Il 5 febbraio 2026 il Gruppo Prada, oggi proprietario di Versace, ha annunciato ufficialmente la nomina di Pieter Mulier come nuovo Chief Creative Officer della maison. Si tratta di una scelta che segna un momento cruciale per il rilancio del brand, tornato sotto controllo italiano dopo anni di transizioni e cambi di governance. Lorenzo Bertelli, direttore generale del gruppo, ha spiegato che Mulier rappresenta “la persona giusta per valorizzare pienamente il potenziale di Versace”, sottolineando la sua capacità di instaurare un dialogo autentico con la storia e l’estetica del marchio.
L’ingresso effettivo del designer è previsto per l’1 luglio 2026, data che segnerà l’inizio operativo del nuovo corso creativo. La scelta di Mulier non arriva a sorpresa: negli ultimi anni il designer belga ha consolidato una reputazione internazionale solida e rispettata. Alla guida di Alaïa, dove è stato il primo a raccogliere l’eredità di Azzedine Alaïa, ha riportato il brand al centro del dibattito sulla moda contemporanea, con collezioni acclamate per rigore, sensualità e fedeltà allo spirito originario della maison.
Sotto la sua direzione sono nati anche accessori di grande successo commerciale, come la Teckel bag, diventata rapidamente un oggetto culto. Prima di Alaïa, Mulier ha lavorato per anni al fianco di Raf Simons in case come Jil Sander, Dior e Calvin Klein, contribuendo alla definizione di un linguaggio estetico fatto di precisione architettonica, ricerca materica e attenzione maniacale alla costruzione del prodotto. Un bagaglio che oggi lo rende uno dei designer più completi della sua generazione.
La nomina arriva dopo la breve parentesi di Dario Vitale e in un momento in cui Versace sta ridefinendo la propria identità sotto la guida del Gruppo Prada. Andrea Guerra, CEO del gruppo, insieme a Bertelli, ha chiarito che il nuovo corso non punterà a una rivoluzione immediata, ma a una ricostruzione graduale e coerente. Unirà la sensualità barocca, l’energia pop e l’immaginario glamour che hanno reso Versace un’icona globale.
Adotterà un linguaggio aggiornato, più contemporaneo e internazionale. Punterà a una visione globale, con un posizionamento competitivo nel mercato del lusso, oggi più affollato e complesso che mai. L’obiettivo è restituire alla maison una direzione chiara, riconoscibile e sostenibile nel tempo, evitando scelte impulsive o colpi di scena effimeri.



