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Da qualche decennio la produzione audiovisiva e mediatica statunitense sembra essere ossessionata da tre elementi: sesso, denaro e potere. Temi che, spesso, vengono affrontati attraverso uno sguardo moralista, giudicante e paternalistico – come dimostra anche il successo globale di Euphoria. Margo ha problemi di soldi, invece, decide di porsi ironicamente controcorrente. La serie segue Margo, una studentessa che, dopo essere rimasta incinta del proprio professore e in totale difficoltà economica, decide di reinventarsi su OnlyFans.

La nuova serie di punta di Apple TV+ vede il ritorno al timone di un progetto televisivo David E. Kelly, stacanovista del piccolo schermo noto per serie cult come Ally McBeal e Big Little Lies. Nei panni della protagonista abbiamo Elle Fanning, qui forse nel personaggio più riuscito e ben interpretato della sua carriera, affiancata da Nick Offerman, Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman. Un cast stellare e ben assortito.

Tra aliene sexy, sex work e wrestling

Elle Fanning in una scena di Margo ha problemi di soldi
Elle Fanning in una scena di Margo ha problemi di soldi – ©Apple TV

Eppure, a Margo del potere interessa ben poco, e questa è la sua piccola rivoluzione: la sessualità rappresentata da questa sex comedy non ha nulla a che fare con gerarchie, dinamiche di dominio e manipolazioni come spesso accade nei film e nelle serie contemporanee (i film di Adrian Lyne o Sesso, bugie e videotape di Soderbergh). Qui, invece, il sesso ha tutto a che fare con la creatività, la scoperta della propria identità e del proprio corpo, la capacità di veicolare storie e inclusione. E i soldi? Pura sopravvivenza, nulla di più, nulla di valoriale.

Il personaggio che Margo costruisce sulla piattaforma per adulti è quello di un’aliena spaesata, precipitata per errore nei telefoni degli esseri umani. Questa eccentricità dialoga con quella del padre, ex wrestler abituato alla logica della performance e della costruzione del personaggio. La serie trova così uno dei suoi spunti più originali nel parallelo tra sex work e wrestling, entrambi mondi basati sull’utilizzo (e spesso sull’esibizione) dei corpi al di fuori dei canoni borghesi e conservatori. Aumentano la quota anarchica la coinquilina di Margo, Susie, appassionata di cosplay, wrestling e fotografia, e le due sex workers che indirizzano la protagonista nel mondo di OnlyFans.

La generazione Z: da Euphoria a Margo

Nick Offerman e Thaddea Graham in Margo ha problemi di soldi
Nick Offerman e Thaddea Graham in Margo ha problemi di soldi – ©Apple TV

Margo ha problemi di soldi affronta temi giudiziari e culturali complessi, dall’affidamento dei figli alla maternità, dai doppi standard di genere alla fragilità maschile, così come la tossicodipendenza, la religione e il confronto generazionale. Se il padre di Margo riesce a instaurare un canale empatico con la figlia grazie al suo passato da wrestler, più difficile invece è per la madre – interpretata da Michelle Pfeiffer – comprendere il senso profondo della professione scelta dalla ragazza.

La serie di Kelly riflette quindi anche sul tema dello stigma, facendo proprie molte delle istanze più tipiche della generazione Z: dall’autodeterminazione all’uso dello smartphone come strumento attraverso cui plasmare una nuova percezione del mondo. In questo senso, sembra configurarsi come una sorta di anti-Euphoria: laddove la serie HBO, affrontando temi analoghi – lavoro sessuale, dipendenza, performatività dei social – preferisce privilegiare il sensazionalismo costringendo i propri personaggi a reagire a metaforici colpi allo stomaco (e con loro lo spettatore), tratteggiando spesso figure prive di agency, al contrario, Margo e compagni ci vengono raccontati come esseri umani complessi.

Tra i prodotti più interessanti degli ultimi mesi

Michelle Pfeiffer è la madre di Margo
Michelle Pfeiffer è la madre di Margo – ©Apple TV

La scrittura di Margo è brillante ed equilibrata: la rete di relazioni che lega i numerosi personaggi è costruita con grande cura e restituita da prospettive differenti, accompagnando ciascuno di loro senza mai sacrificarli al meccanismo manipolatorio del trauma come innesco narrativo – una dinamica piuttosto abusata nella serialità contemporanea.

A completare il quadro c’è una messa in scena colorata e di personalità, vagamente vicina all’immaginario mainstream degli anni Novanta, in contrasto alla fotografia neutra, desaturata e priva di profondità di campo tipica di molti prodotti dell’era dello streaming. Alla riuscita della serie – tra le migliori nel già ottimo catalogo di Apple TV+ – concorre anche una colonna sonora iconica che attraversa il pop degli ultimi decenni: dal country-pop di Shania Twain alle chitarre inconfondibili dei Dire Straits, passando per la Be My Baby delle Ronettes.

Margo ha problemi di soldi si impone così come una delle migliori serie degli ultimi tempi, grazie al coraggio di affrontare diversi tabù del nostro mondo con freschezza, autenticità e umorismo.

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