Capcom ci ha dato la possibilità di mettere le mani su Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, il prossimo capitolo, in uscita il 13 marzo, della serie spin off RPG ambientata nell’universo dei celebri Monster Hunter! Abbiamo così giocato una porzione non indifferente della parte iniziale, che ci ha lasciati piacevolmente colpiti e conferma quel che già sapevamo da tempo: sono anni d’oro quelli recenti di Capcom, che pare inanellare un successo dietro l’altro. E pensate che nel panorama più ampio la serie MH Stories non è nemmeno il titolo più atteso della compagnia. Ciononostante, è stato evidentemente confezionato con grande cura, tanto per il materiale originale, quanto come “sequel” originale e dall’identità sempre più marcata. Oltre che… sempre più JRPG!
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, due regni in lotta… in un mondo medievale?

Non abbiamo ovviamente approfondito molto gli sviluppi di una trama che, nel corso della nostra prova, abbiamo appena scalfito. Tutto inizia con la schiusa di un uovo ritrovato dalla regina di un regno apparentemente solido. Il ritrovamento è un evento “mistico” dal grande impatto, dato che nella realtà in cui si ambienta questo terzo capitolo i mostri del passato sono rimasti imprigionati in una sostanza simile al cristallo nell’aspetto e all’ambra nella “funzione”, dato che ne ha fermato le funzioni vitali consegnandoli all’eternità. Tocca ai Ranger e ai Cavalieri dei “monstie”, mostri cresciuti in cattività e domati per usarli come compagni e cavalcature, recuperare di tanto in tanto le uova necessarie a far andare avanti “la baracca”, e la regina è una Ranger molto abile (pare).
Dall’uovo, destinato al principe del regno, nascono però due gemelli di Rathian: già di per sè una razza rarissima, creduta dispersa, ancor di più in un “parto” gemellare, che oltretutto nasconde significati che il Re e i suoi funzionari ritengono nefandi. Per questo è deciso: uno dei due Rathian va abbattuto. Solo che non tutti sono d’accordo con questa decisione…

Flash Forward ai giorni nostri, con il principe ormai cresciuto e a capo dei Ranger del paese, che nel frattempo, però, ha subito una profonda scissione. Più d’una in realtà. Scopriamo presto diversi interessanti colpi di scena e fatti rilevanti, ma noi non vogliamo comunque spoilerare troppo: C’è solo da sapere che la madre del principe, nel presente, è ritenuta una “traditrice”, il re suo marito non ne è troppo contento e si è chiuso in sè stesso, e il principe vorrebbe solo cavalcare Monstie in libertà e svolgere le sue mansioni da Ranger, piuttosto che i compiti istituzionali come… una guerra imminente, contro una nazione spinta dalla fame e dalla carestia.
Insomma: ci sono gli intrighi, ci sono i segreti e i “balzi” tra passato e presente per spiegare colpi di scena tutto sommato ben scritti, e c’è un variegato cast di personaggi che sembra appena uscito da un anime di livello. A meno che non precipiti tutto nelle fasi medie/avanzate dell’avventura, Monster Hunter Stories 3 sembra davvero voler fare un passo avanti rispetto ai suoi predecessori, in direzione “JRPG” classico!
Esplorazione interessante e direzione artistica più “anime” che mai

Lo sappiamo: ce l’hanno detto gli sviluppatori di Final Fantasy 15 qualche anno fa che i dev nipponici iniziano a sentire un po’ stretto il termine “jrpg”, e preferirebbero che ci si riferisse ai loro giochi come semplici “RPG”. Eppure, sta di fatto che continuano a produrre titoli con un flavour stilistico, una serie di costanti e in generale un’atmosfera narrativa/artistica così peculiare, che viene naturale dire “Monster Hunter Stories 3 è il capitolo più JRPG della serie, in senso buono”.
Non manca niente: scontri a turni (di cui parleremo poi) strategici e tattici; esplorazione di un mondo aperto (overworld) diviso in regioni e con alcune aree istanziate minori (simil dungeon); una storia principale da seguire arricchita, però, da diverse e numerose secondarie, che vanno da banali fetch quest a situazioni più articolate e con una propria sotto-trama e personaggi peculiari. Infine, in uno stile ibridato con quello di Monster Hunter, oggetti da craftare, power up, armi e armature a non finire che si possono far costruire dal fabbro una volta abbattuti i mostri giusti e ottenute le parti adatte.

Ah, e poi… ci sono i monstie! I mostri di Monster Hunter qui rappresentati in piena forma, con uno stile solo lievemente “cartoonizzato”, per adattarsi alla direzione artistica che guarda a quella di Breath of the Wild, modificandone qui e là i canoni e le proporzioni per far nascere un vero e proprio “stile anime”. Che a noi, onestamente, proprio non dispiace, dopo che già con Stories 2 si era cambiato e migliorato il design scegliendo di abbandonare il “chibi” del primissimo episodio. I modelli che abbiamo visto nella nostra prova ci sono piaciuti davvero tutti: mostri, ambientazioni, costruzioni e natura, armature e armi. Il level design è altrettanto di qualità, tanto orizzontale quanto verticale, e come poteva essere altrimenti? Il bello di questo Stories 3 è che i monstie vanno usati attivamente nel corso dell’esplorazione, e mostri diversi hanno capacità di attraversamento diverse. Alcuni nuotano, altri corrono veloce, molti planano o addirittura volano, sfruttando correnti ascensionali e vallate per rendere ogni traversata più fluida e più spettacolare.
Bisognerà valutare se tutte le aree che esploreremo riusciranno a mantenere un’identità definita e un level design che, come quella iniziale, spronino all’esplorazione e la premino con uova rare, mostri da combattere e altro ancora. Ma per ora, chi ben comincia è a metà dell’opera, e non c’è dubbio che lo stile adottato e la direzione da cartoon giapponese intrapresa ci solletichino alquanto. La piega medievaleggiante, che non rinuncia del tutto al leitmotive quasi “primitivo” dei monster Hunter mainline, è stata studiata a pennello e calza benissimo sulle vicende e sul tipo di gioco, tanto che a volte ci sembrava di essere in un ni No Kuni, o in un Dragon Quest. Sono bei complimenti eh!
Il solito, solido, gameplay RPG a morra cinese

A supporto di un design tanto ben ponderato, di una storia promettente e di così tanti mostri da cui attingere per proporre alleati e avversari degni di nota, c’è il “solito”, ma per questo rinifito, raffinato negli anni e solidissimo, sistema ludico che sorregge la serie. Fatto, come anticipato, di interessanti e tecnici, strategici combattimenti a turni tra la nostra squadra di ranger, solitamente composta (nella nostra prova) da due umani con i loro monstie, che partendo dal classico gameplay condiviso da tutti i JRPG classici, aggiunge al mix qualche elemento più interessante, ispirato dalla parte “monsterhunteriana” della famiglia.
Spiegare tutto sarebbe superfluo, quindi ci limiteremo all’essenziale, lasciando a voi, quando giocherete la demo disponibile per il pubblico, e a noi, quando intraprenderemo il viaggio per l’opinione a gioco completato, il bello della scoperta del resto. Ogni monstie e arma che imbracciamo ha un tipo, tanto per iniziare, che può essere efficace o meno contro altri in un classico sistema “alla Pokémon”. Ma come in Monster Hunter, parlando di armi umane, i mostri nemici hanno parti del corpo diverse suscettibili a strumenti diversi, che son una serie di colpi mirati e riusciti si possono rompere: testa, ali, code, zampe, ciascuna se rotta garantisce a fine match dei drop particolari utili per il crafting, oltre ad aprire spiragli nell’offensiva avversaria durante lo scontro, facendo pure bei danni.

Infine, c’è il sistema “sasso carta forbice” proprietario, che vince su tutti i sistemi summenzionati: Gli attacchi sia nostri che avversari possono essere di tre tipi: tecnica, forza o velocità. Nel momento in cui un nemico ci attacca direttamente (vale per tutti i membri del party amico in realtà), e noi facciamo altrettanto nello stesso turno, potrebbe partire un faccia a faccia dove chi usa forza soccombe a chi attacca con velocità, e chi si affida alla velocità perde contro la tecnica, che cade a sua volta se opposta dalla forza. Con il tempo si impara quali tipi di colpi può sfruttare ogni mostro, e si reagisce a modino, ma non è sempre facile: i nemici possono andare “in berserk” durante le battaglie e cambiare tipo randomicamente, costringendoci ad avvalerci di un pizzico di fortuna, oltre che all’esperienza.
Le basi sono queste, e ci sarebbe ancora altro da dire: di come attaccando con un monstie dello stesso tipo di un’abilità in nostro possesso, la stessa parte del corpo di un nemico, sia possibile esibirsi in mosse combinate efficientissime, o ancora: di come accumulando colpi su colpi, alla fine possiamo salire in groppa al nostro compagno e far partire una cut-scene dedicata all’attacco speciale del monstie, attingendo da un pool di filmati che, per quanto abbiamo potuto vedere, è a dir poco spettacolare, vasto e spettacolare nell’estetica e nelle coreografie. Potremmo poi parlarvi di come tenere a bada gli habitat dei mostri selvatici aiuti a costruire un ecosistema equilibrato dove nascono monstie più forti, varianti di tipi differenti, colori sgargianti e con statistiche molto più elevate. Insomma, c’è tanto, tantissimo da fare, imparare e scoprire in Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection; così tanto che anche non ci fosse altro, nella parte di gioco a noi ancora sconosciuta, da fare di diverso andrebbe già benissimo così.
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ci ha convinti, aspettando la pubblicazione

Aspettando il giorno della pubblicazione, che vi ricordiamo è attualmente fissata per il 13 marzo 2026 su tutte le console del panorama attuale (compresa Switch 2) ci siamo goduti una prova promettentissima. Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection sembra voler essere il capitolo che fa fare alla serie il salto di qualità più alto dalla sua nascita a oggi, diventando un JRPG fatto e finito e abbracciando un design più maturo, rifinito e vicino alle preferenze dei giocatori di RPG tradizionali, sempre affamati di Fantasy e medieval core. Il tutto, però, senza negare le sue origini, proponendo cioè design di mostri iconici, insieme ai più nuovi introdotti dagli ultimi capitoli della saga regolare, pieni zeppi di dettagli interessanti da scoprire e, soprattutto, di fenomenali similitudini con animali e biologia reali. Cacciatori e cacciatrici: questo forse non è il gioco action a cui siete abituati/e, ma fidatevi: se amate il franchise crediamo dovreste tenerlo d’occhio. Che poi, è quello che faremo noi, fino al giorno in cui potremo dirvi cosa ne pensiamo della versione finale.



