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Pochi personaggi del mondo del fumetto possono vantare di avere una vera vita di cui possiamo esser testimoni. Flashback o flashforward si limitano a darci visioni di momenti passati o futuri delle loro esistenze, ma rimangono legati a un’esigenza narrativa, mancano della spontaneità e libertà di un racconto autonomo. Inizialmente è stato così anche per Dragonero, dove il passato di Ian Aranill veniva raccontato tramite riferimenti ad eventi remoti o con ricordi inseriti nelle tavole.

Ma contrariamente ad altri esperimenti bonelliani in tal senso, Dragonero ha espanso il concetto di continuity non solo alla creazione di nuove serie spin-off, ma soprattutto alla crescita personale di Ian Aranill, svelando momenti centrali della sua vita. Questa volontà narrativa ha preso la forma di diversi progetti legati allo scout erondariano, come Senzanima e Dragonero – I Paladini, che, pur linguaggi differenti, hanno un intento comune: svelare il passato di Ian Aranill.

L’importanza del passato

Ian e Gmor
Ian e Gmor – © Sergio Bonelli Editore

Presa singolarmente, la serie mensile di Dragonero ha mostrato di avere una solidità narrativa sufficiente a dare ai lettori tutte le conoscenze necessarie per seguire le avventure dello scout creato da Stefano Vietti e Luca Enoch. I due autori hanno da sempre mirato alla costruzione di un’ambientazione che non fosse vincolante, obiettivo raggiunto e che consente loro di aprire parentesi narrative sul passato di Ian Aranill.

Uno sguardo che si concentra su un momento formativo per la personalità dello scout erondariano: l’adolescenza. Momento formativo, in cui le fantasie dell’infanzia vengono messe alla prova dal primo contatto con un mondo esterno vissuto, sino a quel momento, da una prospettiva innocente. Nel caso di Dragonero, questo passaggio viene visto in due differenti parentesi, movimentando la continuity della serie con delicata attenzione.

Due punti di vista differenti, che corrispondo a fasi evolutive della personalità del personaggio. La maturazione di Ian come eroe viene sviluppata non come dato di fatto, ma rendendolo umano, credibile, calando il contesto fantastico all’interno della reale crescita di un individuo. Per quanto questa evoluzione sia scandita da avventure magiche e da lotte in scenari a tratti orrorifici, nonostante l’ovvia scansione fantastica della vita di Ian, tutte le componenti di questo mosaico di vita echeggiano la crescita reale di un individuo. Che poi sia un eroe, sotto questo aspetto, diventa quasi secondario.

A questa suddivisione corrisponde anche una diversa interpretazione narrativa, che si rivolge a target di pubblico profilati, mostrando nuovamente la poliedricità di questa ambientazione.

Primi passi per un eroe

dragonero i paladini
Dragonero – I Paladini -© SBE/RAI

Dragonero – I Paladini, serie animata di cui si attende in questo periodo la seconda stagione, scrive gli esordi di Ian Aranill come eroe, raccontando le sue prime avventure assieme alla sorella Myrva e al fedele amico Gmor.  Un momento formativo, già affrontato in passato nelle Dragonero Adventures, che è una parte essenziale della crescita del personaggio, soprattutto sul piano emotivo.

Il target di riferimento è ovviamente un pubblico adolescenziale, che può entrare in sintonia con questo tenore narrativo. Avventure spericolate, battute ingenue e una connotazione abbastanza stereotipata dei personaggi sono una base su cui creare un contatto con pubblico giovane, che può conoscere dei nuovi eroi  – e perché no?, dei nuovi amici – con cui crescere e sviluppare un gusto per il fantasy.

La forza della serie animata di Sergio Bonelli Entertainment è di poter essere sia un’esperienza autonoma, che il primo passo per vivere un’avventura di più ampio respiro. L’inserimento nella continuity di Dragonero consente di evolvere Ian e compagni in modo funzionale al prodotto animato, ma al contempo di offrire un entry point all’interno dell’universo di Dragonero.

Scoprire il mondo adulto

Ian alla carica con in Senzanima
Ian alla carica con in Senzanima – © Sergio Bonelli Editore

Ma dopo le avventure adolescenziali di Ina, subentra l’inevitabile ribellione, l’ingenua presunzione di sentirsi padroni del mondo e, quindi, di non sottostare alle regole che arrivano dalla famiglia. Forse anche per una sopraggiunta sensazione di potere derivata dall’aver vissuto grandi avventure, viste tramite la sensibilità di un ragazzino.

Lo stesso ragazzino che sceglie di abbandonare la casa paterna, in opposizione a un destino già scritto, per arruolarsi nella compagnia mercenaria di Greevo Senzanima. Ribellione e voglia di avventura, idealizzata attraverso i racconti sentiti, che sfumano rapidamente nel momento in cui Ian entra in contatto con la sporca, sanguinosa realtà dei campi di battaglia.

I toni di Dragonero: Senzanima sono decisamente più aspri rispetto alle avventure infantili di Ian, ma non pensiamo che siano adatte solamente a un pubblico adulto, che ne può sicuramente cogliere tutte le sfumature più grevi. Il modo con cui Ian viene, in un certo senso, costretto a crescere, affrontando le conseguenze della sua decisione, viene svelato con estrema attenzione da Enoch e Vietti, che gradualmente guidano il ragazzo alla scoperta del mondo adulto.

Un passaggio essenziale, che viene interpretato con un linguaggio colorito, specchio della vita mercenaria, e con la scoperta da parte di Ian anche della sessualità, con le prime esperienze con l’altro sesso. Nuovamente, Senzanima lega la crescita di Ian come individuo alla continuity della saga, con la presenza di personaggi che torneranno anche nella vita adulta di Ian.

L’essenza di Ian Aranill

Dragonero Senzanima
Dragonero Senzanima – © Sergio Bonelli Editore

Dopo diversi anni in cui la narrazione dell’epica di Dragonero ha accolto anche la sua giovinezza, tra infanzia e adolescenza, è innegabile che il lavoro di Enoch e Vietti venga considerato come un canovaccio su cui riconsiderare il concetto di ‘vita’ di un personaggio.

Per quanto esistano altri fumetti in cui i protagonisti risentono del passare del tempo, come nel caso di Judge Dredd, la volontà di dare solidità al carattere e ai principi della figura centrale di una saga tramite il racconto dei suoi primi passi come individuo, come giovane uomo, vede in Dragonero un modello da studiare. Anche in chiave crossmediale, elemento quanto mai attuale per il mondo dell’intrattenimento.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva