Dopo mesi di voci e speculazioni, è arrivata la conferma ufficiale. Infatti, Disney+ si ritira dalla partnership con la BBC per Doctor Who. Il colosso dello streaming americano chiuderà la collaborazione dopo due stagioni e lo spin-off in arrivo The War Between The Land and The Sea, segnando la fine di un accordo che aveva fatto sperare in una nuova era dorata per il Signore del Tempo. Ma i fan possono tirare un sospiro di sollievo perché il TARDIS non verrà parcheggiato in un garage polveroso. La BBC ha confermato martedì che Doctor Who tornerà con uno speciale di Natale nel 2026, scritto dal showrunner Russell T Davies. Un segnale chiaro che la storica serie britannica, nata nel 1963, continuerà il suo viaggio attraverso il tempo e lo spazio, con o senza il topolino dalle orecchie più famose del mondo.

Lindsay Salt, direttrice del dipartimento drama della BBC, ha ringraziato Disney per essere stati “partner globali e collaboratori eccezionali nelle ultime due stagioni e per il prossimo The War Between The Land and The Sea. La BBC rimane completamente impegnata su Doctor Who, che continua a essere uno dei nostri drama più amati. Possiamo assicurare ai fan che il Dottore non andrà da nessuna parte. Annunceremo i piani per la prossima serie a tempo debito, garantendo che il TARDIS rimanga al cuore della BBC“. L’accordo con Disney+, stimato intorno ai 10 milioni di sterline (circa 13,3 milioni di dollari) per episodio, aveva portato una produzione di livello cinematografico, guest star internazionali e storyline ambiziose. La partnership iniziale prevedeva due stagioni più lo spin-off, per un totale di 26 episodi una volta che The War Between The Land and The Sea andrà in onda il prossimo anno. Soldi americani per una serie iconica britannica: sembrava la formula perfetta.

Poster della nuova stagione di Doctor Who
Poster della nuova stagione di Doctor Who, fonte: BBC

Eppure qualcosa non ha funzionato come sperato. Le cifre ufficiali di ascolto sulla BBC per la Stagione 15 non hanno entusiasmato, secondo un’analisi di Deadline basata sui dati di visualizzazione a sette giorni. Oltreoceano, su Disney+, lo show non ha generato quel clamore che ci si aspettava. Una fonte collegata alla produzione aveva dichiarato più di un anno fa che il futuro dello show con Disney+ era appeso a un filo, e i mesi successivi hanno solo confermato quei timori.

A complicare il quadro, l’uscita di scena di Ncuti Gatwa, il quindicesimo Dottore, avvenuta in un’atmosfera non proprio serena. Gatwa ha rigenerato il suo personaggio in Billie Piper, la Rose Tyler che aveva conquistato il cuore dei fan negli anni 2000, ma l’attore ha successivamente attribuito la sua partenza al burnout. Non esattamente il finale trionfale che ci si augura per un protagonista. Ma la BBC ha sempre mantenuto una posizione ferma. Doctor Who andrà avanti, con o senza un partner americano. La serie ha prosperato per decenni senza contributi significativi da co-produttori statunitensi, e l’intenzione è chiara: tornare a quella formula, se necessario. Jane Tranter, produttrice esecutiva dello show e amica stretta di Davies, ha recentemente attaccato duramente un ex sceneggiatore di Doctor Who che aveva definito la serie “morta come non l’avevamo mai vista“.

Restano ancora molte domande senza risposta. Chi sarà il sedicesimo Dottore? Billie Piper assumerà davvero il ruolo principale, o la sua presenza sarà una sorpresa narrativa di breve durata? Quando arriverà una nuova stagione completa? E soprattutto: quanto budget avrà a disposizione la BBC senza il supporto finanziario di Disney? Una cosa è certa: il TARDIS ha viaggiato attraverso 62 anni di televisione, sopravvivendo a cancellazioni, rilanci, cambi di rete e rivoluzioni culturali. Se c’è una costante nell’universo di Doctor Who, è proprio la capacità di rigenerarsi. Anche quando un gigante come Disney decide di scendere alla fermata successiva.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it