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Partiamo da una premessa doverosa, non sono un assiduo giocatore di Pokémon. Certo, conosco e apprezzo il brand, ma mi ritengo più un affezionato nostalgico che si emoziona con le sigle delle prime serie in tv o ripensando agli storici film visti da ragazzino.

Videoludicamente parlando, però, devo ammettere che sono rimasto a debita distanza dal marchio da anni, precisamente dall’approdo della console ibrida di casa Nintendo. Non che voglia attribuire colpe al mio (parziale) disinteresse verso il modus operandi di Game Freak, ma semplicemente per ribadire il mio status di perfetto e completo giocatore ormai definibile “casualone” per questa specifica categoria.

Proprio mettendo enfasi su questo mio status come incipit di un piccolo flusso di coscienza, devo ammettere che il nuovo Pokemon Champions è riuscito a modo suo a conquistarmi e sorprendermi fin dalle prime ore di gioco.

Ma possibile che un gioco pensato per diventare il centro nevralgico del mondo competitivo di Pokémon, si rivela invece incredibilmente adatto a chi non gioca (per più di qualche ora) a un capitolo della serie da anni? Con grande sorpresa anche del sottoscritto, la risposta è sorprendentemente positiva.

Pokémon Champions: acchiappali tutti, ma con i tuoi tempi

Una sequenza di gioco di Pokémon Champions
Una sequenza di gioco di Pokémon Champions – ©
The Pokémon Works

Inevitabilmente, il costo (sempre più elevato) dei giochi è da considerare a tutti gli effetti una barriera all’ingresso non indifferente, dove mai come nel panorama attuale tantissimi utenti ponderano gli acquisti e li centellinano, soprattutto al lancio e prezzo pieno.

Proprio per questo motivo, Pokémon Champions convince e invita ad un suo test senza troppi pensieri grazie alla formula da free-top-play. Una formula gratuita e pura nella sua interezza, dove al suo interno presenta diverse formule per ottenere pass e pacchetti di risorse spendibili fin da subito con maggior libertà, rimanendo estremamente fruibile anche senza spendere un euro.

Un’affermazione che enfatizzo con incredibile convinzione, perché Pokemon Champions ha un sistema di monete e ticket riuscitissimo per allenare i Pokémon e sbloccarne di nuovi con una certa periodicità, accumulabili abbastanza rapidamente.

Si tratta di formula chiara, user friendly ed accessibile fin da subito, in grado anche di lasciare spazio a chi vuole spendere soldi esclusivamente per gettarsi a un approccio più competitivo, con un maggior numero di slot Pokémon o allenamenti rapidi per i cambi dei set di creature o attacchi.

Devo ammetterlo, ad esempio, di essermi genuinamente emozionato nella scelta del roster iniziale e dei primi sei slot, dando la mia fiducia come starter a un grande Tyranitar diventato mio fedele compagno. D’altronde era anche uno dei pochi che conoscevo meglio, visto che oltre alle prime generazioni mi sono mosso nelle ricerche solo in modo genuinamente estetico e randomico.

Proprio il roster al momento presente in gioco si rivela un discreto mix ripreso da tutte le generazioni conosciute. Oltre 180 Pokémon, più una cinquantina di megaevoluzioni, con scelte riconoscibili adeguatamente da nuovi e vecchi giocatori, in attesa delle future integrazioni pronte a rimpinguare un roster che comunque rimane già adeguato per il lancio.

Passione e semplicità

Una sequenza di gioco di Pokémon Champions
Una sequenza di gioco di Pokémon Champions – ©
The Pokémon Works

Pokemon è un brand di per sé vincente e dalla formula apprezzata in lungo e in largo fin dalle prime apparizioni su Gameboy Color, non devo essere io a ribadirlo. Eppure, come anticipato, con i capitoli usciti sulla generazione Switch i consensi sono sempre stati molto altalenanti, al netto delle mostruose vendite figlie una community a priori fedele nel bene e nel male.

A conti fatti, rientro perfettamente in quella macro-categoria di curiosi e appassionati dell’universo di riferimento che ha trovato in questo progetto l’esperienza ideale con l’approccio “mordi e fuggi”.

Pokémon Champions, infatti, si presta benissimo a partite da mezz’ora scarsa o meno, così da controllare qualche novità e dal comodo menu decidere subito se cimentarsi in qualche partita competitiva o di prova. Certo, bisogna superare quei venti minuti (percepiti come cinquanta) introduttivi che ti prendono fin troppo per mano, mixati da dialoghi lenti e prolissi, ma dopo ciò il progetto si mostra in tutta la sua efficienza.

Una sequenza di gioco di Pokémon Champions
Una sequenza di gioco di Pokémon Champions – ©
The Pokémon Works

Merito proprio di un layout dei menù semplice e funzionale, con icone e voci al posto giusto e che rendono la gestione, almeno da Nintendo Switch, estremamente comoda e immediata.  Una strategia che mi invoglia ad approfondire la natura di determinati Pokémon ottenuti, così come capirne punti di forza e debolezza a seconda della tipologia, visto che oltre alle inclinazioni elementali logiche su fuoco, terra ed erba, continuo a muovermi un po’ a caso durante la lotta con le altre tipologie di categorie.

Come se non bastasse, proprio le varie info rapidamente consigliabili durante le lotte premettono di ragionare un minimo sulle azioni da intraprendere, così come visionare in automatico su schermo l’efficacia maggiore o minore di un determinato attacco nei confronti dell’avversario selezionato.

D’altronde sono un giocatore casual e, anche giocando senza pensieri tentando di mixare adeguatamente abilità o affinità, le lotte funzionano, invogliandomi ad approfondire con un minimo di strategia le tipologie di attacchi che danno una certa priorità di manovra nei turni, oppure a quali bonus e malus tentare di affidarsi.

Il risultato dei combattimenti svolti al momento? Sorprendentemente positivo grazie a numerose vittorie tra le categorie inferiori, sicuramente merito anche della cieca fortuna, ma devo ammettere che anche quando perdo e prendo batoste online non si manifesta la tipica sterile frustrazione.

Una sequenza di gioco di Pokémon Champions
Una sequenza di gioco di Pokémon Champions – ©
The Pokémon Works

Perché il gioco ti invoglia costantemente a ritentare, o almeno questo è la chiave di lettura per i semplici curiosi come il sottoscritto, lontani dalle pressioni di chi vuole dedicarsi con dedizione al mondo competitivo.

Non manca nemmeno un invitante sistema, tra le sezioni di allenamento, dedicato alle modifiche di alcune statistiche per personalizzare ancora di più le strategie, tra resistenze, capacità offensive/difensive o rapidità delle iniziative nei turni. Al momento, però, ne ho scalfito solo la superficie con tenue curiosità e non ho nessuna fretta di volerne sapere di più (e va benissimo così).

Un vero free-to-play

Una sequenza di gioco di Pokémon Champio
Una sequenza di gioco di Pokémon Champions – ©
The Pokémon Works

Un altro espediente che funziona perfettamente bene fin da subito riguarda le opzioni di personalizzazione presenti, sorprendentemente varie e senza necessità di esborsi ulteriori.

Un sistema che premia con la moneta di gioco in modo sapientemente bilanciato svolgendo anche semplici missioni giornaliere, settimanali o di pass (mensile) e ti dà già la possibilità di avere un “potere di spesa” che in altri titoli free-to-play viene tendenzialmente lasciato vario solo a chi decide di spendere un minimo di moneta reale.

Apprezzo, in sostanza, la possibilità di poter scegliere di dedicare minuti interi all’acquisto del negozio di completi e accessori per il mio avatar con la moneta accumulata tra brevi tutorial e qualche partita random introduttiva. Un dettaglio terribilmente di contorno, ma che apprezzo perché raro da vedere in un titolo di questo genere fin dal lancio.

In modo genuino, in sostanza, Pokemon Champions ha riacceso una fiamma rimasta sopita per tanto tempo, preda di apatia, diffidenza e nostalgia. Un’operazione riuscita e che riesce a generare nella mia psiche una piccola, ma solida, sana dipendenza, in attesa dei prossimi aggiornamenti e delle novità su un brand che forse sta tornando a farmi battere il cuore.

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Accanito videogiocatore fin dalla tenera età, oggi esploro il medium a 360°, senza limiti di genere (tranne per gli horror, ahimè). In parallelo alle mie attività di marketing e trasformazione digitale, da anni mi approccio in modo professionale e costante al settore Videogame & High-Tech, con l’obiettivo di raccontarlo al meglio.