Disponibile su Prime Video, Non è un paese per single porta sullo schermo l’omonimo bestseller di Felicia Kingsley, una delle autrici romance più amate degli ultimi anni. Alla regia Laura Chiossone e alla sceneggiatura Alessandra Martellini, Giulia Magda Martinez e Matteo Visconti. Nel cast Matilde Gioli, Cristiano Caccamo, Amanda Campana, Sebastiano Pigazzi e Cecilia Dazzi.
Un dettaglio interessante della storia originale è che Non è un paese per single nasce come una sorta di retelling contemporaneo di Pride and Prejudice di Jane Austen. Nel libro di Felicia Kingsley, infatti, i protagonisti maschili portano i nomi di Charles Bingley e Michael D’Arcy, un chiaro richiamo ai celebri Charles Bingley e Fitzwilliam Darcy del romanzo ottocentesco. Nell’adattamento cinematografico, però, questi riferimenti vengono resi meno espliciti: Charles e Michael diventano Carlo e Michele e, invece di essere amici come nell’opera originale, vengono trasformati in fratelli.
Resta uguale la figura della madre un po’ frivola, interpretata da Cecilia Dazzi, che vorrebbe vedere le sue figlie accasate.
Film italiano che segue il modello americano

Nel tranquillo borgo toscano di Belvedere in Chianti, dove la vita sembra ruotare attorno all’amore e alle relazioni di coppia, Elisa vive dividendosi tra la crescita della figlia adolescente e la gestione della tenuta di famiglia insieme alla madre e alla sorella. La sua quotidianità viene però sconvolta dal ritorno di Michele, amico d’infanzia con cui aveva perso i contatti da tempo.
Dietro il suo rientro in paese, però, non ci sono soltanto nostalgia e ricordi: dopo la morte dello zio, Michele e il fratello Carlo ereditano parte della proprietà delle Giuggiole, aprendo la strada a decisioni che potrebbero cambiare il destino della tenuta. Mentre Elisa sogna di trasformare quel luogo nell’azienda agricola che ha sempre desiderato, Michele vede nell’eredità l’occasione perfetta per dare una svolta definitiva alla propria carriera. Tra vecchi legami, attrazioni inattese e obiettivi opposti, i due si ritroveranno così su fronti completamente diversi.
L’adattamento prova a trasportare l’ironia e il ritmo del romanzo dentro una commedia romantica dall’estetica molto americana, tanto che ci aspetta di veder spuntare da un momento all’altro Meg Ryan, Jennifer Lopez o Sandra Bullock nella cornice calda e suggestiva di un piccolo paese italiano con tutte le tipiche cose degli italiani che piacciono all’estero.
Con Non è un paese per single, Prime Video confeziona una commedia romantica dal sapore dichiaratamente internazionale, immersa però nell’accogliente cartolina della Toscana. Un film che punta tutto sull’atmosfera, sui paesaggi da sogno e sul comfort emotivo del genere, riuscendo alla fine a trovare una sua identità, pur non mancando alcuni inciampi iniziali.
Commedia romantica sì, ma la brillantezza si vede verso la fine

È proprio qui che emerge il principale limite del film: chi conosce la scrittura brillante, ironica e molto scorrevole di Kingsley potrebbe restare spiazzato da una prima parte piuttosto lenta e prevedibile. La sceneggiatura segue traiettorie fin troppo riconoscibili e molti dei colpi di scena risultano intuibili praticamente dalla seconda scena. Mancano, almeno all’inizio, quella leggerezza frizzante e quell’ironia tagliente che hanno reso i romanzi dell’autrice così amati dal pubblico.
Poi però qualcosa cambia. Nella seconda metà il film prende finalmente ritmo, i rapporti tra i personaggi acquistano maggiore spessore e persino quei colpi di scena già annunciati vengono gestiti con una consapevolezza diversa. La tensione romantica cresce gradualmente, scena dopo scena, in un crescendo che riesce a recuperare simpatia, ritmo e partecipazione emotiva. È lì che Non è un paese per single trova davvero il suo equilibrio.
Un ottimo inizio per i neofiti della commedia romantica

Pur rifacendosi a certi stereotipi narrativi e cinematografici, puntando su atmosfere luminose, dinamiche sentimentali familiari al genere e una Toscana da cartolina che finisce inevitabilmente per diventare parte integrante del fascino del film, Non è un paese per single dà spesso la sensazione di non riuscire fino in fondo a fare quel salto in più che avrebbe potuto renderlo davvero memorabile. Resta comunque una visione piacevole, soprattutto nella sua seconda parte, accompagnando lo spettatore con leggerezza, anche senza lasciare un segno particolarmente profondo.
Insomma, non una commedia per i veri esperti di commedie romantiche che hanno imparato a memoria le battute dei film più famosi, ma certamente uno starter pack per principianti che potrebbero essere spronati ad approfondire le storie di Felicia Kingsley.
