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Negli ultimi mesi, con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, i social media si sono riempiti di video virali che pretendono di mostrare attacchi militari e bombardamenti in Israele o Iran. Tuttavia, molti di questi filmati sono falsi, fuorvianti o estrapolati dal contesto. Alcuni provengono da altri Paesi: un video ampiamente condiviso su X sostiene di mostrare missili iraniani su Tel Aviv, ma in realtà riprende festeggiamenti di tifosi di calcio ad Algeri. Altri clip mostrano presunti bombardamenti statunitensi o iraniani, ma derivano da videogiochi come Arma 3 o War Thunder, o sono interamente creati con intelligenza artificiale.

Un esempio emblematico riguarda un video di Tel Aviv con oltre 4 milioni di visualizzazioni: gli edifici danneggiati e il fumo arancione non corrispondono alla realtà e non si sentono sirene in sottofondo. Nonostante le analisi di fact-checker come BBC Verify, Euronews The Cube e AAP FactCheck, milioni di persone continuano a condividerli, spesso senza accorgersi che si tratta di manipolazioni. Il problema è amplificato dai chatbot AI come Grok, che su X sono stati consultati dagli utenti per verificare i video.

In molti casi Grok ha confermato come reali clip generate dall’IA, citando erroneamente fonti affidabili come Reuters o CNN. Anche gli account con la spunta blu contribuiscono alla diffusione, perché la piattaforma incentiva la circolazione dei contenuti in base all’interazione, non alla veridicità. Le autorità della piattaforma stanno cercando di correre ai ripari: Nikita Bier, responsabile dei prodotti di X, ha annunciato controlli più rigidi sui contenuti generati dall’intelligenza artificiale e l’uso delle note della comunità per segnalare post ingannevoli.

Gli utenti che non etichetteranno correttamente i video IA rischiano la sospensione dalla monetizzazione, ma l’efficacia di queste misure è limitata a causa del volume enorme di contenuti pubblicati ogni giorno. Il fenomeno non è solo ingannevole, ma anche incentivato economicamente: utenti e reti di account diffondono video falsi per guadagnare visibilità e denaro, creando un flusso di informazioni che può suggerire vantaggi strategici inesistenti a una delle parti in conflitto. Secondo Newsguard, video e immagini con oltre 21,9 milioni di visualizzazioni enfatizzano i presunti successi militari dell’Iran, spesso distorcendo la realtà.

Per riconoscere video falsi o manipolati, esistono strumenti come la verifica SynthID di Google tramite Gemini o Hive Moderation, ma i gradi di certezza non sono sempre sufficienti. È importante quindi sviluppare senso critico: controllare fonti multiple, diffidare di video sensazionali e confrontare immagini e date. Solo così si può navigare con consapevolezza in un panorama digitale sempre più complesso e manipolato, evitando di diffondere disinformazione che può alterare la percezione di eventi reali.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.