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Yakuza è, da sempre, stata una delle serie di punta di Sega. Ciononostante, dopo i rispettivi day one originari, i vari episodi non hanno mai goduto di un supporto degno di nota. Solo alcuni anni fa sono infatti apparse delle ri-edizioni in hd di poco conto, contenenti solo textures pack aggiornati e nulla più. Da qualche anno a questa parte, questo trend sembra essersi invertito, con le versioni Kiwami, capaci di dare nuova vita, grazie ad un trattamento ben superiore ad un mero mash-up estetico, ai classici del franchise. E’ oggi il turno di Kiwamizzare il terzo capitolo della saga originaria, finalmente disponibile in una versione che gli renda giustizia, con l’aggiunta, mai superflua, del prequel Dark Ties. Se non avete ancora affrontato Yakuza 3, questo è il momento giusto per farlo, potendo fruire della sua versione “definitiva”. Ma andiamo con ordine, e tuffiamoci con tutte le scarpe nel mondo di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties.

Diciasette anni e non sentirli

Kazuma Kyriu, protagonista di Yakuza 3
Kazuma Kyriu, protagonista di Yakuza 3 ©SEGA

Diciassette anni, in ambito videoludico, rappresentano una eternità, che si parli di titoli avveniristici o di altri con controlli tank – legnosi. Le versioni HD dei vari Yakuza, fino ad ora disponibili sul mercato, non han fatto altro che confermare quanto appena detto. A inserire un punto di controtendenza, entrano in gioco, però, le versioni Kiwami che, contravvenendo ciò che è stato fatto fino ad ora con le varie remaster, hanno sottoposto il materiale originario ad un rework a 360 gradi tale da far gridare al miracolo e a spostare l’asticella verso il segmento del remake, tale è la bontà del lavoro fatto su materiale che definire vintage è poco.

Grafica, gameplay, comparto narrativo – tutto è stato sottoposto a revisione, passando sotto il processo di Kiwamizzazione, riuscendo a svecchiare un prodotto che sentiva addosso, inesorabile, il peso anagrafrico di quasi quattro lustri dal dayone originario. L’unica cosa rimasta pressochè invariata, escludendo l’endemica aggiunta del segmento Dark Ties, è, per l’appunto, il comparto narrativo. L’inserimento di sezioni inedite, contenenti personaggi che incontreremo in futuro, da maggiore validità ai misteriosi dialoghi originari, donando profondità e coerenza al titolo.

So far, so good

I protagonisti dell'add-on Dark Ties
Yoshitaka Mine e Tsuyoshi Kanda ©Ryu ga Gotoku Studio

Ciò che salta immediatante agli occhi, come è naturale che sia, è l’impianto grafico, oggetto di una vera e propria rivoluzione, sostanziata nella riprogettazione del tutto grazie al motore grafico Dragon, lo stesso alla base degli ultimi capitoli della saga. Per via di questa riprogettazione da zero, Yakuza 3, nella sua versione Kiwami, splende di luce nuova, con un mondo di gioco iper-dettagliato, modelli poligonali del protagonisti ben più elaborati di quellidi origine e, ovviamente, animazioni facciali che trasudano next-gen da ogni poro.

In seconda istanza, ciò che colpisce di questo remake, è il trattamento riservato al combat system. Come ben ricordiamo, da oltre venti anni di Yakuza, la legnosità era un marker della saga (e del terzo episodio in particolare): il passaggio al Dragon Engine porta con sé uno snellimento ed un alleggerimento del combat system, ora più reattivo ed addirittura piacevole. E’ palese, in questo caso, l’influenza derivante dalla esperienza maturata con gli ultimi capitoli della saga: in aggiunta a ciò, anche l’IA dei nemici ha subito un revamp, riducendo (quasi eliminando del tutto) le beghe endemiche di una produzione datata 2009.

Prova su strada

Una scena di combattimento
Il combat system di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties ©Ryu ga Gotoku Studio

La risultanza del processo di affinamento fino ad ora descritto, ci porta in contatto con un prodotto piacevolmente fuori dal tempo e lontano parente del diretto progenitore. L’elasticità di questa versione 3.0 ci regala un action adventure gagliardo e divertente, graficamente appagante, viziato solo da un comparto narrativo che, seppur svecchiato, risulta essere anacronistico rispetto al livello complessivo della produzione Ryu ga Gotoku Studio. A dare discontinuità a questa “stagnanza narrativa made in 2009” giunge la costola “Dark Ties“, vero e proprio prequel degli eventi della trama principale.

Grazie a questo “add on” potremo impersonare Yoshitaka Mine, antagonista principale di Yakuza 3, seguendo gli eventi che contribuirono a configurarlo come principale minaccia per il nostro Kyriu, dall’alleanza con Tsuyoshi Kanda, sgherro della mala locale. Da qui, partirà un percorso di “formazione” (al contrario) che lo porterà a lottare per il predominio, inscenando la più classica delle scalate al potere.

In sostanza, Dark Ties è uno Yakuza “ristretto”, che non offrirà altro che le medesime attività della main quest, in un setting e con protagonisti alternativi. Un buon diversivo, per dare aria ad un prodotto che, nonostante un fattivo livello di ammodernamento, potrebbe sapere di stantio.

Considerazioni finali

Yoshitaka Mine, protagonista di Dark Ties
L’oscuro Yoshitaka Mine ©Ryu ga Gotoku Studio

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties rappresenta una degna rivisitazione di uno dei capitoli più bistrattati del franchise made in Sega. Il processo di attualizzazione, già visto con i due precedenti capitoli, rende giustizia ad un titolo mai realmente apprezzato e che brilla così di luce nuova. Tecnicamente il “trattamento Kiwami” gira brillantemente su PC, senza esitazioni di sorta anche su configurazioni di media caratura.

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