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Batman e Joker sono le due facce della stessa medaglia, una violenta simbiosi che da sempre accompagna il mito del Cavaliere Oscuro. Tanto nei comics, come ben ci ricorda The Killing Joke, quando al cinema, al punto che persino Nolan ribadisce come le loro esistenze siano più legate di un entanglement quantistico. Forse per questo, immaginare una lunga run del Crociato di Gotham senza il Clown del Crimine sembra impossibile, eppure è quanto sono riusciti a fare Scott Snyder e Greg Capullo, che hanno fatto attendere a lungo i lettori di Batman sino al ciclo di Morte della Famiglia.

Il ciclico distacco dalla continuity tipico di casa DC, con punti di ripartenza che fungono da entry point per nuovi lettori, consente non solo di gestire una complicata e articolata cronologia di eventi senza ricorrere a Crisi varie, ma lascia spazio a interpretazioni diverse del mito dei personaggi DC. Snyder accetta la sfida cercando un primo approccio con cui distaccarsi dalla facile tentazione di mettere subito in scena l’eterno scontro tra Bats e Mr J, ma costruendo prima una sua visione di Gotham.

Morte della Famiglia, la Bat-Family si riunisce

Morte della Famiglia
Morte della Famiglia- @ DC Comics

Creare la Corte di Gufi e renderla il suo primo assaggio di Batman è stato intrigante, scava nelle radici di Gotham e della famiglia Wayne, consolidando il rapporto tra il Cavaliere Oscuro e la sua città, proprio tramite il retaggio dei Wayne. Una costruzione narrativa che definisce il suo Batman, al punto che nel momento di trovare un nuovo luogo per il suo rifugio sceglierà di stabilirlo vicino a Crime Alley.

Eppure, mancava ancora Joker. Pinguino e Mr Freeze avevano avuto il loro spazio, con una particolare riscrittura del gelido criminale in merito al suo rapporto con Nora, ma ancora non si avevano tracce della nemesi storica del Pipistrello. Forse perché Snyder voleva aspettare il momento giusto, contestualizzare Batman e poi colpirlo con un ritorno – non una prima apparizione – degno del suo acerrimo nemico. Anziché ricorrere a un nuovo corso, focalizzandosi sul primo incontro tra i due, si guarda alla loro storia, con precisi riferimenti che – tramite citazioni più o meno evidenti – stimolano la memoria degli affezionati lettori del Crociato di Gotham.

Sin dal titolo – infatti – ci si riconnette idealmente a quella Morte in famiglia in cui un folle Joker uccideva Jason Todd, il secondo Robin. Momento epocale non solo per Batman – così vicino a uccidere Joker da richiedere l’intervento di Supes – ma per il mercato fumettistico, per via della sua genesi. Morte dellaFamiglia estremizza questo concetto, perché pone le basi per un dramma ancora più estremo.

Snyder nella sua gestione si affida anche ad altri talenti, come James Tynion IV – Department of Truth, The Nice House on the Lake – che la sua short Domani mostra la nascita della Bat-Family, centrale nel ritorno del Joker: sarà il suo bersaglio. Ripensando a Batman, a come sia solitamente idealizzato come un personaggio solitario, vederlo circondato da tutti i suoi gregari ha un certo peso. Soprattutto, perché questi legami sono messi a dura prova dalle sue azioni, dal suo pensare di proteggerli con il silenzio e i segreti, mentre lui è sempre più sottopressione per l’inquietante ritorno del Joker.

Segreti di famiglia

Morte della Famiglia
Morte della Famiglia- @ DC Comics

Un ritorno che sorprende lo stesso Batman, che inizialmente pare non capire come contrastare il folle clown. Snyder concepisce un Joker incredibilmente delirante, sfrenato nella sua violenza, intrecciandolo a Bats tramite un aspetto insolito: le memorie. Ritrovare la faccia – letteralmente – per Joker passa anche dal ricostruire il suo passato, gli scontri leggendari con il suo odiato nemico, alzando la posta in gioco.

Se la famiglia è il bersaglio, Joker necessita di supporto, motivo per cui arruola alcuni dei nemici di Bats. Più delle comparse che non dei protagonisti, pedine di un gioco più grande di loro, in una dinamica in cui il Joker si conferma come il più letale avversario di Batman. Snyder non mira a creare una storia completamente nuova, si affida alla tradizione del Pipistrello cogliendo suggestioni dal passato. Al centro della scena è il rapporto morboso tra Bats e Joker, vissuto dal Clown con una gelosia malsana che lo porta a vedere nella morte della famiglia di Batman non tanto una ferita al Cavaliere Oscuro, quanto un modo per non dividerlo con nessuno.

Nella messa in scena, Snyder si mostra capace di tenere un alto livello di tensione, minando in primis le sicurezze familiari del Pipistrello, giocando proprio sulla incapacità di aprirsi pienamente con i suoi sodali e anzi operando con piani di contenimento basati sul segreto, condizione che in passato lo aveva già messo in crisi con i suoi colleghi supereroi come in La Torre di Babele.

Qui invece i segreti si rivelano il vero nemico di Bats. Non basta eliminare Joker, che viene mostrato nella sua natura più ferina e inquietante, il vero avversario è quel muro che Bruce non riesce ad abbattere. Su quello si fonda il piano di Joker, così spietato e lucido nella sua follia, da spaventare persino Harley Quinn, senza alcun freno e pronto a spezzare la Bat-Family, a suo avviso colpevole di aver rammollito il Pipistrello.

Famiglia spezzata

Morte della Famiglia
Morte della Famiglia- @ DC Comics

Snyder non risparmia nulla al Cavaliere Oscuro. I dolori passati riemergono con nuova forza, incubi di ieri prendono nuove forme e lo spingono al limite. Una lotta senza pari, in cui si rivive quello scontro antitetico tra Bats e Mr J che ricorda profondamente la visione di Moore in The Killing Joke. Con Morte della Famiglia, non si arriva a una conclusione in cui rimane il dubbio su come si sia concluso il rapporto tra i due, ma è evidente che l’apparente sconfitta di Joker – in una scena che ricorda l’epico scontro tra Holmes e Moriarty – si rivela in realtà una vittoria postuma: la famiglia è spezzata.

L’incredibile lavoro di Capullo ai disegni, con una versione del Joker degna di un horror movie, è parte integrante di questo tessuto narrativo graffiante e velenoso. La follia del Clown del Crimine vive attraverso espressioni grottesche e movenze nervose, che si contrappongono a una progressiva e vivida ira di Batman, culminante in uno scontro in cui la follia emerge in ogni pagina.

Morte della Famiglia è un ritratto veritiero di un Batman insolito, quasi un family man che però non riesce a tradire la sua natura solitaria, incapace di aprirsi con le persone a lui vicine al punto di perderle. Snyder lavora mirabilmente sulla complessa e aspra intimità di Bruce Wayne, lasciando al lettore il dubbio che alla fine, nel suo delirio, Joker abbia compreso molto più di chiunque altro la natura di Batman.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva