Alla première di Paper Tiger al Festival di Cannes, Adam Driver era regolarmente sul red carpet accanto al regista James Gray e ai colleghi del cast, tra cui Miles Teller. Ma pochi minuti dopo l’inizio della proiezione, l’attore ha lasciato la sala di nascosto. A raccontarlo è stato lo stesso Driver, spiegando di avere ormai un vero e proprio rituale ogni volta che deve assistere a una première dei suoi film:
“Non riesco a guardarmi. Aspetto che il film inizi, poi attraverso questi corridoi e mi nascondo in una stanza che affaccia sulle barche. Dopo torno dentro poco prima della fine, cercando di non fare rumore.” – Adam Driver
Un’abitudine che l’attore porta avanti da anni, anche nelle sue precedenti apparizioni a Cannes, e che nasce dal forte disagio che prova nel vedersi sul grande schermo davanti al pubblico. Driver ha raccontato che in passato cercava di rilassarsi bevendo qualcosa prima delle proiezioni, ma che il risultato non era sempre dei migliori. “A volte tornavo in sala completamente fuori tono rispetto al film”, ha scherzato. “Magari tutti stavano piangendo e io entravo super allegro”.
Adam Driver, Scarlett Johansson, and Miles Teller star in PAPER TIGER. James Gray's new film premieres in competition at Cannes 2026 on May 16. pic.twitter.com/FtyjS5J2c1
— NEON (@neonrated) May 11, 2026
L’unica eccezione recente è stata la première di Megalopolis nel 2024: in quel caso era rimasto seduto per tutta la durata della proiezione per stare vicino a Francis Ford Coppola dopo la morte della moglie Eleanor. Nonostante il disagio nel guardarsi, Driver è uno dei protagonisti più apprezzati di questa edizione del festival. Paper Tiger ha infatti ricevuto recensioni molto positive, con diversi critici che parlano già di una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Nel film interpreta Gary Pearl, un ex poliziotto diventato uomo d’affari, coinvolto insieme al fratello in una vicenda criminale legata alla malavita russa.
Il progetto ha anche un forte valore personale per James Gray, che ha raccontato quanto la storia sia ispirata ai traumi vissuti nella sua famiglia tra la malattia della madre e i problemi giudiziari del padre. James Gray ha anche elogiato apertamente Driver, definendolo un interprete raro: “Ha la capacità di trasmettere insieme vulnerabilità e pericolo. È qualcosa che pochissimi attori possiedono”. Il regista ha poi colto l’occasione per criticare apertamente Hollywood e le dinamiche dell’industria cinematografica americana.
“Il sistema è progettato per umiliare gli artisti. Ti spinge continuamente a confrontarti con gli altri, con i premi, con il successo, con il potere.” – James Gray
