Se siete dei nostalgici dei vecchi giochi su James Bond, come GoldenEye 007, Agent 64: Spies Never Die vi saprà intrattenere per almeno una decina di ore con un’esperienza che, pur non inventando nulla di rivoluzionario, si rivela comunque piacevole. Il titolo è sviluppato da Replicant D6, sviluppatore francese che ha lavorato per diversi anni su questo progetto previsto inizialmente per il 2022, ma poi rinviato diverse volte fino a oggi, agosto 2026, quando è stato pubblicato con una versione che include molte novità rispetto alle prime demo mostrate nel 2022.
Le spie non muoiono mai

Agent 64: Spies Never Die ci mette nei panni dell’agente segreto John Walter che, in una modalità storia divisa in quattro atti per un totale di quattordici missioni, è all’inseguimento del suo acerrimo nemico: Dominic Pulp. La storia attinge molto ai classici stilemi dei film di spionaggio come 007 e ci porta a esplorare diverse basi segrete nelle quali incontreremo più volte il villain che continuerà a sfuggirci ogni volta che pensiamo di averlo catturato.
Lo schema narrativo consiste grossomodo in una ripetizione delle stesse dinamiche, ovvero, scopriamo dove si è nascosto Pulp, lo inseguiamo ed eliminiamo tutti gli sgherri che lo proteggono fino a raggiungere il punto in cui si nasconde o da cui cerca di scappare e lo catturiamo. Qui, però, ci sfuggirà fino alla prossima missione. A volte, la meccanica si ribalta e saremo noi quelli in trappola che devono fuggire, ma anche in questo caso lo schema rimane all’incirca lo stesso.
In Agent 64: Spies Never Die, inoltre, non mancano delle brevi cutscenes che ci aiutano a calarci all’interno di questa storia fatta di spionaggio, una pioggia di pallottole e tecnologie futuristiche. Sono anche presenti gli scambi di battute sagaci tra i due antagonisti, alternati a momenti di tensione e azione più seria che contribuiscono a creare un buon senso di coinvolgimento lungo tutto lo svolgersi della trama di gioco, senza mai sbilanciarsi troppo verso il comico piuttosto che il tragico. Questo bilanciamento, e la durata esigua della modalità storia, contribuiscono a fare in modo che la struttura ripetitiva non finisca mai per annoiare.
I livelli richiedono una decina di minuti per il loro completamento e, al termine di ognuno di essi, riceviamo una ricompensa chiamata Cyphers che sarà più alta in base alla difficoltà che sceglieremo per quel livello. Al termine di ogni atto, ci serviranno un certo numero di Cyphers per proseguire con il seguente. Se non ne abbiamo a sufficienza, dovremo rigiocare gli scenari precedenti a una difficoltà diversa o completare le sfide che sbloccheremo al termine del primo atto, ma che portano un tasso di impegno maggiore rispetto ai livelli comuni.
Fanno giri immensi e poi ritornano

In un periodo in cui il franchise di 007 è stato rilanciato grazie al recente First Light di IO Interactive e un accordo tra Amazon e MGM per i diritti cinematografici legati al personaggio, Agent 64: Spies Never Die sfrutta il giusto momento per portare sui nostri PC una nuova storia che ha come protagonista un agente segreto. Anche se, a differenza del titolo incentrato su James Bond e dei relativi film, il gioco sviluppato da Replicant D6 presenta un gameplay molto più action che attinge senza nascondersi al classico GoldenEye 007, uscito nel 1997 per Nintendo 64.
Da esso, infatti, Agent 64: Spies Never Die recupera buona parte della sua struttura di gameplay con livelli brevi nei quali dovremo completare una serie di obiettivi prima di poter uscire e procedere con il successivo. Le meccaniche action rendono ogni stage carico di un ritmo frenetico che, accompagnato da una buona colonna sonora, rende l’avventura piacevole e non annoia mai. L’unico elemento che ci fa un po’ storcere il naso è la meccanica del Cypher che, se non giochiamo alla difficoltà massima tutti i capitoli precedenti, ci costringe a rigiocare con livelli di sfida differenti per ottenere abbastanza punti da sbloccare gli ultimi atti della storia.
A differenza di GoldenEye, tuttavia, Agent 64: Spies Never Die vanta una maggior varietà nelle sue modalità di gioco, accostando alla classica storia una serie di attività secondarie come le sfide e le modalità cooperativa e multiplayer. Pur trattandosi, anche in questo caso, essenzialmente di rigiocare gli stessi livelli, la possibilità di affrontare il titolo in compagnia di amici sia in locale che online porta qualche ora extra di divertimento che giova alla longevità del titolo.
Sono più intriganti, invece, le sfide che ci permettono di giocare alcuni scenari con degli obiettivi specifici come il raggiungimento di un certo numero di uccisioni o prove a tempo il cui timer viene ricaricato per ogni nemico abbattuto. È presente, inoltre, una modalità chiamata Paradox all’interno della quale potremo affrontare i livelli utilizzando alcuni modificatori come la mira assistita disattivata che permettono di rendere il gioco più variegato.
E rimangono con noi

In attesa che l’agente 007 torni sui nostri schermi con un possibile nuovo film, in seguito all’accordo tra Amazon e MGM che ha ceduto il 50% dei diritti dell’agente segreto al colosso dell’e-commerce, la storia di John Walter in Agent 64: Spies Never Die ci ha dimostrato che c’è ancora spazio nel mercato per le avventure di spionaggio e che il genere, nonostante tutti i cliché che si può portare dietro, ha ancora molto da dire.
