X

Siamo stati negli uffici di Sony a Roma per provare in anteprima il nuovo Marvel’s Wolverine di Insomniac. Le circa due ore e mezza di test, durante le quali abbiamo giocato a due fasi differenti del titolo, ci hanno lasciato delle impressioni decisamente positive per un gioco che promette un’avventura cruenta degna del personaggio, ma senza tralasciare una storia che sembra altrettanto interessante. 

Rapporti complicati

Immagine di gioco di Marvel's Wolverine
Immagine di gioco di Marvel’s Wolverine – ©Insomniac

Marvel’s Wolverine sarà un’avventura inedita per il mutante, separata da qualsiasi altra trasposizione fumettistica o cinematografica creata fino ad ora. Quello che sappiamo è che la storia è collocata in un’epoca nella quale non sembra esistere ancora la scuola degli X-Men e i mutanti sono in cerca di un leader che possa tirarli fuori da un destino fatto di discriminazione e morte. Logan, all’inizio dell’avventura, si unisce alla squadra di Sabretooth e Mystica, con l’obiettivo di salvare Essex proprio per questo motivo.

A differenza di altri titoli dello studio come la serie dedicata a Spiderman, questo Marvel’s Wolverine, non essendo un titolo open world, sembra molto più incentrato sul comparto narrativo e meno propenso a lasciare ai giocatori una grande libertà di movimento all’interno di scenari ampli. I livelli di gioco, infatti, pur essendo di fatto esplorabili liberamente, non sono neanche lontanamente paragonabili all’intera città che potevamo percorrere con l’uomo ragno.

Quello che abbiamo apprezzato particolarmente, però, è il tono che Insomniac ha voluto dare al titolo. Marvel’s Wolverine, infatti, sembra un gioco maturo, brutale, ma che non dimentica di mostrare il lato umano dei mutanti, ovvero tutte quelle incertezze che ognuno dei futuri X-Men si porta dietro. Oltre al rapporto conflittuale e quasi animalesco tra Logan e Sabretooth, in aperto conflitto l’uno con l’altro anche se impegnati nella stessa missione, Insomniac ci mostra anche un lato insolito di Wolverine.

Nella seconda fase della prova, per pochi istanti, vediamo una fragilità e insicurezza nel momento in cui il protagonista dovrà parlare con un personaggio per lui molto importante che ci ha intrigati. Lungo il tragitto, la spietata macchina da combattimento che abbiamo visto durante la prima missione diventa un uomo comune, che si blocca negli stessi dubbi che tutti noi abbiamo avuto almeno una volta nella vita. Questa dimostrazione di umanità, non solo in Wolverine, ma anche in altri personaggi, ci ha incuriositi parecchio e ci spinge a chiederci in che modo andrà ad influenzare lo sviluppo della trama. 

Non fraintendeteci, il Logan arrabbiato con il mondo e solitario che abbiamo ammirato nelle opere dedicate agli X-Men è sempre lì, in bella mostra. Tuttavia, sembra che Insomniac abbia cercato di non trascurare anche il passato di Wolverine che, pur ormai remoto, non smette di perseguitarlo. A tal proposito, infatti, durante le fasi a libera esplorazione potremo trovare degli elementi che ci daranno informazioni proprio sulle vicissitudini che hanno portato Logan fino al presente.

Botte da orbi

Uno scontro in Marvel's Wolverine
Uno scontro in Marvel’s Wolverine – ©Insomniac

Un altro elemento di Marvel’s Wolverine che abbiamo apprezzato molto è il suo combat system. Infatti, nonostante le molte voci online che tacciavano il titolo di Insomniac di essere un titolo il cui gameplay è un semplice spam dello stesso tasto, siamo felici di dirvi che non c’è nulla di più falso. Certo, trattandosi di un titolo dall’azione frenetica, dovremo premere a raffica i comandi di attacco che, però, non solo non premiano uno spam casuale dello stesso tasto, ma lo puniscono. 

Marvel’s Wolverine, infatti, offre dei nemici discretamente organizzati, quantomeno al livello di difficoltà medio nel quale abbiamo provato il gioco, che non si faranno prendere in mezzo da combo infinite. Gli avversari, infatti, tendono a circondare Logan e colpirlo alle spalle, mentre siamo impegnati con i loro compagni. Dovremo stare molto attenti e sfruttare a dovere la parata per garantirci un vantaggio importante in combattimento. Inoltre, alcuni nemici sfruttano armi a distanza che, oltre a danneggiarci, ci sbilanceranno ed esporranno ai colpi degli altri avversari. Per evitarle, abbiamo a disposizione una schivata che ci tornerà molto utile.

Ci sono anche molte altre chicche che, a nostro avviso, rendono il gameplay di Marvel’s Wolverine molto più che un semplice spam di tasti casuali. Possiamo infatti eseguire delle combo più o meno complesse, che si potranno poi espandere con un sistema di punti abilità che potremo spendere per acquisire nuove tecniche da usare in battaglia. Inoltre, uno degli elementi più intriganti del gameplay è quello dell’indicatore di furia.

Ad ogni colpo sferrato da Wolverine, infatti, sarà caricata una parte di una barra chiamata furia. Essa ci permetterà sia di sferrare attacchi devastanti al raggiungimento di una data soglia, sia di convertirla in energia vitale che ci servirà a rifiutare la sconfitta nei casi in cui la nostra barra della salute sia stata prosciugata. In questo caso otteniamo una sorta di “ultima occasione” con la quale il protagonista potrà continuare a battersi per tentare di sopravvivere.

Non è tutto adamantio quello che luccica

Una sequenza di gioco in Marvel's Wolverine
Una sequenza di gioco in Marvel’s Wolverine – ©Insomniac

Marvel’s Wolverine, in queste due ore e mezza di prova, ci ha lasciato moltissime impressioni positive e qualche piccola perplessità che speriamo di vedere risolta nella versione finale. Su tutte, c’è da segnalare che nonostante gli elogi fatti al combat system, l’unica bossfight che abbiamo affrontato non ci ha fatti innamorare. Pur trattandosi di uno scontro piuttosto bello a livello visivo, infatti, abbiamo notato che il pattern di attacco del nemico non era particolarmente complesso.

Nelle due fasi dello scontro, infatti, gli attacchi rimanevano essenzialmente identici, solo un pochino più veloci o accompagnati da qualche movimento extra che variava le combo. Dopo un paio di tentativi, dunque, si è rivelato piuttosto semplice superare lo scontro analizzando gli attacchi e schivandoli al momento giusto. C’è da dire, però, che anche in questo caso il titolo premia chi riesce a leggere il moveset, e non chi prova a schivare a ripetizione premendo a raffica il rispettivo tasto.

Inoltre, l’avere un mondo di gioco in cui l’esplorazione è limitata potrebbe scontentare tutti i fan di Spiderman che si aspettavano di vedere ripreso lo stesso modello anche con Wolverine. Onestamente, non ci sentiamo di considerare questo elemento come un vero e proprio minus per Marvel’s Wolverine, ma aspettiamo di mettere le mani nella versione completa per poter capire quante ore di gioco extra ci daranno le attività secondarie che potremo svolgere nel mondo di gioco.

Conclusioni

L’anteprima di Marvel’s Wolverine ci ha lasciato delle ottime impressioni. Sicuramente, gli sviluppatori hanno saputo smontare tutte le polemiche nate intorno al titolo dimostrando che il gameplay è molto più intricato di come sembrerebbe a primo impatto. Inoltre, la trama ci ha intrigato anche per le sue possibili diramazioni secondarie e per la profondità con la quale i personaggi sono stati scritti.

Tuttavia, è ancora presto per dare un giudizio finale su un comparto narrativo che ha ancora moltissimo da dire. L’unica vera perplessità che abbiamo da riportare è legata alla bossfight che abbiamo provato e che non ci ha convinti del tutto. Ma, anche in questo caso, si trattava soltanto del primo scontro con un nemico di questo tipo ed è assolutamente possibile che progredendo nel gioco aumenti anche la complessità dei boss.

Condividi.

Laureato in Cinema e Media, giocatore dalla nascita e appassionato di qualsiasi cosa racconti una storia coinvolgente. Ha iniziato a scrivere di videogiochi nel 2021, collaborando con diversi siti come Tom's Hardware. Nel 2025 arriva sulle pagine virtuali di Screenworld, per continuare a condividere la sua passione con chiunque voglia dedicare del tempo nella lettura dei suoi contenuti.