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Cate Blanchett è tornata a parlare del movimento #MeToo durante un incontro al Festival di Cannes, sostenendo che l’impatto di quella mobilitazione sia stato ridimensionato troppo rapidamente e che, nel mondo del cinema, gli squilibri di potere tra uomini e donne siano ancora evidenti.

L’attrice premio Oscar, che nel 2018 era stata presidente di giuria a Cannes nel pieno dell’esplosione del movimento, ha ricordato la grande marcia organizzata sulla scalinata del Palais des Festivals insieme a personalità come Kristen Stewart, Léa Seydoux, Ava DuVernay e Agnès Varda. Durante il talk moderato dal giornalista Didier Allouch, Blanchett ha espresso amarezza per il modo in cui il dibattito sul #MeToo si sarebbe progressivamente spento.

Dichiarazione

“C’erano molte persone con piattaforme importanti che potevano parlare in sicurezza e dire ‘anche a me è successo’. E poi anche la donna comune diceva #MeToo. Perché tutto questo è stato messo a tacere?.” – Cate Blanchett

Secondo l’attrice, il movimento aveva portato alla luce un problema strutturale molto più ampio del solo settore cinematografico: “Quello che ha rivelato è un sistema di abusi presente non solo nell’industria del cinema, ma in tutti gli ambienti di lavoro. Se non identifichi un problema, non puoi risolverlo”. Cate Blanchett ha poi raccontato che, nonostante gli anni trascorsi e le discussioni sull’inclusività, molti set cinematografici continuino a essere dominati dagli uomini. “Faccio ancora il conto ogni mattina sui set”, ha spiegato. “Ci sono dieci donne e settantacinque uomini”.

Cate Blanchet a Cannes 2026
Cate Blanchet a Cannes 2026 fonte: X

L’attrice ha precisato di non avere nulla contro gli uomini, ma ha sottolineato come un ambiente omogeneo finisca per influenzare anche il lavoro creativo: “Le battute diventano sempre le stesse. Ti abitui, ma a un certo punto diventa noioso per tutti”.

Nel corso dell’incontro, Blanchett ha ribadito quanto sia importante aumentare la rappresentanza femminile dietro la macchina da presa e nei ruoli tecnici dell’industria cinematografica, tema già centrale nella protesta organizzata a Cannes nel 2018. All’epoca, 82 donne salirono insieme i gradini del festival: un numero simbolico che rappresentava il totale delle registe donne che avevano partecipato in concorso a Cannes nella storia della manifestazione, contro oltre 1800 uomini.

Le donne non sono una minoranza nel mondo, ma l’industria continua a trattarle come se lo fossero”, aveva dichiarato allora Blanchett, in un discorso diventato uno dei momenti più iconici del festival.

Anche Julianne Moore, presente a Cannes quest’anno, è intervenuta sul tema durante il Women in Motion Talk organizzato da Kering. L’attrice ha raccontato di aver lavorato recentemente su un set dove le uniche donne presenti erano lei e una tecnica di macchina da presa.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.