Vi ricordate la strana scelta di Peter Parker con le ragnatele organiche che gli fuoriuscivano dai polsi? Le vediamo per la prima volta nel mitico Spider-Man di Sam Raimi, il cinecomic che nel 2002 portò finalmente il nostro Amichevole Arrampicamuri di quartiere nella storia del cinema pop. Peccato che quella trovata (molto coraggiosa e poco amata dai fan duri e puri del personaggio) non fosse di Sam Raimi. Sì, perché era tutta farina di un altro sacco. Quello di un altro grande regista che ha provato a girare un film su Spider-Man una decina di anni prima di lui. Stiamo parlando del “re del mondo” James Cameron, che gli inizi degli anni Novanta provò a portare sul grande schermo quello che definirà “il più grande progetto della mia vita che non realizzerò mai”.

Quel progetto ambizioso si chiamava Spider-Man e forse, in qualche modo, è riuscito lo stesso ad arrivare fino a noi. Perché (al di là di alcune sue idee rimaneste nel film di Raimi), Cameron già immaginava il cinecomic come un genere credibile, con una sua dignità e non solo come intrattenimento per ragazzini spensierati. Lo Spider-Man di Cameron voleva già fare sul serio, insomma. Parliamo di un film che avrebbe raccontato con grande realismo il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, attraverso un doloroso coming of age vissuto sulla pelle di Peter Parker. Un Peter Parker che, nell’immaginazione di Cameron, avrebbe avuto il volto dell’allora astro nascente Leonardo DiCaprio. Tutte cose di cui parliamo nel nuovo episodio di Nevermore Department, la nostra rubrica YouTube dedicata a grandi film che non hanno mai visto la luce. Oggi scaviamo negli archivi impolverati della compianta Carolco Pictures e nella stanza dei sogni di James Cameron, alla scoperta di un film sull’Uomo Ragno rimasto imbrigliato nella sua stessa ambizione.
