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Per giocare con il fantasy, devi conoscere bene il fantasy. Devi essere consapevole delle sue regole, dei suoi archetipi, del pubblico che conosce bene le sue tradizioni. Ecco, forse, solo conoscendo le regole, puoi prendere il fantasy e rivoltarlo come un calzino. Puoi manipolarlo e persino scherzarci su, ma senza mai mancargli di rispetto. Insomma, puoi essere credibile e appassionante anche quando non ti prendi troppo sul serio. Un compromesso mica facile. Roba non da tutti. Un equilibrio sottile, difficilissimo da trovare.

A meno che tu sia Riccardo Crosa, il papà di Rigor Mortis. Uno dei personaggi più amati del fantasy italiano, che dagli anni Novanta a oggi è diventato una vera e propria icona versatile della nostra cultura pop. Fumetti, giochi da tavolo e adesso una serie di romanzi, nei quali Crosa ha dato vita a un universo fantasy con una personalità tutta sua: irriverente, brillante, ironica. Dopo averci deliziato con le sue tavole dinamiche, l’anno scorso Crosa ha debuttato con il primo libro di narrativa legato a Rigor Mortis, ovvero La Spada del Dramma, primo atto di una trilogia dedicata alle folli peripezie di un mago imprevedibile (ne abbiamo parlato qui).

Tra le nubi del fantasy

La copertina de Il Risveglio del Narha
Dettaglio della cover de Il Risveglio del Narha – © Pendragon Game Studio

Adesso è il turno del secondo atto. Un secondo romanzo più cupo e oscuro, come le nuvole che accompagnano le nuove gesta di Rigor. Succede tutto ne Il Risveglio del Nahra, pubblicato da Editoriale Pendragon, dinamico racconto che in poco meno di 400 pagine di conduce nei meandri di un’avventura dark, molto meno scanzonata del solito. Ecco come è stato partire alla ricerca di un Male antico e al limite dell’indescrivibile.

Enormi nubi minacciose incombono all’orizzonte. L’aria è fetida, malsana e non promette niente di buono. Qualcosa di sbagliato sta per piovere dal cielo. Ecco, per raccontare Il Risveglio del Narha bisogna partire dalla grande protagonista di questa avventura oscura: l’atmosfera. Un’atmosfera invadente, che avvolge la narrazione dalla prima all’ultima pagina. Già nel primo romanzo della trilogia (non a caso chiamata “delle Terre Senza Estate”) la pioggia era onnipresente nella storia, ma in questo nuovo libro l’incombere del Male si rispecchia davvero nell’ambientazione in cui si muovono i personaggi.

Il party di avventurieri, a questo giro, è composto da un’improbabile compagnia: ovviamente il mago Rigor (con quel sorriso sornione e misterioso sempre stampato in faccia) a dirigere l’orchestra con le sue nebulose maniere, il leale e ingenuo guerriero Romolo, la ragazza dai capelli rossi Kira (sempre diffidente) e il piccolo goblin-maggiordomo Nya-Kebo, servile sgherro del mago dal volto scheletrico.

La missione? In apparenza scoprire come mai le terre del Sud siano devastate da tempeste e piogge incessanti, ma in realtà Rigor ha (come sempre) ben altri interessi. Il nostro mago, note re della manipolazione, ha scoperto un palazzo antico, nascosto tra le cime glaciali dei Denti di Pietra.

Un palazzo che risale alla Seconda Epoca, era remota in cui il nostro mago ha trovato indizi che potrebbero finalmente fare luce sulle sue misteriose origini. Dopo aver inviato i suoi schiavetti-goblin in missione, nessuno di loro è tornato a causa di un Male antico che si è risvegliato su quei picchi.

La magia delle parole

Studio di Riccardo Crosa
Making of della copertina del romanzo – © Riccardo Crosa

Queste le premesse di un romanzo scritto (e immaginato) in modo intelligente. Intelligente perché non è solo un secondo atto ancora più ricco e soddisfacente de La Spada del Dramma (romanzo più semplice e scanzonato), ma è anche un libro autosufficiente. Un’avventura che si può leggere tranquillamente senza conoscere il libro precedente. Un’operazione editoriale non banale, alla portata di tutti: i fan completisti e il lettore occasionale, che ne Il Risveglio del Narha troverà un fantasy originale, fresco, ritmato e ricco di sfumature. E non avaro di citazioni che solleticheranno ogni buon nerd che si rispetti.

Merito di una scrittura scorrevole, fresca, attraversata da un sottile vena di ironia, che spesso sfocia in agrodolce sarcasmo. Se le altre opere di Crosa erano molto più spinte verso l’umorismo, Il Risveglio del Narha cambia registro e ci propone un fantasy che si sporca con l’horror, il gore e vaghi richiami lovecraftiani. Se scomodiamo il solitario dei Providence, è perché nel (non) descrivere il Male che incombe, Crosa rimane sul vago. Non è mai troppo descrittivo, lasciando il lettore a sguazzare in un alone di dubbio e mistero. La scelta voluta di non scoprire mai troppo le carte, rende questo romanzo molto evocativo e, di conseguenza, appassionante nel voler andare in fondo al mistero.

Il Risveglio del Narha, degno nuovo capitolo della saga di Rigor Mortis

Succede anche grazie alla saggia scelta di Crosa nel centellinare il senso di minaccia all’interno della storia. Fin dal prologo, la presenza del Male che incombe serpeggia nella storia, ma rimanendo sempre in sottofondo, senza mai entrare di prepotenza in scena. Un lavoro “di sottrazione” che richiama molto Lo Squalo e Alien (citato in modo lampante), e riesce ad affascinare chi legge, avvolto da una scrittura descrittiva senza mai essere ridondante.

Crosa ha uno stile di scrittura sapiente, molto evocativo, e capace di farti sentire davvero l’odore e il profumo dei luoghi narrati. Tutto senza mai dimenticare il cuore dei suoi personaggi, che rivelano chi sono attraverso le loro scelte e dialoghi taglienti. Non c’è mai la pretesa di un approfondimento psicologico, ma la voglia di giocare i generi (il fantasy che si fonde con il cosmic horror in questo caso) e soprattutto rendere omaggio a un grande personaggio della cultura pop italiana: Rigor Mortis. Un mago con un’etica tutta sua, e un talento che lo rende sempre carismatico: l’imprevedibilità. Un dono che rende le sue avventure appassionanti come una sessione di Dungeons & Dragons in cui ogni volta pagina assomiglia a un tiro di dado. Gloria o sventura? A questo bel fantasy svelare il risultato.

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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.