Durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026, il gruppo femminile Bambole di Pezza ha acceso il dibattito sulla parità di genere, dando vita a un acceso botta e risposta con i giornalisti. Le cinque artiste, Cleo, Xina, Kaj, Dani e Morgana Blue, hanno contestato affermazioni che minimizzavano le disuguaglianze, sottolineando che il potere e la sicurezza delle donne non si misurano solo in casa, ma in ogni ambito della vita pubblica. L’episodio ha evidenziato come la musica e le dichiarazioni pubbliche possano diventare strumenti per sensibilizzare su temi sociali rilevanti, oltre che momenti di provocazione mediatica.
Durante l’incontro con la stampa, il giornalista ha cercato di ridurre la discussione alla dimensione dei luoghi comuni, citando frasi come “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” e affermando che nelle case a comando ci sarebbero le donne. Le Bambole di Pezza hanno reagito prontamente, evidenziando che queste letture semplificate ignorano dati reali: la disparità salariale persiste, le violenze di genere sono un problema sistemico e la sicurezza delle donne non è garantita. Hanno inoltre spiegato che, sebbene gli uomini possano subire violenze o discriminazioni, la differenza sta nella sistematicità del fenomeno.
LE BAMBOLE DI PEZZA HANNO GIÀ MADRATO CONTRO I GIORNALISTI DEVONO VINCERE#Sanremo2026 pic.twitter.com/fYwdu5b4SM
— ¥le ✨💐 (@yleniaindenial1) February 24, 2026
Il confronto ha anche portato alla luce le contraddizioni interne allo stesso Festival: nelle conferenze e nelle dirigenze, su nove posti disponibili solo due erano occupati da donne. Le artiste hanno quindi collegato la loro posizione personale al contesto più ampio della società, sottolineando che la lotta per la parità non riguarda solo la rappresentazione simbolica o il potere domestico, ma l’uguaglianza reale in ogni ambito, dalla musica alla politica, dall’istruzione al lavoro.
Infine, le Bambole di Pezza hanno ribadito l’orgoglio di rappresentare la prima band femminile sul palco di Sanremo, con un brano che celebra la sorellanza e il sostegno reciproco. La loro presenza e il loro discorso hanno trasformato un momento di conferenza stampa in un’occasione educativa e di riflessione, mostrando come l’arte possa stimolare il pensiero critico e promuovere il cambiamento sociale.



