Nel corso dei decenni, l’assimilazione di Superman nell’immaginario mainstream ne ha progressivamente smussato gli angoli più eversivi, trasformandolo in un’icona solare e istituzionale, spesso associata alla difesa dell’ordine costituito piuttosto che alla sua contestazione. Con il lancio dell’Universo Absolute, lo sceneggiatore Jason Aaron e il disegnatore Rafa Sandoval hanno compiuto su Absolute Superman un’operazione di decostruzione e restauro filologico speculare a quella imbastita su Absolute Batman.
Quando debuttò il primo numero di Action Comics (data di copertina giugno 1938) l’America era ancora profondamente segnata dai strascichi della Grande Depressione. Il personaggio che campeggiava in copertina – creato da Jerry Siegel e Joe Shuster – intento a sollevare un’automobile e a scaraventarla contro una roccia, veniva definitivo solo come il “Campione degli Oppressi”.
Un vigilante proletario e radicale dedito a punire palazzinari corrotti, squali della finanza, fabbricanti d’armi e mercanti di schiavi. Un cambio di paradigma audace rispetto agli standard degli eroi di carta che popolavano i quotidiani con le loro strisce oppure timidamente si affacciavano nei newstand dell’epoca sottoforma di comicbooks.
In Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton – edito da Panini DC Italia e che raccoglie i primi sei albi della serie regolare – Aaron e Sandoval conducono una operazione che, attraverso la lente della fantascienza, recupera la spinta propulsiva e di rottura della Golden Age consegnandoci nuovamente un eroe “sdradicato” la cui bussola morale è interamente orientata alla giustizia sociale e alla difesa degli ultimi contro i soprusi del potere costituito.
Absolute Superman: rifugiato ma clandestino

Per comprendere la portata eversiva di Absolute Superman, il primo punto da sottolineare è la decostruzione della mitologia legata a Krypton. Nel canone tradizionale (consolidatosi nella Silver Age e riaffermato poi nel Man of Steel di John Byrne successivo all’evento Crisi sulle Terre Infinite), Krypton era presentata come una società utopica o iper-tecnologica e sterile, in cui la casata degli El rappresentava l’élite scientifica e aristocratica del pianeta. Kal-El giungeva sulla Terra depositario di un’eredità nobiliare che lo rendeva, di fatto, un “principe” alieno destinato ad accedere a un’incalcolabile ricchezza di conoscenze tramite la Fortezza della Solitudine.
In Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton, Jason Aaron ribalta completamente questa gerarchia di classe. Nel Krypton dell’Universo Absolute, la società non è un’utopia, ma una teocrazia corporativa e oligarchica fortemente stratificata. La famiglia El non appartiene alla casta dominante degli scienziati o dei politici, ma alla casta dei lavoratori della terra e dei minatori, confinata nelle zone più inospitali del pianeta a estrarre risorse per sostenere il tenore di vita dell’élite urbane. Kal-El non è il figlio di un venerato statista, ma il discendente di una classe operaia oppressa che assiste all’esaurimento della propria casa a causa dello sfruttamento capitalistico ed estrattivista delle risorse planetarie.
Se il Krypton dell’Universo Absolute è molto più simile alla Terra, il Kal-El Absolute invece è molto diverso da quello “classico” perché ha vissuto sul suo pianeta natio abbastanza a lungo da conoscerne la vera natura. Ha visto da vicino l’arroganza dell’élite quando entrambi i suoi geniali genitori sono stati ostracizzati per aver messo in discussione lo status quo e aver sollevato alcune sgradevoli verità. E ha provato sulla propria pelle la sofferenza della classe lavoratrice, dato che Jor-El e Lara sono stati spinti ai margini della società, adattandosi a qualsiasi lavoro sotto l’oppressiva Lega della Scienza.
Quando poi, in Absolute Superman, Kal-El approda sulla Terra, non trova una amorevole famiglia di agricoltori ad accoglierlo e pronta a fornirgli un imprinting valoriale fondato su libertà, giustizia e un futuro migliore… per tutti. No. L’arrivo di questo Kal-El è a tutti gli effetti quello di un rifugiato clandestino, privo di risorse che vaga da una parte all’altra del globo in soccorso degli oppressi. La sua esperienza del pianeta Terra è la medesima che vissero gli immigrati negli Stati Uniti degli anni 30: alienazione e sfruttamento.
Absolute Superman: l’eroe come equalizzatore di classe

Absolute Superman suggerisce che verità e giustizia possano talvolta essere inconciliabili. Il volume si apre con l’eroe che fa il suo riluttante debutto pubblico sostenendo un gruppo di minatori brasiliani dalla Lazarus Corp. che però pare agire nei limiti della legge. Le leggi non sono sempre giuste e il semplice fatto che ciò che fai non sia illegale non significa che non sia un atto di sfruttamento o di oppressione.
Da notare come Jason Aaron fa muovere il “suo” Superman in una sottile zona grigia: non combatte per salvare i minatori ma lavora al loro posto sfruttando le sue super-capacità e sperando così che non lavorino più in situazioni precarie e dannose per la loro salute. Quando però la Lazarus Corp e i suoi brutali Peacemaker pretendono con violenza risposte dai lavoratori, Superman entra in azione. Contrapponendosi fisicamente fra i mercenari e i lavoratori.
Il motore narrativo di Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton non è la rabbia fine a sé stessa bensì la funzione dell’eroe come equalizzatore sociale.
Ci si ricollega così in modo folgorante all’intuizione originale di Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938. Nelle primissime storie di Action Comics, l’origine aliena di Superman era poco più che un pretesto narrativo (esposto in poche vignette ) per giustificare le sue capacità sovrumane. Ciò che contava davvero per i due autori di Cleveland – giovani ebrei di estrazione popolare cresciuti durante la crisi economico-sociale – era la condizione di Superman come individuo “diverso”, un immigrato e uno sradicato che vive a contatto con le ingiustizie quotidiane della classe lavoratrice.
Le prime battaglie di Superman avevano quindi precisi bersagli socio-politici.
In Action Comics #1 (data di copertina giugno 1938), l’eroe ferma un uomo che picchia la moglie – usando una forza eccessiva e provocando il suo avversario – e successivamente smaschera la cospirazione fra un lobbista e un senatore corrotto estorcendogli una confessione facendolo “volare” intorno ad un grattacielo.
In Action Comics #3 (data di copertina agosto 1938), si traveste da minatore causando volutamente un crollo per intrappolare lo stesso proprietario incapace di garantire la sicurezza nei suoi giacimenti e costringendolo così a toccare con mano le condizioni disumane dei suoi operai.
Ultimo esempio: in Action Comics #8 (data di copertina gennaio 1939), distrugge i quartieri degradati di Metropolis per costringere la municipalità a costruire case popolari moderne per i cittadini indigenti.
Jason Aaron reintroduce in Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton esattamente questa matrice ideologica, spogliando il personaggio della neutralità politica che ne caratterizzerà le avventure successive. Superman interviene fisicamente e violentemente rispondendo a una violenza sistemica ed economica ben più spietata. L’idea di giustizia sociale non è mera retorica ma il recupero della vocazione originaria del fumetto americano degli anni 30: una narrativa popolare – degli ultimi – che diventa una rivalsa dei deboli contro le oppressioni dei ricchi e potenti.
La decostruzione tecnologica ed estetica
Nella continuity moderna, Superman è un essere quasi onnipotente che assorbe la radiazione del sole giallo per diventare invulnerabile, volare a velocità superluminali e scagliare raggi termici dagli occhi. Nel Krypton originale della Golden Age, la gravità del pianeta natio era semplicemente superiore a quella terrestre, il che garantiva a Kal-El una densità molecolare straordinaria, consentendogli di saltare edifici,, correre più veloce di un treno e avere una pelle in grado di resistere a proiettili di piccolo calibro.
Aaron e Sandoval operano una ridefinizione biologica e tecnologica di straordinario interesse filologico in Absolute Superman.
In primo luogo, la fisiologia di Kal-El sotto il sole giallo terrestre non lo rende immediatamente un dio invincibile. I suoi poteri si sviluppano in modo irregolare, doloroso e frammentario. La sua pelle può essere intaccata da armi ad alta energia, il suo volo è inizialmente una serie di balzi devastanti e la sua resistenza fisica è costantemente messa alla prova dalla mancanza di nutrimento e dalla stanchezza accumulata durante i suoi lunghi spostamenti.
In secondo luogo, viene cancellata l’iconografia della Fortezza della Solitudine come palazzo di cristallo custode della memoria scientifica e non di Krypton. Non ci sono ologrammi di Jor-El pronti a impartire lezioni di morale al figlio.
Il “ricordo” di Krypton portato da Kal-El è un mantello formato dalla polvere e dalla cenere, un tessuto intelligente e reattivo che si trasforma in un’arma di difesa e offesa ma che rappresenta anche il costante promemoria della tragedia ambientale e di classe vissuta dal suo popolo.
Il segno di Rafa Sandoval: tra il primitivismo di Shuster e dinamismo moderno
Il comparto visivo affidato a Rafa Sandoval (con i colori caldi e polverosi di Ulises Arreola) gioca un ruolo decisivo nella costruzione di questo parallelo storico. Per comprendere il lavoro di Sandoval, occorre mettere a confronto la sua sintesi anatomica con il tratto di Joe Shuster.
Il disegno di Shuster nel 1938 era caratterizzato da una ruvidezza espressiva diretta e dinamica. Le sue figure non avevano la grazia classica del Flash Gordon di Alex Raymond; erano corpi tozzi, potenti, bloccati in pose d’azione diagonali, con mantelli corti e spiegazzati che sembravano pezze di lana tese dal vento. Il Superman di Shuster comunicava massa e un’energia grezza, priva di qualsiasi controllo formale.
Sandoval riprende questo approccio visivo e lo traduce nel linguaggio del fumetto contemporaneo attraverso scelte stilistiche ben definite.
Absolute Superman non indossa un costume ma un’uniforme da lavoro riadattata, caratterizzata da un simbolo che viene sfoggiato con orgoglio, quello del “Popolo d’Acciaio” ovvero dei lavoratori manuali su Krypton. L’anatomia di Sandoval è nervosa e mai statuaria: è il corpo di un lavoratore appunto, un fascio di muscoli e nervi sempre pronto all’azione. Il dettaglio fondamentale sono le mani – i pugni – perennemente carichi di energia.
Il mantello nell’interpretazione di Sandoval non ha un panneggio tradizionale. Essendo composto dalle micro-particelle della cenere di Krypton, si dissolve, si allunga e si addensa trasformandosi in scudi, ali o propulsori di fortuna. Questo dinamismo visivo rievoca la bidimensionalità espressionista delle tavole di Shuster, dove il mantello serviva a tracciare le linee di forza del movimento dell’eroe nello spazio della vignetta.
Quando Absolute Superman scatena la sua forza, Sandoval non illustra pose plastiche o trionfali. Le scene d’azione sono caratterizzate da un forte impatto: macerie, polvere sollevata, scintille e l’effetto della fatica sul volto del protagonista. Il laser oculare non è un fascio pulito di luce rossa, ma un’emissione termica incontrollata che brucia la pelle dell’eroe e deforma lo spazio circostante, comunicando la drammaticità di un corpo che stenta a contenere l’energia che lo attraversa.
L’eredità di Siegel e Shuster in Absolute Superman

Il merito principale del lavoro svolto da Jason Aaron e Rafa Sandoval in Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton risiede nella capacità di aver compreso la vera natura del mito di Superman. Negli ultimi anni Superman è stato normalizzato a standard etico-morale di assoluta perfezione oppure spinto fino al limite per rappresentare la corruzione del potere assoluto.
Ma Jerry Siegel e Joe Shuster non crearono un dio che guardava l’umanità dall’alto verso il basso con distaccata benevolenza; crearono invece una coscienza collettiva e combattiva per gli emarginati, i diversi, gli oppressi appunto, un sogno di rivalsa di chi non aveva voce di fronte ai tribunali, alle banche o alle forze di polizia corrotte.
L’eroe che ritroviamo in Absolute Superman 1 – Le Ultime Polveri di Krypton non combatte per preservare il mondo così com’è ma per spezzare le sovrastrutture che lo rendono iniquo mostrando tutte le contraddizioni del presente.
