Hangar 13 non è nuova a operazioni del genere e dopo aver prestato attenzione al contesto storico in Mafia III, pur facendolo soffocare dalla necessità e attività di un open world decisamente funzionale, ha tentato la carta dell’approfondimento caratteriale con il remake di Mafia, per poi giocarsi le carte migliori con l’ultimo Mafia: Terra Madre.
A posteriori, possiamo ben dire che il remake di Mafia, con tutte le libertà narrative che si è preso, è stato il terreno di prova per quello che sarebbe stato poi questo nuovo capitolo di Mafia, il più lontano in termini cronologici, dove ci porta in Italia, nella Sicilia violenta di inizi ‘900, dove l’onore di costruiva nelle neonate organizzazioni criminali e il concetto di lealtà e famiglia serpeggiava sul filo del coltello.
E in questo teatro di magnifica violenza videoludica spicca lei, Isabella, il vero cuore pulsante della produzione.
Da Sarah a Isabella, donne forti e libere

Giocate parallelamente l’originale Mafia e il suo remake. Tra le due opere corre una solida fedeltà al materiale narrativo, riproposto con rispetto e smussato dove possibile, per poi adempiere solido cambiamento attorno un personaggio tenuto ai margini nell’originale: Sarah, la moglie di Tommy Angelo.
Semplice comparsa e “moglie di” nel titolo del 2002, nel remake Sarah raccoglie un’eredità importante, una voce e un volto inedito di chi non vuole essere il supporto silenzioso, bensì una donna che lotta per l’emancipazione femminile, non tanto per lei, bensì per il futuro della figlia che ha avuto dal marito. È una sfumatura inedita di grande valore, che dimostra quanto la penna dei ragazzi di Hangar 13 è attenta tanto alla grammatica di gioco, quanto al mondo che effettivamente lo stesso cerca di ricostruire e narrare.
È proprio quel senso materno, di chi si adopera per il futuro, per qualcosa di migliore da regalare ai propri figli, che supera qualsiasi oggetto materiale per modellarsi attorno una realtà migliore di quella che i protagonisti stanno vivendo. Una metafora perfetta per una storia di Mafia, famiglia e criminalità.
La famiglia di Don Torrisi in Mafia Terra Madre

Isabella raccoglie la stessa eredità di Sarah. Potremo quasi dire che l’intera trama di Mafia: Terra Madre calca perfettamente il canovaccio proprio di quel primo Mafia, segno che i ragazzi di Hangar 13 hanno amato lavorare al remake, lasciandosi trasportare proprio da quelle emozioni che il franchise, capitolo dopo capitolo e avvicinandosi sempre più ai giorni nostri, ha perso. Ecco che la culla della criminalità, di Cosa Nostra, è il luogo dove poter far emergere emozioni e sopite passioni.
Isabella Torrisi è la figlia del potente Don. Enzo, uno degli ultimi “carusi” che sono entrati nelle grazie della famiglia Torrisi dopo essere scappato dalle grinfie degli Spadaro. Ma la famiglia è una cosa importante e seria, la lealtà prima di tutto e rapire il cuore di Isabella è come rubare nella casa del Don.
Il loro amore impossibile si consuma in modo illegale, al buio, di notte, nelle scappatelle dove nessuno ti può controllare (a margine, Mafia Terra Madre calca benissimo la mano nel costruire un’epoca dove l’assenza di tecnologia permetteva un amore libero e senza controlli, anche nelle sue fughe romantiche passionali, ma estremamente pericolose) e Isabella è la classica ragazza che sogna in grande.
Vuole l’amore, la famiglia, i bambini e l’abito nuziale, ma ancor di più, vuole essere libera. La sua natura da figlia del Don gli impedisce formalmente di innamorarsi di chi vorrebbe, ma dietro gli occhi del padre, lei ama, vede in Enzo un uomo migliore e sogna la fuga. La vita criminale è qualcosa di pericoloso per gli uomini di Don Torrisi, ma è peggio per chi ama e aspetta quegli uomini a casa, con la consapevolezza che forse, un giorno non potranno mai più tornare a casa.
Al netto di Enzo, Don Torrisi, Cesare o Luca (altro grandissimo personaggio che racconta tanto in pochissime battute e apparizioni), il giocatore non può che interfacciarsi meglio proprio con Isabella, perché tra tutti è il personaggio più maturo, che sa perfettamente cosa vuole e lo fa, contro le regole rigide del padre e dei suoi uomini.
Lo stesso amore sentimentale e carnale che scorre tra Isabella ed Enzo, è quel senso di sfida e libertà che rende speciale Enzo agli occhi di lei: amarla è il peggiore dei reati, anche più dell’omicidio, ma la passione è travolgente e Isabella premia questo in Enzo, un uomo al soldo del padre, ma capace di guardare oltre quella visione stretta, per un futuro collettivo più grande che va oltre la semplice violenza accecata di sangue.



