Sandra Bullock è convinta di aver visto qualcosa che non apparteneva a questo mondo. L’attrice premio Oscar ha raccontato per la prima volta uno degli episodi più strani della sua vita: un presunto avvistamento UFO avvenuto anni fa, durante un periodo trascorso a Saint Martin per lavoro. Bullock ne ha parlato nel corso del podcast Not Gonna Lie with Kylie Kelce, lasciandosi andare a un racconto che, per sua stessa ammissione, aveva preferito tenere per sé per molto tempo.
“Ci sono astronavi aliene che volano nel cielo. Io le ho viste”, ha dichiarato l’attrice, spiegando anche di essersi sentita finalmente più tranquilla dopo la pubblicazione negli Stati Uniti di documenti governativi relativi ad avvistamenti di fenomeni aerei non identificati. Il ricordo risalirebbe a quando Bullock si trovava a Saint Martin per delle riprese. L’attrice non ha specificato quale film stesse girando, anche se il periodo viene generalmente ricondotto a Speed 2: Cruise Control, uscito nel 1997 e realizzato anche nei Caraibi.
Una sera, terminato il lavoro, Bullock e alcune altre persone del gruppo sarebbero andate sulla spiaggia. Sdraiata sulla sabbia a guardare il cielo, l’attrice notò inizialmente un piccolo punto luminoso. In un primo momento pensò a un satellite. Poi, però, una seconda luce sarebbe arrivata da una direzione differente e si sarebbe fermata vicino alla prima. “Poi ce n’era un’altra, e un’altra ancora. Erano cinque in tutto”, ha raccontato.
Secondo Bullock, le cinque luci avrebbero cominciato ad avvicinarsi l’una all’altra fino quasi a formare un unico gruppo. È a quel punto che sarebbe accaduto ciò che ancora oggi rende quell’esperienza così difficile da dimenticare. “Si sono come riunite e poi, all’improvviso, sono schizzate via”, ha spiegato, mimando anche la rapidità con cui le luci sarebbero scomparse dal cielo. L’attrice ha ricordato con ironia che quella sera aveva bevuto qualche birra insieme agli altri presenti, ma ha anche precisato che almeno un’altra persona avrebbe assistito allo stesso fenomeno.
Ma per anni avrebbe preferito non raccontarlo pubblicamente per il timore di essere considerata poco credibile. A farle cambiare atteggiamento sarebbero state anche le successive pubblicazioni e discussioni ufficiali negli Stati Uniti sugli UAP, i cosiddetti fenomeni anomali non identificati. Bullock ha spiegato di essersi sentita in qualche modo “rivalutata” dal fatto che piloti e documenti ufficiali abbiano descritto avvistamenti con caratteristiche che le ricordavano quanto visto quella notte. Questo, naturalmente, non significa che il governo americano abbia confermato l’esistenza di astronavi extraterrestri: si tratta dell’interpretazione personale che l’attrice dà all’episodio vissuto anni fa.
E Sandra Bullock sembra ormai avere pochi dubbi sulla possibilità che non siamo soli. “Penso che siano qui, che ci guardino e ridano, ma che siano invisibili”, ha scherzato durante il podcast, immaginando persino extraterrestri intenti a osservare l’umanità senza farsi vedere. Una confessione decisamente insolita arrivata proprio mentre Sandra Bullock è tornata sotto i riflettori per Practical Magic 2, il sequel che la riunisce sul grande schermo con Nicole Kidman quasi trent’anni dopo il film originale.

E dopo una carriera trascorsa tra commedie romantiche, thriller e persino lo spazio di Gravity, questa volta Bullock assicura che la storia più fantascientifica non sarebbe accaduta su un set, ma sopra la sua testa, su una spiaggia dei Caraibi. E dopo una carriera trascorsa tra commedie romantiche, thriller e persino lo spazio di Gravity, questa volta Bullock assicura che la storia più fantascientifica non sarebbe accaduta su un set, ma sopra la sua testa, su una spiaggia dei Caraibi.
Un racconto decisamente più leggero rispetto a quello con cui Sandra Bullock, soltanto poche settimane fa, aveva aperto una finestra su uno dei momenti più dolorosi della sua vita. L’attrice ha infatti raccontato la morte del compagno Bryan Randall dopo otto anni insieme, confessando di aver iniziato in qualche modo a perderlo già quattro anni prima della sua scomparsa, quando la Sla aveva cominciato a cambiare profondamente le loro vite.
