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Di Two Point Museum ne abbiamo parlato in lungo e in largo, che si traduce nel lancio del gioco base, assieme alla primo corposo DLC. Possiamo continuare a tessere lodi senza paura o senza nasconderci dietro un dito, dato che i ragazzi di Two Point hanno ormai dimostrato di essere terribilmente abili nella missione che si sono prefissati di affrontare con il genere.

Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo nuovamente: prodotti come Two Point Hospital e Two Point Academy sono titoli che hanno felici tutti gli appassionati di gestionali, figli di Theme Hospital. Gli stessi fondatori di Two Point sono proprio sviluppatori che in passato hanno lavorato proprio a Theme Hospital, Black & White e anche Fable. Non gli ultimi arrivati. Ma la cosa più importante è quella parentesi che racchiude un’esperienza solida per capire il genere, capire la stessa grammatica di gioco e di esecuzione, conoscere il genere come chi ne fruisce, e così facendo ecco arrivare titoli impressionanti, fantastici, con un supporto costate che trasuda amore e passione per le loro opere.

Two Point Museum Zooseo, la nuova ala espositiva

Una schermata di gioco di Two Point Museum Zooseo
Una schermata di gioco di Two Point Museum Zooseo – ©Two Point

Dopo le disposizioni base sono arrivati i reperti fantasy, ma seguendo la linea di esposizione, l’idea di uno zoo rientra perfettamente nell’espansione logica di Two Point Museum. In qualche modo la mente torna indietro ai tempi di Zoo Tycoon: pochi pixel, tanti colori, ma quanta passione e fantasia.

Invece il DLC Zooseo supera di gran lunga ogni tipo di aspettativa. Dove si pensa che non si possa superare il livello di coinvolgimento o qualità, i ragazzi di Two Point ci ricordano che i limiti sono stati fatti per essere superati. E allora ecco una nuova ala del museo che riprende gli stilemi già visti nel gioco base.

Avete presente le installazioni museali che richiedono determinate temperature, come i blocchi di ghiaccio da mettere accanto dei refrigeratori? Ecco, Zooseo si muove sulla stessa linea ludica: per ogni recinto c’è un animale da collocare a cui dovete rispondere delle sue esigenze, di cibo, come di ambiente e temperatura.

Ovviamente ne consegue anche la risposta dei visitatori. Avete presente il sistema delle donazioni? Qui i visitatori saranno ben più generosi se vedranno che gli animali saranno ben collocati e supportati nelle loro biodiversità. Meccanica che si muove in duplice direzione, con il gioco che ci mette a disposizione gli strumenti per rispettare tutti gli animali presenti e, parallelamente, ottimizzar un’importante fonte di entrata per la nostra struttura.

Il resto del pacchetto si muove nelle sempre, solide, colorate e divertente decorazioni con cui abbellire ogni stanza o installazione. Anche qui, gli sviluppatori non vogliono rivoluzionare una formula di gioco già ben funzionale di suo, ma mettono quelle decine e decine di oggetti in più, che poi ci portano a guardare al gioco da una distanza diversa, per aumentare longevità come divertimento. Quest’ultimo, inutile dirlo, sempre assicurato e vero marchio di fabbrica.

In ultima battuta è assai interessante notare come anche i contenuti aggiuntivi hanno sempre quel richiamo dato da videogiochi del passato, da chi ha formato un genere come lo stesso stile ed evoluzione dei gestionali. Una sfumatura non del tutto percettibile, ma assai gradita.

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Classe 1989. Gabriele Barducci scrive di Cinema e serie tv. Dal 2022 è responsabile dell'area videogiochi di ScreenWorld. Comincia a scrivere di Cinema e serie tv nel 2012 accompagnando gli studi in Scienze della Comunicazione presso l'università di Roma La Sapienza. Nel 2016 entra nella redazione di The Games Machine occupandosi anche di videogiochi, mentre dal 2017 è nello staff della rivista di cinema Nocturno.