X
Le Tre Bare

“Se dico che la storia di una camera ermeticamente chiusa è più interessante di qualunque altra, non faccio che ripetere una frase fatta, un pregiudizio. A me piace che i miei delitti siano frequenti, sanguinosi e grotteschi. A me piace che le mie trame sprizzino vividezza di colore e fantasia, poiché non riesco a trovare affascinante una storia che si basi soltanto sul fatto che possa sembrare realmente accaduta – Gideon Fell

A pronunciare queste parole, al principio della sua dissertazione sui cosiddetti “enigmi della camera chiusa”, è Gideon Fell, il criminologo protagonista del romanzo Le tre bare. E proprio il dottor Fell e la sua conferenza vengono citati espressamente da Benoit Blanc, l’investigatore interpretato da Daniel Craig, all’interno di Wake Up Dead Man, il terzo, splendido capitolo della serie murder mystery Knives Out.

Wake Up Dead Man e il delitto impossibile

Un primo piano di Josh O’Connor nel film Wake Up Dead Man – ©Netflix

Disponibile dal 12 dicembre su Netflix dopo il responso entusiastico al Festival di Toronto e un rapido passaggio nelle sale cinematografiche, Wake Up Dead Man ci presenta l’indagine più cupa e avvincente del detective nato nel 2019 dalla penna del regista e sceneggiatore Rian Johnson (comparso per la prima volta in Cena con delitto, uno dei maggiori successi di pubblico dell’era pre-COVID). In questa terza avventura, ambientata in una ristretta comunità parrocchiale nella provincia a nord di New York, Benoit Blanc viene chiamato a far luce su un omicidio considerato impossibile: quello dell’imperioso monsignor Jefferson Wicks (Josh Brolin), pugnalato alla schiena da una mano invisibile nel bel mezzo della funzione del Venerdì Santo, sotto gli occhi dei fedeli raccolti in pregheria, mentre si trovava in uno stanzino circondato da pareti di cemento.

Ad accorrere per primo accanto al corpo esanime di monsignor Wicks è il reverendo Jud Duplenticy, un giovane prete da poco in servizio presso la chiesa di Nostra Signora della Fortezza Perpetua e considerato da subito il principale (l’unico?) sospettato in seguito alle ben note tensioni con il parroco. A prestare il volto a padre Jud, insofferente alla violenta retorica di Wicks, è un bravissimo Josh O’Connor, che da lì in poi dividerà la scena con il Benoit Blanc di Daniel Craig offrendosi come suo John Watson nella faticosa ricerca della verità. E proprio per confutare la presunta incomprensibilità del delitto attraverso le armi del raziocinio, Blanc chiama in causa il modello di riferimento letterario del film di Rian Johnson: Le tre bare, il più celebre romanzo dello scrittore statunitense John Dickson Carr.

Il signore in giallo: John Dickson Carr

Un ritratto dello scrittore John Dickson Carr

Al di fuori della cerchia degli appassionati del genere, questo nome rischia di non evocare alcuna informazione; eppure John Dickson Carr, nato nel 1906 in Pennsylvania e trasferitosi poi in Gran Bretagna, è uno dei maestri indiscussi del “giallo all’inglese”, con un curriculum che conta oltre settanta romanzi (molti dei quali firmati con il suo pseudonimo, Carter Dickson), nove raccolte di racconti, alcuni drammi scritti per la radio e il palcoscenico e anche una biografia autorizzata di Arthur Conan Doyle, il ‘padre’ di Sherlock Holmes. Autore estremamente prolifico, John Dickson Carr ha realizzato tre serie di libri con protagonisti tre detective di sua creazione (Henri Bencolin, Gideon Fell e Sir Henry Merrivale) e ha dimostrato un talento in grado di rivaleggiare con quello della regina del giallo classico, Agatha Christie.

In rarissimi casi, tuttavia, le opere di Carr (pubblicate in Italia in edizioni da edicola nella collana “Il giallo Mondadori”) sono state oggetto di adattamenti per il cinema, ragion per cui la sua fama si limita essenzialmente alle platee degli affezionati lettori di narrativa poliziesca. Ma fra questi si può annoverare evidentemente Rian Johnson, che nella trilogia di Knives Out ha ripreso diversi elementi propri dei romanzi di Carr: personaggi vivaci e ben caratterizzati; la commistione fra la suspense tipica del murder mystery e le sfumature ironiche delle vicende; ma soprattutto la costruzione di intrecci decisamente elaborati, secondo un virtuosismo che talvolta arriva a confutare la logica, ponendo gli spettatori e i lettori di fronte a delitti che sembrano (appunto) impossibili.

Le tre bare e la conferenza sulla “camera chiusa”

Wake Up Dead Man: alcuni membri del cast in una scena del film – ©Netflix

È il caso di Wake Up Dead Man, che con l’assassinio di monsignor Wicks ripropone quel tópos del giallo di cui John Dickson Carr è stato l’alfiere più illustre: la “camera chiusa”. Oltre al “chi” del whodunit, il film di Rian Johnson ci sfida dunque ad interrogarci su come sia stato ucciso Wicks: nell’avviare l’indagine, Benoit Blanc sfodera una copia de Le tre bare, un romanzo pubblicato da Carr nel 1935 ma conosciuto in Gran Bretagna con un altro titolo, The Hollow Man. Si tratta del sesto libro con protagonista Gideon Fell, inserito puntualmente nelle classifiche dei migliori gialli di sempre (molti lo ritengono il capolavoro dell’autore), ed è anche il primo romanzo segnalato nell’elenco del club di lettura della parrocchia di Wicks, inducendo a pensare che possa aver costituito una fonte d’ispirazione per l’assassino.

All’interno de Le tre bare, il diciassettesimo capitolo (quello che abbiamo citato in apertura) prende in esame i misteri della camera chiusa, in cui l’illusione nei confronti del lettore dev’essere orchestrata con una precisione infallibile. Il detective illustra pertanto sette diverse tipologie di questi delitti, analizzandole una a una e spiegando in che modo l’intera casistica della “camera chiusa” possa essere ricondotta a tale classificazione. Lo stesso procedimento adottato da Benoit Blanc, che in Wake Up Dead Man segue le orme del dottor Fell e, mediante il libro di Carr, suggerisce al capo di polizia Geraldine Scott (Mila Kunis), e di riflesso a noi spettatori, la chiave per comprendere la dinamica dell’omicidio.

Rian Johnson e la ‘lezione’ del dottor Fell

Josh O’Connor e Daniel Craig in un’immagine di Wake Up Dead Man – ©Netflix

Rispetto ai due film precedenti, Cena con delitto e Glass Onion, Wake Up Dead Man presenta una trama ancora più complessa, che nella seconda parte vira in direzione del thriller gotico e alza la posta in gioco con un twist sospeso fra i territori dell’onirico e del soprannaturale. Anche in questo senso, l’approccio di Rian Johnson ricorda da vicino atmosfere e stilemi di numerosi romanzi dell’autore a cui Blanc rende esplicito omaggio: lo stesso Le tre bare, del resto, è contraddistinto da due delitti messi in scena come dei rompicapo talmente assurdi da rasentare il paranormale. Ma in fondo, come afferma il dottor Fell nel capitolo 17:

Le Tre Bare

“la parola ‘improbabile’ è l’ultimissima che dovrebbe essere usata per condannare il romanzo poliziesco. Gran parte della nostra simpatia per la narrativa poliziesca è basata su un’inclinazione verso l’improbabilità.” – Gideon Fell

È uno dei motivi che rendono i romanzi di John Dickson Carr così ingegnosi e coinvolgenti: le sue storie ci attraggono in virtù di quella “improbabilità” di cui parlava Gideon Fell, promettendoci che in qualche modo imperscrutabile si riuscirà comunque a rintracciare il filo che conduce alla verità, arrivando infine a ricomporla dalla miriade di tasselli che, in prossimità dell’epilogo, torneranno ciascuno al proprio posto, come per miracolo. Una ‘lezione’ replicata in maniera esemplare in Wake Up Dead Man, che si attesta non a caso come il film più ardito e sorprendente nella trilogia di Rian Johnson, nonché in assoluto fra i migliori murder mystery mai approdati sullo schermo.

Condividi.

Nato a Roma, classe 1985, è stato spinto dalla bulimica passione per la lettura sulla strada dell'insegnamento. Da adolescente scatta il colpo di fulmine per i film di Billy Wilder, Woody Allen e Robert Altman; da allora ama dedicarsi a cinema e dintorni (perlomeno quando non è impegnato a tormentare i propri alunni). La sua massima aspirazione: acquisire la compostezza e il savoir-faire dei personaggi di Isabelle Huppert.