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Nelle narrazioni fiabesche siamo tutti portati a immedesimarci con il protagonista senza farci troppe domande: l’eroe è puro, tenace e portatore assoluto di virtù, costretto a scontrarsi con forze assolutamente maligne. Ma se invece adottassimo un altro punto di vista?

Emilie Blichfeldt con The Ugly Stepsister rivisita la storia di Cenerentola dei fratelli Grimm, dando vita a un body horror che ha davvero molto da dire. Un esordio alla regia semplicemente folgorante.

Un’altra Cenerentola

Elvira in The Ugly Stepsister
Una scena di The Ugly Stepsister – ©I Wonder Pictures

Come sappiamo, le fiabe hanno origini antichissime e non sempre del tutto tracciabili: sono parte della cultura orale dell’umanità e sono “vecchie come il linguaggio e il pensiero”, come direbbe Tolkien. La loro importanza archetipica sta nell’unione tra elementi magici e reali, strumenti che permettono di raccontare vizi e virtù dell’essere umano. Quella di Cenerentola è una storia che parla di avidità ed invidia, dove la tirannia è messa contro la bontà innata di una principessa innocente, vittima delle circostanze ed eroina della storia.

The Ugly Stepsister trasla il punto di vista del racconto da Cenerentola a quello della sorellastra più grande, qui chiamata Elvira, con la quale quest’ultima condivide il sogno di sposare il principe. In questa revisione della storia la vera antagonista rimane la matrigna, tirannica e spregiudicata, disposta a tutto per far sì che la figlia entri in alta società.

Ritorno alle origini

Le ballerine in The Ugly Stepsister
Una scena di The Ugly Stepsister – ©I Wonder Pictures

Elvira, a detta di tutti, è bruttina. Porta l’apparecchio ai denti, è fuori forma, rozza e poco aggraziata – insomma, non è la bellissima e biondissima Cenerentola. Il punto di vista di Elvira è del tutto inedito: lo spettatore è portato a empatizzare con questa ragazza che è disposta a tutto per raggiungere il suo sogno. Grazie all’aiuto di un chirurgo estetico senza scrupoli, la giovane si sottopone a ogni tipo di modificazione corporea per raggiungere un’ideale di bellezza, arrivando a ingoiare una tenia per dimagrire. È mostruosa la trasformazione alla quale si sottopone, ma ancora più mostruose risultano le architetture sociali che la costringono a soffrire in quel modo, soprattutto perché scopriamo che il principe è un ragazzino stupido e volgare, lontano dall’immagine angelicata che ne ha Elvira. Ma chi di noi non ha mai idealizzato il proprio oggetto del desiderio?

Blichfeld va all’origine delle fiabe, restituendone l’orrore che effettivamente esse veicolavano. Tutti sappiamo che le versioni Disney sono edulcorate rispetto alla materia originale – in particolare le fiabe come raccontate dai fratelli Grimm, spesso sanguinolente e spietate. A ben vedere il film dialoga anche con La Gatta Cenerentola di Gian Battista Basile, la prima trascrizione registrata in Europa della fiaba. Qui infatti l’elemento horror consisteva nell’uccisione della matrigna da parte di Cenerentola, ma l’ossessione per la bellezza si rifà anche a un’altra fiaba dello scrittore napoletano, La vecchia scorticata, dove due vecchie signore per sposare il principe sono disposte a tutto, anche a farsi scorticare vive.

Sulla decostruzione delle fiabe

“Ci sono molti elementi interessanti nelle fiabe e penso che siano storie bellissime, ma volevo anche decostruirne certi aspetti. Tipo, perché diamo così valore a come appariamo tanto da vederci come oggetti?” – Emilie Blichfeldt

Un body horror femminile

Elvira in The Ugly Stepsister
Una scena di The Ugly Stepsister – ©I Wonder Pictures

The Ugly Stepsister si inserisce in quella schiera di film che indagano la lotta per la bellezza femminile, come il recente The Substance, ma anche The Neon Demon e prima La morte ti fa bella, ma con un take innovativo e interessante. Gli strumenti che utilizza Elvira per cambiare il suo aspetto sono realmente risalenti al XVIII e al XIX secolo: in questo senso il film funge quasi da storiografia della chirurgia estetica, a volerci raccontare che la cultura della sofferenza per la bellezza è antichissima.

La regista ha raccontato in più occasioni di essere stata ispirata da David Cronenberg, Lucio Fulci e Dario Argento nella loro esplorazione del corpo, ma anche da Julia Ducournau: è evidente che ci sia una conoscenza accurata di quell’immaginario, poiché il film veicola l’orrore magistralmente. Questa rinascita del body horror oggi è particolarmente importante, perché in un’epoca di elevated horror è fondamentale ripartire dal corpo, sito della devastazione della società, dove la scomposizione corporea rispecchia lo smantellamento del sistema estetico di bellezza, disgregato e mostruoso.

Curiosamente, un’operazione simile a The Ugly Stepsister viene dall’Italia: nel 2022 Federico Russotto dirige Reginetta, un cortometraggio che ambienta la vicenda nella Ciociaria degli anni Cinquanta, nel periodo delle reginette e delle maggiorate. La protagonista, come Elvira, viene sottoposta dalla sua famiglia a dolorosi trattamenti estetici per diventare la più bella, a testimonianza dell’urgenza di oggi di leggere sotto una chiave più veritiera la tremenda industria della bellezza.

Nell’incubo grottesco

Elvira in The Ugly Stepsister
Una scena di The Ugly Stepsister – ©I Wonder Pictures

Le atmosfere dark e il tono grottesco del film si addicono perfettamente al racconto di un’aristocrazia squattrinata in declino, accompagnati a elementi di modernità (come la colonna sonora dalle sonorità tipiche del synth pop). In questa versione del film Giac e Gas Gas non sono topi, ma vermi nati dalla decomposizione del cadavere del padre di Cenerentola, chiuso in una stanza perché la matrigna non vuole pagare il suo funerale: tutto è adattato per convogliare l’orrore.

Il finale del film è forse l’unica conclusione possibile del dramma vissuto da chi rinuncia a tutto, anche a se stessa, per raggiungere la perfezione estetica. Si dovrebbe quindi ripartire dalla sorellanza, dal riconoscimento del dolore altrui, dalla presa di coscienza che siamo tutte sotto la stessa tirannia che ci vuole consumatrici sofferenti e insoddisfatte.

Il film uscirà nelle sale il 30 ottobre con I Wonder Pictures.

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