troppo carico, che non ha mai davvero trovato il respiro giusto per rendere giustizia all’ottimo Peter Parker di Andrew Garfield.
Oltre la sfortuna

E così, nonostante altri due sequel in cantiere, previsti per il 2016 e il 2018 e un film a parte sui Sinsitri Sei, la saga di The Amazing Spider-Man viene bloccata dopo appena due film e due anni di vita. Una saga talmente maltratta che appena due anni dopo, un record nella storia dei cinecomic, Garfield viene già rimpiazzato da Tom Holland che appare per la prima volta nei panni di Spider-Man in Captain America: Civil War. Così, un colpo di spugna e almeno in apparenza tutto quello che aveva fatto Garfield con tanto impegno e dedizione viene dimenticato. Poi il tempo passa, e il tempo spesso è galantuomo. Sul web e sui social inizia a crearsi una strana nostalgia di Andrew Garfield. I fan iniziano a chiedersi: ma avrebbe meritato un’altra chance? Non è che forse abbiamo sprecato un talento enorme?
La rivalutazione di Garfield, che ha sempre avuto i suoi estimatori, inizialmente serpeggia silenziosa on line, almeno fino al 2021. Quando l’amore e la riconoscenza nei suoi confronti diventano plateali. Succede quando No Way home ci regala tutti e tre gli Spider-Man sullo schermo, e tutti contemporaneamente. Sì, la prima volta nella storia in cui un meme ispira un film. Ed è un convivenza che, almeno per noi, rende ancora più lampante la superiorità di Garfield rispetto ai colleghi. La spontaneità con cui si muove ne panni di Peter Parker e la sua fisicità perfetta bucano lo schermo e dimostrano che, forse, il suo Spider-Man avrebbe meritato più fiducia e pazienza da parte di Sony e più riconoscenza da parte di quel pubblico che ha sempre distrutto anche il primo The Amzing Spider-Man. Che è tutto tranne il disastro che molti raccontano. Ve ne parliamo nel nostro video YouTube, in cui vi raccontiamo perché (secondo noi) Andrew Garfield sia la miglior cosa capitata a Peter Parker.
