A dieci anni dalla sua uscita, Uncharted 4: Fine di un ladro è ancora uno dei titoli di punta tra le esclusive pubblicate su PlayStation. Il capitolo finale della storia di Nathan Drake, infatti, nel 2016 ha fissato degli standard tecnici e creativi che ancora oggi in pochi hanno raggiunto. Inoltre, il quarto capitolo della saga avventuristica di Naughty Dog ha anche segnato un punto di non ritorno per tutti coloro che hanno voluto provare a creare opere simili.
Diventare grandi

Uncharted 4: Fine di un ladro è il capitolo più introspettivo della serie ed è questo uno dei motivi per il quale sentiamo ancora la nostalgia di questo titolo. Nathan è ormai più vicino ai quarant’anni che non ai trenta e sembra aver rinunciato alla vita avventurosa. Lo vediamo tornare a casa da lavoro e godersi una serata tranquilla, sul divano di casa sua, in compagnia di sua moglie Elena, una cena preparata in casa e due chiacchiere su come la coppia ha passato la propria giornata. Tuttavia, basta poco a farci capire che chiudere quel tipo di vita non è così semplice. Nate guarda con desiderio un quadro poggiato su uno scaffale del soggiorno, la voce di Elena diventa un semplice rumore di sottofondo mentre il protagonista si perde nei suoi pensieri.
Nathan, infatti, è combattuto tra il desiderio di una vita tranquilla e quel richiamo ossessivo del pericolo che lo spinge a voler considerare un lavoro in Malesia del quale, però, Elena non sarebbe felice. Questo conflitto si risolve da solo nel momento in cui Nathan scopre che suo fratello Sam è vivo ed è appena uscito da una prigione panamense dopo tredici anni di reclusione. La situazione di pericolo in cui si trova Sam spinge il protagonista a imbarcarsi nell’ultima avventura della sua carriera.
È proprio qui che uno spento Nathan sembra riacquisire una nuova giovinezza. Quel brivido proibito della ricerca, del rischio e del mistero lo avvolgono ancora una volta e lo fanno sentire di nuovo vivo. Lo vediamo rientrare in una camera d’hotel, elettrizzato come non gli accadeva da tanto tempo, poco prima di scontrarsi ancora una volta con la sua vita tranquilla. Elena, infatti, scopre la menzogna di Nathan. Tra i due inizia una discussione accesa, nella quale la ragazza sottolinea l’espressione felice che gli ha visto sul volto mentre rientrava nella camera, poco dopo aver rischiato per l’ennesima volta la sua vita.
Fine di un ladro

In un montaggio alternato che ci farà ripercorrere diverse fasi della vita di Nathan Drake, Uncharted 4: Fine di un ladro ci farà conoscere, per la prima volta, l’uomo che si nasconde dietro la maschera da avventuriero che il protagonista ha indossato nei precedenti capitoli della saga. Vediamo scorci del giovane Nate, costretto a rubare per sopravvivere, che si caccia in una serie di guai dai quali sarà la sua intraprendenza mista a un pizzico di fortuna a tirarlo fuori. Vediamo alcuni episodi risalenti ai tempi dell’orfanotrofio e come questi lo hanno portato a separarsi da suo fratello e diventare l’intrepido esploratore che abbiamo conosciuto in passato. Il tutto si mescola con i timori del Nathan adulto che inizia a desiderare una vita tranquilla anche se non è in grado di abbandonare la sua indole.
In una visione estrema, la parabola di Nathan Drake è una metafora nella quale molti uomini e molte donne possono rivedersi. Giovani pieni di speranze che entrano in un contesto stimolante, nel quale si sentono per la prima volta davvero vivi, ma che alla fine si rendono conto che quel tipo di vita non può durare in eterno. A un certo punto subentrano altri desideri, come quello di avere una famiglia o i semplici limiti fisici che l’età ci pone davanti. Così, Nathan come molti altri suoi coetanei, finisce per scontrarsi con questo conflitto.
Il suo ultimo viaggio non è soltanto il canto del cigno di un avventuriero che seppellisce per sempre il suo desiderio di esplorare, ma soprattutto un passaggio di testimone simbolico. Nathan si rende conto di avere ormai molto da perdere e di non poter più vivere le sue avventure con il senso di spensieratezza del passato. Ha paura che sua moglie possa rimanere uccisa, così come teme per la vita di suo fratello e, se in passato questi timori erano superabili, in questa fase della sua vita non possono più esserlo.
È così che, nel finale, vediamo le avventure di Nathan confinate in un armadio come scheletri da nascondere. Sarà sua figlia Cassie a scoprirle e, affascinata, iniziare un viaggio nel viale dei ricordi che lo stesso Nathan concluderà in un racconto nostalgico che sarà la conclusione perfetta per la sua carriera, ma anche un potenziale inizio per quella della figlia che lo ascolta rapita dai racconti di avventure esaltanti.
Dieci anni dopo

È per questo che, dopo dieci anni dall’uscita di Uncharted 4: Fine di un ladro, sentiamo ancora la mancanza di Nathan Drake. Ci manca quel senso di famiglia che si era venuto a creare con lui e con i suoi compagni di viaggio, ma anche l’affetto che questo quarto capitolo della saga ci ha fatto provare per il Nathan Drake umano, fragile e maturo. Tutte le emozioni che ha saputo mostrarci in quest’ultimo capitolo ci sono rimaste dentro e, ancora oggi, tornano a galla quando pensiamo alle avventure della serie Uncharted.
Al di là di tutte le emozioni che ci ha lasciato Uncharted 4: Fine di un ladro, il gioco di Naughty Dog rimane ancora oggi un’ottima esperienza anche sotto l’aspetto tecnico per quello che, alla sua uscita, è stato uno dei titoli graficamente più impressionanti di tutta la scorsa generazione e che, ancora oggi, offre un comparto grafico decisamente all’altezza degli standard attuali, oltre a un ottimo livello tecnico generale di tutta l’opera.
Forse non è un caso se, dopo la pubblicazione dell’opera di Naughty Dog, il genere action-adventure in terza persona non abbia più saputo proporci novità, se non il recente Indiana Jones e l’antico cerchio pubblicato da Bethesda nel 2024. Anche un altro caposaldo del genere come la saga di Tomb Raider, infatti, è ormai fermo dal 2018, solo due anni dopo la pubblicazione di Uncharted 4. Forse, invece, sono proprio questo genere di storie quelle di cui abbiamo bisogno: avventure memorabili che lasciano il segno nei nostri cuori.
