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Chi ha detto che la musica sia solo intrattenimento? A volte diventa voce, riscatto, rinascita. È ciò che rappresenta il Coro ANFFAS di La Spezia, protagonista alla 76ª edizione del Festival di Sanremo in un momento che ha unito spettacolo e impegno civile. Sul palco dell’Ariston, insieme a Laura Pausini, questi ragazzi hanno dimostrato nella seconda serata che l’inclusione non è uno slogan, ma una realtà possibile. Dietro quell’esibizione c’è una storia fatta di percorsi personali, famiglie, sogni coltivati con determinazione. E c’è un messaggio potente: ogni persona ha diritto di essere riconosciuta nella propria unicità.

Il Coro ANFFAS nasce all’interno dell’ANFFAS, l’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo. La delegazione di La Spezia ha creato un progetto musicale che coinvolge ragazzi con diverse fragilità cognitive, offrendo loro uno spazio di espressione, crescita e socializzazione. Non si tratta solo di cantare insieme, ma di costruire relazioni, rafforzare l’autostima e superare barriere culturali ancora radicate. Il momento più emozionante è arrivato sul palco del Festival di Sanremo, durante la 76ª edizione.

Il coro ha interpretato “Si può dare di più” insieme a Laura Pausini (protagonista della prima serata). Al termine dell’esibizione, il conduttore Carlo Conti e la stessa Pausini si sono avvicinati ai ragazzi, scambiando parole affettuose e sincere. “Loro sono la dimostrazione che chi crede nei sogni un giorno può realizzarli“, ha dichiarato la cantante, sottolineando il valore simbolico di quel momento. Non è stato solo uno spettacolo, ma una dichiarazione pubblica di inclusione davanti a milioni di spettatori.

Tra le storie più significative c’è quella di Simone Maghernino, 26 anni, originario di San Severo, in provincia di Foggia. Simone è autistico, ha un buon livello cognitivo ed è cresciuto per anni in una condizione di isolamento sociale: non per mancanza di desiderio di relazioni, ma per assenza di strumenti adeguati che lo aiutassero a farsi comprendere e accettare. La diagnosi è arrivata quando era già a scuola, e il percorso non è stato semplice. La madre, Luisa Sordillo, avvocato che ha scelto di dedicarsi completamente al figlio, racconta che per molto tempo Simone è stato “invisibile”, quasi un fantasma. La svolta è arrivata grazie alla musica.

Navigando su YouTube, Simone imparava velocemente le canzoni e le canticchiava con intonazione. La madre, appassionata di scrittura, ha composto per lui un brano, “Ali in tasca”, musicato dall’allenatore di palestra di Simone, anche cantautore. Il video è diventato virale. Da lì sono nate altre canzoni, fino alla pubblicazione del primo album, “Aut-entica-mente”, titolo che racchiude un messaggio preciso: non “musica autistica”, ma musica autentica. Simone ha scelto il nome d’arte MagoS, simbolo di una nuova identità artistica.

Le opportunità si sono moltiplicate: partecipazioni televisive, esibizioni pubbliche, un premio nella sua città. È stato invitato dal coro ANFFAS di La Spezia a esibirsi insieme agli altri ragazzi in diverse occasioni, tra cui lo “Special Festival”, rassegna annuale organizzata dall’associazione nel segno dell’inclusione. In quell’evento il coro è stato affiancato anche da professionisti come i Jalisse e i Righeira. Simone ha inoltre registrato a Napoli il brano “Siamo amici” con Samuele Cavallo, attore di “Un posto al sole” e secondo classificato a “Tale e Quale Show”.

La musica ha trasformato la sua quotidianità: oggi studia pianoforte, prende lezioni di canto, frequenta un corso di ceramica e soprattutto ha un gruppo di amici con cui uscire. Ha acquisito fiducia, visibilità e riconoscimento sociale. Come racconta la madre, è come se fosse “nato una seconda volta”. Non deve più nascondersi, ma può mostrarsi per quello che è. L’esibizione a Sanremo, dunque, non è stata un episodio isolato, ma il punto più visibile di un percorso più ampio. Il Coro ANFFAS dimostra che l’inclusione si costruisce con progetti concreti, relazioni e opportunità reali.

Il messaggio è chiaro: ogni persona deve avere la libertà di essere sé stessa, coltivare i propri talenti e vedere riconosciuta la propria singolarità. Aggiungiamo in conclusione dell’articolo, che nelle scorse ore Chiello ha rotto il silenzio, rivelando i motivi della rottura con Morgan. Ma non è stato il solo a fare polemica. Anche il gruppo rock Bambole di Pezza ha voluto denunciare disparità di genere e Elettra Lamborghini si è lamentato del rumore di “festini” a notte fonda che la mantiene sveglia.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.