All’interno della sempre più vasta proposta manga nel mercato italiano, Star Comics ha inserito un titolo che non sembra avere ricevuto la giusta considerazione. Sarà che le case editrici stanno saturando il mercato con una sin troppo generosa scelta – o più probabilmente per la mancanza di percezione dell’importanza di questa uscita – Kraken Mare è stato tardivamente accolto con entusiasmo, nonostante abbia un’anima italiana: Massimo dall’Oglio.
Doverosa precisazione. Per quanto ci sia una sempre maggior conoscenza e consapevolezza del manga, sembra mancare ancora una percezione concreta della produzione dei fumetti nipponici presso il grande pubblico, lacuna che forse non consente di comprendere la portata di Kraken Mare. Il mercato giapponese è estremamente chiuso, con rare aperture ad autori stranieri, ma Massimiliano dall’Oglio è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio.
Nemo profeta in patria

Nella sua carriera, dall’Oglio ha saputo portare la sua affinità al mondo manga anche nel fumetto popolare italiano. I lettori di Dragonero sono rimasti affascinati dal suo lavoro con lo speciale Il Regno dei Lupi, mentre gli appassionati di Nathan Never hanno vissuto la fascinazione del manga sci-fi con il suo lavoro in Generazioni: Gli Alga e gli Omega. Quello che per i lettori bonelliani tradizionali è risultato un affascinante excursus è in realtà la cifra stilistica di dall’Oglio, una peculiarità all’interno di una tradizione fumettistica occidentale in cui il manga è ancora percepito in modo alieno.
Come detto in più occasioni, dall’Oglio ha sempre sentito una forte vicinanza allo stile manga, tenuta quasi in gabbia per poter trovare spazio in un mercato che accoglieva questo approccio in modo freddo. Eppure, la determinazione di dall’Oglio lo ha portato a ricevere una menzione speciale al Silent Manga Audition 2017 – dove ha presentato Like That Old Italian Wine, in collaborazione con Adriano Barone – e successivamente a vincere il Grand Prix Runner Up con Kumamoto Box.
E in Italia, questi successi sono passati quasi in sordina, mentre un nostro autore riusciva a far breccia in un mercato con regole rigide, riuscendo a portare su Monthly Afternoon di Kodansha una propria serie, Kraken Mare, firmata con il suo pseudonimo di Hagane, assieme allo sceneggiatore francese Guillame Dorison, alias IZU.
Kraken Mare, il futuro è là fuori

In un lontano futuro, l’umanità si sta espandendo tra le stelle. A consentire la conquista del cosmo è la tecnologia di sfruttamento dell’etere nero, rara e potente risorse estratta dai buchi neri. Come sempre, l’avidità umana si è tradotto in uno scriteriato sfruttamento di questa preziosa risorsa, culminata con un evento che ha sconvolto l’umanità: il risveglio del Kraken.
Essere primordiale, il Kraken aveva trovato rifugio in un buco nero, ma quando una spedizione in cerca di Etere Nero inizia la raccolta del prezioso materiale, la creatura si risveglia e scatena la sua ira contro l’umanità. In quello che sarà ricordato come il Giorno del Caos – il 12 novembre 3933 – la furia del Kraken stermina quasi totalmente l’umanità.
Sulla scia di questo evento, i sopravvissuti riorganizzano la propria esistenza, consci di come lo spazio sia portatore di pericolosi sinora mai immaginati. Nel corso di novecento anni, la consapevolezza della presenza del Kraken si traduce in una rigida regolamentazione dello sfruttamento dell’Etere Nero, controllata dall’Ecclesia, un’organizzazione religiosa che con estrema durezza punisce coloro che continuano l’estrazione del materiale.
Nonostante questo rigido controllo, non mancano pirati spaziali e ribelli che continuano l’estrazione. L’Ecclesia reagisce a questa minaccia infiltrando agenti sotto copertura, come Oriale, donna dal passato drammatico, che riesce a guadagnarsi la fiducia di un equipaggio di pirati, intenzionata ad arrivare ai vertici della ribellione.
Ma questo intento potrebbe riaprire vecchie ferite, costringendo Oriale a prendere una posizione all’interno di una guerra che rischia di spezzare l’umanità.
Costruire il futuro

Kraken Mare, sin dalle prime battute, mostra di avere in sé tutti i dogmi della space opera di classe, riuscendo a coniugare con certosina perizia i canoni dell’hard sci-fi occidentale alle caratteristiche – soprattutto visive – del manga. Domina su tutto la sensazione che il world building sia stato attentamente costruito e concepito come l’ossatura di una storia che – pur partendo da presupposti tradizionali per la sci-fi – mostra immediatamente una forte personalità.
L’idea di concepire una forza come l’Ecclesia e di raccontarne sin da subito le separazione interne avvince il lettore, che si ritrova immediatamente catapultato in una lotta di potere che anima la storia e mette i personaggi a dura prova. Soprattutto Oriale, protagonista dal passato drammatico che si fa erede di una tradizione di energiche signore della fantascienza, capace di compiere il suo compito al netto di scelte moralmente difficili, di cui accusa tutto il peso.
Una struttura narrativa ed emotiva che IZU interpreta in modo egregio, unendo la tradizione del fumetto franco-belga alla caratterizzazione dei personaggi tipica del linguaggio manga. A dominare sono le conseguenze delle scelte fatte, i difficili rapporti interpersonali viziati da segreti e complotti che devono rimanere nell’ombra, creando un ecosistema di relazioni vivo e dinamico.
Dare forma a un universo

Questa integrazione di stilemi tra oriente e occidente in ambito narrativo, trova una felice convivenza con lo stile grafico di dall’Oglio. Al netto delle sue competenze artistiche, il mangaka italiano si fa portatore di una sintesi espressiva che unisce due mondi spesso visti come inconciliabili, che si rivelano invece nella visione di dall’Oglio scintille vitali di una grammatica visiva impeccabile.
L’eredità del fumetto europeo è la sensazione di ordine e attenzione alla componente grafica del world building. Chi segue dall’Oglio sui social ha da sempre ammirato la minuziosa attenzione con cui l’artista italiano cura maniacalmente l’aspetto ambientale delle tavole, che risultano ricche di dettagli e con un occhio di riguardo all’aspetto tecnologico. In Kraken Mare, questo si traduce in una caratterizzazione del design di mezzi e strutture di grande fascino, inseriti in tavole di ampio respiro, in cui il dinamismo della trama trova piena realizzazione. Compreso l’aspetto emotivo dei personaggi, dove abbondano primi piani intensi e una personalizzazione grafica dei volti che rende ogni attore di questa avventura immediatamente riconoscibile, anche in tavole corali e di grande respiro.
Dalla sua affinità col mondo manga, dall’Oglio porta in Kraken Mare una linea dinamica, che inizialmente grezza e rapida – anche in accordo al momento narrativo – si fa sempre più dettagliata e arricchita da un tratteggio, dominante nelle sequenze d’azione. Si percepisce la profonda conoscenza del linguaggio manga di dall’Oglio anche in termini di evoluzione del linguaggio stesso, sintetizzata in una grammatica visiva che omaggio tanto i maestri degli anni ’80 quanto i nuovi stilemi.
La forza di Kraken Mare

Va riconosciuto che Kraken Mare colpisce in prima battuta l’occhio del lettore, che si sposta su tavole ricche di dettagli e portatrici di sana adrenalina nei momenti di battaglia. Dopo questo primo, epidermico impatto, la lettura più approfondita rivela un amore per la sci-fi dominata da società complesse, in cui i contrasti tra concretezza e fede cieca sono motori trainanti delle vite dei singoli
Facile pensare immediatamente a strutture narrative del calibro di Dune o Fondazione, ma Kraken Mare lascia subito il sentore di una forte personalità, confermata anche dal concept dell’Etere Nero, utilizzato tanto come motore della conquista dello spazio quanto catalizzatore di poteri che sbloccano il potenziale dei singoli. In quest’ottica, elementi tradizionali della sci-fi – in primis il controllo del tempo – vengono utilizzati come fulcri della narrazione, dando ulteriore corpo a questo universo.
Star Comics ha pubblicato ad oggi solo il primo volume di Kraken Mare, in cui si apprezza il lavoro dei due autori anche grazie al generoso comparto di extra e ai riferimenti cronologici e tecnologici al termine di ogni capitolo. Un primo assaggio non dovrebbe essere sufficiente a dare giudizi su un’opera di questa portata, ma è impossibile non vedere in questi primi passi di Kraken Mare un promettente futuro.



