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C’è qualcosa di incredibile nella possibilità di poter giocare a metà 2026 Elden Ring su una piccola, si fa per dire, piattaforma come Switch 2. Mi riferisco a un ragionamento che va oltre il semplice, ma sbalorditivo, risultato raggiunto concretamente sul piano tecnico dal progetto di FromSoftware, sedimentandosi nella mia mente proprio grazie al tempo trascorso nei confronti di un’eredità pesantissima lasciata nel mondo dei soulslike e forse non solo.

Sono passati quattro anni dall’uscita originale su console e Pc, eppure nessuno è riuscito in questi anni a lasciare un segno indelebile nel crescente e florido panorama del genere di riferimento come nel caso del progetto di From Software.

Per molti è un paragone scomodo, per altri un modello da (tentare di) replicare, alcuni cercano di utilizzarlo come semplice riferimento più elevato ed unico nel suo genere; in sostanza, però, rimane inevitabilmente una vera e propria Spada di Damocle sulla testa dei vari team che tentano ancora oggi di gettarsi in questo specifico settore.

Questa è sostanzialmente l’eredità di Elden Ring, una consapevolezza che si concretizza nella mia mente proprio mentre tengo in mano la mia Nintendo Switch 2, man mano che mi immergo nell’Interregno e rimango, oggi come ieri, ammaliato dalle sue storie, i suoi silenzi, le sue sfide, i suoi orizzonti a tratti sconfinati e la sua libertà di approccio.

Elden Ring: il coraggio di esplorare

Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition
Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition – ©FromSoftware

Piccola premessa doverosa, Elden Ring Tarnished Edition è l’unica versione del gioco disponibile sulla nuova piattaforma Nintendo e per l’occasione è stato scelto di proporre il progetto nella sua forma ultima più completa. Mi riferisco alle patch e gli aggiornamenti fatti nel tempo, la grande espansione Shadow of the Erdtree che amplia la mappa di gioco con nuove aree, boss e ramificazioni narrative, oltre a due nuove classi inedite per il proprio personaggio.

Una scelta saggia, ma per nulla scontata, che permette in pochi click nel carrello di ingolosire tanto gli appassionati quanto i semplici curiosi; un pacchetto unico e ricchissimo tanto sul fronte quantitativo quanto su quello qualitativo.

La cosa più sorprendente accendendo Elden Ring su Switch 2, come ribadito fin dalla prefazione, è che la magia è rimasta tutta lì, intatta e immacolata. Un mondo di gioco che fin dalla spiegazione iniziale ti invoglia ad approfondirne le dinamiche, grazie al coinvolgimento diretto di George R.R. Martin per la realizzazione della lore e dell’universo di riferimento.

Un coinvolgimento che, come ribadito a più riprese dallo stesso Hidetaka Miyazaki, è stata una fonte costante di ispirazione, forgiando il passato di un regno oscuro decadente tra guerre, eredità scomode e discendenze interrotte brutalmente nel sangue. Un fattore che, inevitabilmente, si riflette in positivo anche nel design dei numerosissime ambientazioni presenti, dei personaggi secondari, senza dimenticarsi delle creature ostili di ogni forma e dimensione.

Tutti elementi che invogliano ad esplorare una mappa di gioco immensa e che conferisce davvero una libertà unica nel genere dei soulslike. Un boss troppo forte? Proviamo a cambiare area per capire dove riuscire ad aumentare il livello e magari trovare un miglior equipaggiamento. Durante il viaggio siamo attirati da una luce o un edificio all’orizzonte? Nessuno ci vieta in Elden Ring di deviare dal nostro ideale percorso per andare a scoprire qualcosa di nuovo.

Tutto ciò, che era grandissimo e incredibile al lancio lo è ancora di più oggi giocando su Switch 2, soprattutto tenendo una ricchezza di tali proporzioni nei palmi delle proprie mani, senza incappare in cali di frame o vistosi sacrifici nei dettagli delle texture.

Il prezzo della competizione e del confronto

Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition
Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition – ©FromSoftware

A quattro anni di distanza dal lancio originale di Elden Ring, parlare di eredità significa approcciarsi al gioco con una nuova consapevolezza, ovvero che non esiste ancora niente di minimamente paragonabile, anche se per forza di cose i confronti negli anni con altri progetti del medesimo genere rimangono inevitabili.

Nel 2022, il progetto di From Software ha davvero tracciato una linea ed alzato vertiginosamente l’asticella, riuscendo a incastonare con precisione assoluta ogni meccanica di gioco, ogni elemento della lore e dell’approccio open world in un mosaico perfetto, definito da un’esperienza totale che avvolge il videogiocatore dall’inizio alla fine in un velo di sfida e stupore continuo.

In questi anni, il mondo dei soulslike continua ad arricchirsi di progetti estremamente variegati, ma nel bene e nel male c’è stata molta più conservazione del previsto, se non per rari casi. Dal validissimo Lies of P che riesce a convincere grazie a un level design certosino e più lineare, accompagnato da una storia ricca di carattere e personalità, fino al più recente Mortal Shell II che invece si apre decisamente di più nell’approccio con delle macroaree interconnesse, dove il binomio curiosità-deviazione assume un peso maggiore oltre alla difficoltà degli scontri.

Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition
Una sequenza di gioco di Elden Ring Tarnished Edition – ©FromSoftware

Non mancano poi gli esempi più altalenanti, sempre nel recente passato, come Rise of the Ronin che prova a pescare alcune meccaniche dal genere soulslike, ma inserendo un sistema di missioni più guidato in un mondo completamente aperto. Oppure Wo Long: Fallen Dynasty che invece si basa sulla linearità di aree circoscritte per missioni principali e secondarie, puntando tutto sulla dinamicità degli scontri e l’incredibile carattere della Cina dei Tre Regni rivisitata in chiave più dark.

Il confronto di questi e molti altri con il lavoro svolto (ed il risultato ottenuto) da Elden Ring diventa inevitabile, un’eredità a tratti pesante e che si manifesta oggi con maggiore consapevolezza proprio per l’opportunità di poter rivivere ancora, oppure per la prima volta, il viaggio nell’Interregno grazie a Nintendo Switch 2.

E forse è proprio questo il lascito più importante di Elden Ring: non aver semplicemente indicato una nuova strada ai soulslike, ma aver dimostrato quanto sia difficile percorrerla senza scendere a compromessi.

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Accanito videogiocatore fin dalla tenera età, oggi esploro il medium a 360°, senza limiti di genere (tranne per gli horror, ahimè). In parallelo alle mie attività di marketing e trasformazione digitale, da anni mi approccio in modo professionale e costante al settore Videogame & High-Tech, con l’obiettivo di raccontarlo al meglio.