Al Festival di Festival di Cannes, il regista francese Arthur Harari è tornato a parlare della discussa lettera aperta contro l’influenza del magnate Vincent Bolloré sui media francesi, prendendo posizione durante la conferenza stampa del suo nuovo film The Unknown. Harari ha ribadito di non essersi pentito di aver firmato il manifesto, pubblicato proprio nei giorni d’apertura del festival e sottoscritto da circa 600 professionisti del cinema francese. La lettera denunciava la crescente concentrazione mediatica legata al gruppo Bolloré, principale azionista di Canal Plus, parlando apertamente di un’influenza culturale e politica sempre più vicina all’estrema destra.
“Tra un anno ci saranno le elezioni e non c’è mai stata una possibilità così concreta che l’estrema destra governi la Francia. Bisognava dire qualcosa sulla situazione di questo gruppo, che è fondamentale per il finanziamento del cinema francese ed europeo.” – Arthur Harari
Il regista ha poi precisato che le sue critiche non erano rivolte ai lavoratori o alla linea editoriale di Canal Plus, che anzi ha definito “favorevole alla diversità” e centrale per il sistema cinematografico francese. “Ho il massimo rispetto per i team di Canal Plus”, ha spiegato, sottolineando però che il problema riguarda il controllo sempre più ampio esercitato dal gruppo Bolloré su televisioni, giornali e media francesi. Le sue parole arrivano dopo le polemiche scoppiate nei giorni scorsi in Francia, quando l’amministratore delegato di Canal Plus, Maxime Saada, aveva annunciato che il gruppo non avrebbe più collaborato con alcuni dei firmatari della lettera Time to Switch-Off Bolloré.
Le réalisateur Arthur Harari, signataire de la tribune anti-Bolloré, répond à la direction de Canal +.
Voici l’intégralité de l’échange. #Cannes2026 pic.twitter.com/U3qhndmh0E— Brut FR (@brutofficiel) May 19, 2026
Una presa di posizione che ha acceso il dibattito sull’indipendenza editoriale del colosso televisivo e sul rapporto tra politica, informazione e industria culturale. Harari era stato citato direttamente da Saada anche per alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano Libération, in cui il regista aveva definito Bolloré un “cripto-fascista”. A Cannes, però, il cineasta ha chiarito di non condividere necessariamente ogni parola del manifesto, pur sostenendone il messaggio generale: “Quando certe cose non vengono nominate, finiscono per marcire”.
Nel frattempo, il film The Unknown ha debuttato in concorso a Cannes ottenendo una standing ovation di oltre cinque minuti. La pellicola, tratta dalla graphic novel The Case of David Zimmerman, segue la storia di un fotografo solitario che si risveglia nel corpo di una donna dopo un incontro misterioso avvenuto durante una festa. Tra i protagonisti del film ci sono Léa Seydoux e Nahuel Pérez Biscayart, mentre nel cast figurano anche Vincent Cassel e Catherine Deneuve. Proprio Seydoux ha definito il progetto “una fantasia totale”, spiegando quanto sia stato complesso interpretare un personaggio che mantiene la propria identità pur vivendo nel corpo di qualcun altro.
