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Immaginate di mangiare qualcosa dal sapore forte. Molto forte. Lo masticate bene, ma non riuscite a capire bene quali ingredienti ci siano dentro. Sapete solo che vi piace e che quel sapore vi affascina, perché non lo avete mai sentito prima. Ecco, questa è la sensazione che abbiamo provato guardando I Peccatori, il nuovo film coraggioso e anarchico di Ryan Coogler. Regista che nel 2013 si fece notare per il suo esordio con il notevole Prossima fermata Fruitvale Station, film duro come un sasso nel portare in scena la storia vera di un afroamericano ammazzato dalla polizia. Lo stesso regista che ha ridato smalto alla saga di Rocky con Creed e reso onore ai supereroi wakandiani con i due film su Black Panther.

Cinque film che raccontano un autore capace di muoversi bene nel cinema pop e di destreggiarsi bene tra i generi con un’unica costante (oltre all’onnipresente Michael B. Jordan): l’orgoglio black. Un orgoglio che spesso sfocia nella rabbia. E I peccatori è proprio così: un film arrabbiato con il mondo. Un film così incazzato che se ne frega di accontentare il pubblico e di piacere a tutti. Perché ha solo bisogno di sfogarsi trovando nel cinema un confessionale in cui urlare e cantare più forte possibile. Nasce così un film originale, sfacciato e fuori da questo tempo dominato da regole algoritmiche. Qui conta solo il ritmo. Quello dei cuori che pulsano e della musica che detta i tempi di un’esperienza difficile da raccontare. Perché va vissuta in sala.

I Peccatori
Genere: Horror, Drammatico
Durata: 137 minuti
Uscita: 17 Aprile 2025 (Cinema)
Regia: Ryan Coogler
Cast: Michael B. Jordan, Hailee Steinfeld

Dal tramonto all’alba

Una scena de I peccatori
Una scena de I Peccatori – © Warner Bros.

Profondo Sud degli States. Anni Trenta. I gemelli Smoke e Stack tornano a casa dopo aver fatto soldi in modo non proprio legale. I due, infatti, sono diventati gangster stimati e temuti. Per condividere le fortune accumulate negli anni, decidono di rilevare una vecchia proprietà sperduta in periferia per dare vita a un locale per la loro comunità afroamericana. Una specie di casa dei piaceri, dove suonare, ballare, giocare d’azzardo e fare l’amore in totale libertà. Durante la serata inaugurale le cose sembrano andare alla grande, almeno fino a quando tre bianchi bussano alla loro porta creando sempre più scompiglio. È questo il semplice pretesto narrativo da cui parte I Peccatori. Un film che tira fuori il meglio quando fa coincidere fabula e intreccio, portandoci a vivere la tensione di una lunga notte di assedio in attesa dell’alba.

Tutto senza mai nascondere le sue metafore lampanti. Perché ne I Peccatori è tutto alla luce del sole, anche se ci sono i vampiri. Lo scontro sociale tra etnie viene portato all’estremo, i dilemmi sulle derive dell’odio e del sospetto sono esasperati, tutto sembra scivolare su un piano inclinato diretto verso l’inferno. È come se la prima parte del film non facesse altro che sbrogliare la miccia per permettere alla seconda di esplodere. Esplodere e bruciare in un perfetto (e delirante) mix di generi in cui è la musica a fare da collante. Un juke box impazzito che salta dal blues al folk, passando per il country, mescolando mitologia americana ed europea e rievocando vecchie storie in cui la musica è legata a doppio filo col demonio. Se tutto questo vi sembra un calderone pieno di troppa roba, sappiate che I peccatori è esattamente così. Un film carico, strabordante, a tratti persino grezzo, cafone e scoordinato, ma nel quale convivono una personalità e una voglia di libertà che fanno solo bene al cinema di oggi.

Un film degenere

Michael B. Jorda ne I Peccatori
Michael B. Jordan in una scena del film – © Warner Bros

Un sapore deciso dato da tanti ingredienti diversi, dicevamo. Chef Coogler si è fatto prendere la mano buttando tante spezie nel calderone di cui sopra. Una scelta forte, per certi versi drastica, che non rende I Peccatori un film per tutti i palati. Alcuni potrebbero storcere il naso davanti ai bruschi cambi di tono, all’ironia a tratti grossolana, alla violenza delirante o alla totale anarchia di una messa in scena senza mezze misure. Ma, come detto, questo film non vuole piacere a tutti. Vuole solo esplodere sul grande schermo con tutta la sua furia. E ci riesce alla grande miscelando tanti generi diversi.

I Peccatori è teso come un thriller, splatter come un folk horror, seducente come una love story piena di sensualità, cool come un gangster movie. Tutto tenuto assieme dal filo rosso della musica, che scava davvero nelle radici della comunità afroamericana diventando l’unico modo per esprimere l’orgoglio, la rabbia e il dolore di un popolo intero. Ve lo ripetiamo: i Peccatori è un film difficile da raccontare, perché è diverso da qualsiasi altra cosa uscita al cinema negli ultimi anni. È un film viscerale, potente, imperfetto nella misura in cui non vuole mai coccolare il pubblico, ma scuoterlo fino a infastidirlo. Ben venga il cinema fatto così. Rifiutarlo sarebbe davvero da blasfemi.

Conclusioni

8.0 Rabbioso

Ryan Coogler firma il suo film più anarchico e personale. Uno sfacciato mix di generi, dove horror, gangster movie, thriller e musica convivono alla perfezione, anche se in modo squilibrato. I Peccatori non è un film indulgente, ma vuole solo sfogare la sua rabbia con un cinema coraggioso di cui abbiamo molto bisogno.

Pro
  1. Un mix di generi originale e travolgente
  2. Il film diverte, intrattiene ed emoziona allo stesso tempo
  3. Il valore potentissimo della musica
Contro
  1. I bruschi cambi di tono potrebbero disturbare qualcuno
  • Voto ScreenWorld 8.0
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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.