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Ammettiamolo, all’inizio sembrava tutto molto innocuo. Sembrava di essere dentro una specie di carnevale nerd in cui giocare a riconoscere le parodie di vari supereroi Marvel e DC. Da Patriota, la versione megalomane di Superman che incontra una specie di Capitan America radicale a A-train, via di mezzo tra Flash e Quiicksilver, e così via. Invece no. The Boys era molto più di questo. The Boys ci stava solo avvisando, ed era molto più profonda di quanto volesse sembrare. Non era un gioco divertente, era un avvertimento. Una profezia dei tempi balordi che stavano arrivando. Col senno di poi, forse, The Boys è la cosa più vicina a Watchmen vista dopo Watchmen. Una spietata fotografia dell’occidente globalizzato che si stava avvicinando sempre di più all’apocalisse.

In mezzo a tutti quei litri di sangue, a tutte quelle budella e a quella volgarità (a tratti troppo compiaciuta), si nascondeva un urlo di disperazione che soltanto adesso, sette anni dopo l’inizio della serie, riusciamo a sentire bene. Un urlo che diventa ancora più profetico se pensiamo che i primi semi di The Boys sono stati gettati nel 2006 con il fumetto di Ennis e Robertson. Parliamo di vent’anni anni fa.
Vent’anni anni in cui The Boys ha analizzato con spietata lucidità tre punti essenziali: la politica, la società e i media. Tutte cose in cui lo show prima sembrava esagerare e in cui invece, oggi, è stata superata da una realtà più assurda e fuori di testa. Un sorpasso che ha fatto perdere alla serie il suo vero superpotere: ovvero il tempismo. Si, perché la serie prime ha sempre avuto un tempismo perfetto. Nel tastare il polso del pubblico e nel capire il suo tempo. Un tempismo che adesso sembra ormai perduto. Perché la realtà è diventata più grottesca, espasperata e folle di The Boys.

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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.